Pakistan e omosessualità – una lotta fra religione, cultura e diritti umani

E’ da tempo che avrei voluto raccontare una storia di questo tipo, che va oltre i confini Italiani e che mostra una comunità LGBT ancora troppo nascosta ed imprigionata da problemi religiosi e culturali.

Fortunatamente esistono persone come Wajahat che lottano quotidianamente contro ogni forma di discriminazione. Sarà lui che, attivista per l’associazione Il grande colibrì e coautore del libro Allah Loves Equality, ci racconterà qualcosa in più in merito alla cultura Pakistana:

Ciao Wajahat, ci parleresti un po’ di te? Vivi da molto tempo qui in Italia?

Sono in Italia da quanto avevo 15 anni, esattamente dal 1999. Di professione faccio il regista e dedico tutto il mio tempo libero a combattere a favore dei diritti umani.  A questo proposito, dal 2010 al 2014 ho girato due lungometraggi in Pakistan: il primo si chiama THE DUSK, parla delle varie persone scomparse e del terrorismo. Il secondo invece si chaima FATWA e parla dei diritti delle minoranze, nello specifico tratta della storia di un ragazzo cristiano e il suo amico medico sciita.

Com’è visto l’essere gay in Pakistan?

E’ brutto a dirsi ma, dipende da quale classe sociale fai parte. Quindi è diverso se parliamo del figlio di un operaio rispetto a quello di un avvocato, o se vivi in zone rurali rispetto che nelle grandi città. Comunque l’omosessualità in Pakistan è un qualcosa che si conosce, diciamo che la popolazione è abbastanza tollerante finchè non vai ad urlarlo in piazza.

Dalle mie parti poi, è anche molto facile avere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso, anche perché per poterlo fare con una donna, devi per forza esserci sposato. Ci sono delle eccezioni però, riservate ovviamente ai più abbienti: infatti è consetito far qualcosa con una donna ma solo se la si porta in un albergo a 5 stelle.

E’ invece impossibile trovare coppie gay aperte e libere di esprimersi, purtroppo tutto è vissuto nell’ombra. C’è sicuramente una grande ipocrisia di fondo e la società non è pronta ad accettare queste cose, come non parla apertamente del discorso riguardante il sesso prematrimoniale.

Ci parli un po’ della tua religione? Secondo te è davvero così contro il mondo LGBT? (Anch’io, per quanto riguarda la mia cultura, non penso che nella religione cattolica ci sia nulla che vada realmente contro…)

Solo negli ultimi vent’anni la gente ha iniziato a parlare di “omosessualità” nell’Islam. Nel periodo d’oro invece, tra il VII e il IX secolo, era una cosa accettata. Il poeta Abu Nuwas ad esempio, scrisse poesie omoerotiche sotto il dominio del califfo Harun al-Rashid e il suo lavoro fu tollerato. E’ diverso se invece si parla del Corano, con la storia del popolo Lut che viene sterminato per volontà divina. Interpretazioni della storia colpevolizzano il popolo di essere stato ucciso a causa di un’estesa omosessualità, ma la realtà è che le atrocità commesse da quel popolo andavano dal politeismo, alla rapina, allo sfruttamento economico e allo stupro.

Allah Loves Equality

Parliamo invece del tuo libro “Allah Loves Equality”: Quando hai deciso di scriverlo? Ma soprattutto, cosa ti ha spinto a farlo?

Vorrei precisare che non sono l’unico autore del libro, Michele Benini ed Elena De Piccolo sono gli altri due autori e penso che loro meritino più complimenti di me. Michele è ateo (gay), Elena invece cattolica (etero) ed io, ragazzo musulmano di fede sciita (gay).

Abbiamo deciso di raccogliere diverse storie legate alla comunità LGBT, idea maturata durante il nostro viaggio in Pakistan mentre stavamo girando il documentario che, in un secondo tempo, avrebbe dato il nome al libro. Il progetto durò due anni e mezzo.

Ne raccomandiamo la lettura a tutti coloro che avranno l’opportunità di vedere il nostro documentario, che sarà presentato in vari festival, perché aiuterà a capire meglio molti punti e ovviamente, anche a chi semplicemente avrà voglia di conoscere una realtà diversa.

