Gender X – a NY ora è possibile

New York è sempre un passo avanti per quanto riguarda i diritti civili delle persone. In questo caso ha fatto ulteriori passi avanti nei confronti della comunità LGBT.

Gender X” questa la scritta che d’ora in poi potrà apparire sui certificati di nascita delle persone nate a New York. Il bello di tutto ciò? E’ che non servirà un certificato medico per richiederlo, sarà diritto del singolo individuo dichiarare il genere in cui si sente più a prioprio agio.

Questa decisione è stata presa a grande maggioranza al City Council, dove oltre a dare il diritto di poter cambiare il proprio certificato di nascita a persone adulte, ha anche acconsentito di poter scegliere preventivamente per i propri figli, apponendo X sotto la voce “Gender”.

Corey Johnson, speaker del City Council ha commentato “I newyorkesi non avranno più bisogno della documentazione di un dottore per cambiare il proprio genere sul certificato di nascita e non saranno più trattati come se la loro identità fosse una questione medica”. 

L’avvocato transgender che ha portato avanti la causa ha anche voluto far notare come sia stato possibile arrivare a tanto pur essendo sotto una politica pericolosa per quanto riguarda i diritti umani, riferendosi ovviamente all’attuale Presidente Donald Trump.

Noi ci auguriamo che questa piccola svolta possa portare altri Paesi a pensarla alla stesso modo e far sì che questo processo di integrazione vada avanti sempre di più.

Perché esiste la transfobia

Premetto che quello che sto dicendo è frutto della mia esperienza personale di donna Trans e di studi che ho fatto, quindi rappresenta solo il mio punto di vista. Ma può essere utile per chiarire alcune idee e per aprire una discussione sull’argomento.

Dire che la transfobia sia frutto solo di ignoranza lo trovo riduttivo. Ok, è anche quello, ma sono convinta che esistano delle basi e delle motivazioni più profonde. Proviamo ad analizzare quello che passa nella mente di un uomo (inizio con questo esempio) quando vede una donna Trans. Appena l’occhio riesce a mettere a fuoco la persona, il cervello in una frazione di secondo elabora questi giudizi: è più forte o più debole di me? È amico o nemico? Posso accoppiarmi con lui/lei? Potete anche ridere di questo, ma è quello che effettivamente pensa il nostro cervello appena vede una persona. Ed è quello che ci ha permesso di sopravvivere per millenni. Il fatto che oggi viviamo in città comode e tranquille, non vuol dire che abbiamo perso i nostri importanti istinti primordiali. Mi sembra ovvia la differenza di identificare una persona come nemica/più debole/posso accoppiarmi con lei, e nemico/più forte/non posso accoppiarmi con lui. Nel primo caso molto probabilmente c’era uno stupro, nel secondo c’era la fuga. Stiamo ovviamente parlando di reazioni dell’uomo di migliaia di anni fa, ma in noi sono ancora presenti questi istinti.

Ritorniamo quindi al nostro uomo che incontra una donna Trans: il processo mentale inizia già da lontano, con i tratti della figura non perfettamente a fuoco. La prima risposta può essere quindi amica/più debole/posso accoppiarmi con lei. Ma man mano che si avvicina, il cervello inizia ad elaborare a livello inconscio altri dati: forma degli zigomi, delle spalle, dei fianchi, della vita, andatura, mani… A meno che la donna Trans non sia perfetta (ne conosco poche), il cervello inizia a rilevare delle anomalie. I canoni con cui abbiamo imparato a classificare se una persona è uomo o donna non corrispondono tutti. E qui il cervello va in tilt. Il nostro cervello è per natura pigro, e cerca sempre le certezze. Panico a livello inconscio. (Consiglio a questo proposito la lettura di testi su Milton Erickson e Alfred Korzibski) La primaria reazione inconscia di accoppiamento viene quindi messa in discussione, fino a che il cervello non riesce a focalizzare i tratti per cui designa la persona come Trans, ossia, per lui come uomo. “Oddio sono diventato gay!” Pensa allora… Ed è qui dove scatta la fobia e/o l’odio: la propria certezza di essere un vero macho sciupafemmine viene messa in discussione. Ed è qui dove entra in gioco l’ignoranza.

La donna Trans non è un uomo come ci è stato insegnato a scuola da piccoli, ma è una donna. Uno dei tanti tipi di donne: c’è la bianca, la nera, la magra, la tonda, la bionda, la mora…. e la Trans. E non tiriamo in ballo scuse dei cromosomi o che non possiamo avere figli: non ho mai sentito un uomo che prima di andare a letto con una donna gli abbia prima fatto il test del DNA e che scoprendo che è sterile si sia tirato indietro. O la scusa di parti del corpo in più o in meno: a questo punto allora una donna che è monca di una mano non dovrebbe più avere una vita sessuale (purtroppo a volte succede. A questo proposito consiglio di leggere il bellissimo libro Loveability di Maximiliano Ulivieri). Se forniamo una adeguata informazione al nostro cervello, questo non andrà più in panico. Saprà che la donna Trans è una donna, e a questo punto deciderà solo se è di suo gusto o meno. E sui gusti non si discute!

È giusto che non piacciamo a tutti, ma c’è una bella differenza fra non piacere e odiare. Sfatiamo anche un altro dubbio: noi piacciamo sessualmente agli uomini etero, volendo bisex, ma non agli omosessuali (se non per fare shopping assieme). Quindi l’impulso di provare transfobia è perfettame naturale, è un istinto di difesa antichissimo verso qualcosa che ancora non conosciamo. È un istinto oggi utile? Assolutamente no. Quindi impariamo ad eliminarlo: con la conoscenza di questa realtà rimasta ancora troppo nascosta. Lo stesso discorso vale anche per le donne, anche se per mia esperienza personale il fenomeno è meno marcato. Un discorso a parte va fatto per chi è transfobico per condizionamento da parte di altre persone. Questa non è transfobia, è odio puro verso ogni cosa diversa, come per il colore della pelle, la nazionalità, ecc. L’odio è cieco: non lo si può vincere con l’informazione e la conoscenza. Lo si può vincere solo con l’amore. Ma questo è un altro discorso…

Loredana Monti