Non siamo invisibili, le famiglie arcobaleno sono una realtà!

“Abbiamo affermato cose che pensavamo fossero normali, quasi scontate: che un Paese per crescere ha bisogno di fare figli, che la mamma si chiama mamma (e non genitore 1), che il papà si chiama papà (e non genitore 2)”. Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana ribadisce la sua posizione sulle famiglie omosessuali e noi di Gay Lounge Italia ovviamente non ci stiamo.

papà arcobaleno

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Diciamo una cosa, non sono di certo le famiglie arcobaleno che vogliono essere chiamate dai loro figli “Genitore 1 e 2” come se fossero delle cavie di laboratorio. Penso che i genitori di queste famiglie si facciano chiamare papà e papà o mamma e mamma, il risultato non cambia.

La cosa vera è che un Paese ha bisogno di figli per crescere ma, non lo farebbe in egual modo permettendo a genitori dello stesso sesso di poter adottare? Cosa cambierebbe? Non penso sia una cosa voluta da qualche entità superiore, piuttosto un blocco creato dall’uomo.

Soprattutto la cosa che ci si domanda di più è: “In che modo si mettono a repentaglio le famiglie eterosessuali?”. Non penso che le decisioni sessuali e di vita di un individuo possano influire su un’altra persona. E allora qual’è la paura? Che non ci sia più bisogno di nascondersi e soffrire in situazioni che non ci appartengono?

mani da matrimonio
io e mio marito durante il giorno del nostro matrimonio. FAMIGLIE ARCOBALENO!

“Le famiglie arcobaleno sono una realtà che non si può negare!”

Per quanto ci riguarda, un bambino dovrebbe avere di fianco soltanto due persone che lo amano e lo aiutano in ogni fase della propria crescita.

Io e mio marito ovviamente siamo fra quelle coppie che non potranno mai avere un figlio, causa la mancanza di leggi a riguardo. Forse saremmo stati dei buoni genitori, chi può dirlo…

L’unica cosa che posso dirvi è che sono innamorato di mio marito, per me lui è e sarà la mia famiglia. E’ stata la persona che ha condiviso con me otto anni di vita (fino ad ora), con cui son cresciuto, con cui ho pianto e vissuto momenti indimenticabili, in Italia e a NYC.

Allora cerchiamo di abbattere queste barriere mentali e iniziamo ad accettarci tutti un po’ di più, ognuno con le proprie diversità.

Il sogno di una famiglia

Nella battaglia per i diritti civili, un argomento controverso e discusso negli ultimi anni è la famosa “Stepchild adoption“. Come spesso accade in Italia e in altri Paesi del mondo la libertà è sempre una cosa difficile da raggiungere. Libertà intesa come diritto e, in questo caso, diritto di amare e di poter costruire una famiglia.

La “Stepchild adoption” è pensata principalmente per l’adozione, da parte del coniuge dello stesso sesso senza legame sanguigno, di un figlio naturale dell’altro coniuge.

love baby parent boys
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Come noto, la L. 20/05/2016, n. 76 (c.d. legge Cirinnà) ha introdotto in Italia le unioni civili, senza però riconoscere, a causa di resistenze, questo legame di genitorialità con i figli. La paura, per la parte conservativa (e non) del parlamento era, che determinate persone attraverso l’ausilio di tecniche di procreazione medicalmente assistita, potevano avere un figlio.

E’ vero che probabilmente il nostro Paese non è pronto a tutto questo, altre sì vero che il bambino potrebbe essere soggetto ad abusi esterni a causa dei propri genitori non “Convenzionali” ma, non è vero che la stessa cosa accade anche in altri casi? Magari per figli di genitori divorziati, in condizioni disagiate, stranieri od orfani? E allora, di cosa stiamo parlando? Ovviamente se non si affronterà mai il problema sarà anche difficile che le persone inizino a vederla come una cosa normale e quindi ad accettarla.

Forse dovremmo andare oltre a tutti questi pregiudizi e guardare solo il fattore umano, quindi: “potrebbe essere un bravo genitore?” senza guardare né sesso e nemmeno la razza. Perché purtroppo non è quella la questione, la questione è proprio se sei una persona adatta ad avere una famiglia o no.