Qual’è il messaggio fondamentale che vorresti trasmettere?

Vorrei che si discutesse di più dell’argomento nel mondo islamico. E pensare che, in passato, l’omosessualità era presente nella vita musulmana. Solo con la colonizazzione britannica, l’intolleranza ha preso forza. Nel caso specifico del Pakistan, la sessualità veniva celebrata, basti pensare che è proprio lì che nacque il ”Kamasutra”.

Quando l’India e il Pakistan erano sotto un’unica bandiera, essere gay non era considerato reato. Addirittura i transgender venivano rispettati a tal punto da lavorare nei palazzi dell’Impero Mughal. Nel 1818, una delle prime azioni dei coloni britannici fu proprio quella di cacciare dai palazzi imperiali i transessuali, fomentando l’odio e l’intolleranza, presente ancora ai nostri giorni.

L’imposizione di leggi omofobe, inoltre, ha fatto sì che per credenza popolare, la religione musulmana non tolleri l’omosessualità, ma non è così. Il documentario mira proprio a cercare di aprire la mente di musulmani omofobi ed europei islamofobici. La religione musulmana è molto più tollerante di quanto si pensi.

Rimini Summer Pride – Rischio contagio

Ormai parte integrante dei Gay Pride, ecco l’annuncio della prossima processione “riparatrice”. Questa volta a Rimini, poco prima del Summer Pride che si terrà il giorno 28 luglio.

Ad annunciarlo è stato il comitato “Beata Giovanna Scopelli” che non mancherà a sfilare per le strade del centro storico con immagini sacre e pregando ma: Per cosa non si sa! Forse per i loro peccati nascosti? Oppure davvero contro gente che cerca solo di lottare per quei diritti che ingiustamente non gli sono mai stati riconosciuti?

Ancora mi domando quale sia la connessione fra la chiesa e questi fanatici. Io dubito che la religione cattolica sia contro queste cose, penso invece che, come qualsiasi altra fede, sia basata sull’amore e il rispetto per il prossimo. Travisata come sempre dai quei pochi che ambiscono al potere e al controllo delle menti umane più vulnerabili e condizionabili.

Gay Pride - diritti umani
Gay Pride

 

Nei Gay Pride non si parla di odio, non si parla di distruzione del mondo e non si parla nemmeno di eliminare le famiglie tradizionali. Si vuole solo dar voce a tutte quelle persone che vivono nascoste nell’ombra ma che in realtà sono sempre esistite e sempre esisteranno. Gli equilibri sono e saranno sempre gli stessi, nulla è stato scombinato. E’ solo una lotta per i diritti umani.

In ogni caso, scusate per la lunga prefazione ma è un argomento che mi sta molto a cuore e di cui parlerei per ore. Tornando alla notizia invece, ecco cosa è stato detto dal Popolo della Famiglia “E’ un grave errore promuovere lo stile di vita gay ed esaltarlo a modello positivo per i giovani” per finire con “E’ irragionevole e irresponsabile che il Comune di Rimini, con il proprio patrocinio, legittimi e rafforzi questa manifestazione. Il primo cittadino, che è “primo” anche nella responsabilità della salute pubblica, dovrebbe piuttosto preoccuparsi del rischio di contagio di malattie sessualmente trasmesse che simili manifestazioni potrebbero innescare.”

Che dire, non saprei davvero cos’altro poter aggiungere. Davvero esiste gente che crede in cose simili? Se la risposta è positiva, allora è anche inutile discuterne.

“Omofobia” la malattia dell’ignoranza

Oggi voglio parlare di questo argomento, potrà essere ripetitivo ma non ci si deve mai stancare di parlarne fino a quando capiteranno episodi come quelli descritti in questo articolo.

Che cos’è l’omofobia? Semplice, è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità, della bisessualità e della transessualità basata sul pregiudizio. Purtroppo il nostro Paese ne è invaso e con dei politici che non cercano per primi di dare il buon esempio, anzi, in molti si sentono giustificati a pensare in maniera omofoba.

E’ molto più semplice rimanere nella propria ignoranza che cercare di capire ed è molto più facile basarsi su stereotipi che andare a fondo alle situazioni. Ormai per molti siamo solo quegli esibizionisti che una volta l’anno rompono le balle sfilando in giro per la città come fosse un carnevale ma: Qualcuno si è mai chiesto perché? E’ davvero una carnevalata o solo la voglia di uscire allo scoperto? La vita non è fatta solo di toni di grigio ma anche di molti altri colori. Questo vorrei dirlo anche a molti gay: Non esistono solo altri gay come voi ma anche altri tipi di persone, con mentalità diverse, magari con feticismi vari ma di certo non degni di meno rispetto. E non perché una persona è più eccentrica di un’altra allora questa non è da prendere in considerazione perché sicuramente penserà solo al sesso.

Parlando nello specifico, voglio parlare di quello che è successo nella mia zona negli ultimi giorni.

In Lombardia e soprattutto nelle vicinanze della grande Milano che si pensa essere una delle città più inclusive e aperte del Bel Paese, si sono scatenati due episodi (perlomeno quelli noti) di omofobia:

Angelo Mazzone
Angelo Mazzone (foto dal profilo Facebook)

Erba, insulti omofobi al Castello di Casiglio

“Brutto fr…” contro Angelo Mazzoni solo per aver chiesto ai genitori di tenere a bada i propri figli. E qui aggiungerei “Visto che in molti ritengono che solo una famiglia composta da mamma e papà possa essere in grado di dare il buon esempio e dare la giusta educazione psicofisica ad un bambino”. Bene, questo il racconto di Andrea pubblicato sulla propria pagina Facebook:

“Non ho mai fatto in vita mia una cosa simile (anche perchè MAI mi è successa una cosa del genere) ma devo denunciare pubblicamente un grave episodio di omofobia e volgarità inaudita accaduto!
Decido assieme alla mia collega e alla sua famiglia, di trascorrere giornata in piscina, nome della struttura Castello di Casiglio, (non lontano da Milano, ad Erba), una struttura “lusso” dove l’ingresso ti costa 75 euro.
Questo per sottolineare, che abbiamo scelto di dissanguarci economicamente e consapevolmente in determinato posto proprio per ricercare un certo pregio, una certa discrezione, un servizio di livello e (si pensa) di clientela discreta ed educata oltre ad una certa tranquillità, dato non si tratta di una piscina pubblica comunale.
Bordo piscina, mentre siamo li a chiacchierare, dei bambini iniziano a schiamazzare, urlare, fare baccano.
Ci diciamo “va beh, son bambini cosa possiamo farci”. Lasciamo correre, pensando prima o poi si stancheranno.
E invece nulla, il tempo passa e il baccano rimane, più che in una struttura di pregio sembra essere all’Acquafan di Riccione.
Con il marito della mia collega decidiamo quindi di avvicinarci ai genitori (due tizi , credo parenti, grandi e grossi) chiedendo gentilmente di tenere a bada i bambini in quanto stanno disturbando “la quiete” .
Cristo santo con tutto quello che abbiamo pagato almeno un po’ di tranquillità altrimenti saremmo andati in una piscina comunale a 10 euro come sempre !).
La risposta di questi due energumeni è “Che cazzo volete non rompete i coglioni tornatevene al vostro posto”.
Faccio presente di moderare i toni e che non è il caso di offendere visto stiamo semplicemente facendo notare che stanno disturbando non solo noi ma anche altri presenti in piscina (e che poco prima erano andati via proprio perchè sembrava una festa in piscina).
Prendo sottobraccio il marito della mia collega e gli dico “Lasciamo perdere torniamo al nostro posto non ne vale la pena”.
Torniamo sul lettino e non mi dò però pace, per quale motivo dobbiamo essere trattati a questo modo?
Non contenti nel frattempo i due iniziano a tuffarsi a bomba in piscina proprio davanti a noi urlando, schizzandoci e iniziando anche loro a far baccano.
Mi alzo in piedi e dico esasperato “Per favore la smettete o no? Se questo è il modo in cui educate i vostri figli…”.
L’energumeno da dentro la piscina in risposta mi urla “Brutto fr**** di merda ti ho gia detto di non romperci i coglioni se vuoi la tranquillità vattene in montagna, fr****”.
Incredulo, mi rialzo e salgo assieme alla mia collega su in reception chiedendo di parlare con un direttore, ma la tizia mi dice che il direttore non c’è, chiediamo allora di un responsabile, e ci dice che anche il responsabile non c’è, gli dico “guardi che sta accadendo una cosa gravissima forse lei non se ne rende conto” , in risposta “mi spiace moltissimo adesso vedo di mandarvi qualcuno giù in piscina”.
Torniamo al nostro posto e il tizio da lontano mi urla “Fr**** che sei andato a dire in direzione, tanto noi qua facciamo il cazzo che vogliamo il direttore è un nostro amico inutile che vai a lamentarti, andatevene fuori dai coglioni”.
E mi lancia addosso una specie di zolla di terra!
Sono una persona impulsiva, chi mi conosce bene lo sa, e non so chi santo mi abbia trattenuto, andava a finire malissimo, stringo i denti e cerco di non scoppiare!
Allibito, scioccato, torno su, nel frattempo che salgo ancora in reception iniziano ad urlare faccia a faccia contro il marito della mia collega assieme ad un altro nostro amico che era li, una volta su torno a far presente di fare qualcosa perchè giù c’è davvero il far west, ma nulla, nessuno arriva, nessuno interviene, nessuno fa niente di niente.
Una coppia di signore distinte e molto educate nel frattempo con cui poi abbiamo parlato dopo si allontanano perchè capiscono che la cosa è degenerata.
Fra l’altro una delle due, aveva litigato sempre con i due energumeni poco prima, sempre insultati da loro, perchè mentre chiacchierava con la sua amica riguardo al tumore che aveva avuto, nel mentre che le stava parlando di cure, medicina ecc ecc uno di loro si intromette nel discorso dal lettino accanto urlandogli “Ma che cazzo stai farneticando hai solo bisogno di essere scopata” (vi risparmio altri dettagli in quanto parlo di terze persone, fra l’altro molto distinte e che erano forse sconvolte più di noi).
L’apice poi, quando torniamo giu se la sghignazzano dicendoci che inutile continuavamo a fare su e giu che tanto non ci avrebbe cagati nessuno.
Al che prendiamo le nostre cose e andiamo via, non contenti, queste luride carogne mi inseguono pure nello spogliatoio, battono pugni sulle porte urlando “vieni fuori brutto fr**** dove sei che quelli della tua categoria vanno pestati a sangue”, sento che sono in due, pure se fossi uscito ad affrontarli nulla avrei concluso in primis perche grossi, secondo perchè ho pensato meglio defilarsi e non averci nulla a che fare perchè finisce ancora più male, altro non ho potuto fare che chiudermi a chiave dentro e aspettare andassero via. E così è stato.
Ora, io non so se questi due luridi vermi fossero davvero amici del direttore, fatto sta che NESSUNO della struttura è intervenuto (se non una ragazzina stagista di 17 anni timorata di dio che ci ha chiesto se il soggiorno proseguiva bene, certo come no), a nulla sono serviti i solleciti , le urla, scene imbarazzanti che davvero inizialmente credevo fosse una candid camera, mai capitato nulla del genere in tutta la mia vita.
AH…piccolo particolare, anche le due signore erano andate a lamentarsi per gli insulti gratuiti ricevuti dai due, e gli è stato detto che il direttore era occupato in altre faccende e non poteva aiutarle, ovviamente sono andate via intelligentemente , non appena hanno ricevuto questa risposta, capendo in che struttura si trovassero.
Ora unica cosa che potremo fare è denunciare le minacce fisiche dai carabinieri! (Oltre a lasciare una recensione).
Anno 2018, lombardia, Italia.
DIRE CHE SONO SCIOCCATO E SCHIFATO, è DIRE POCO!
SI SPERA ARRIVINO DELLE SCUSE!
*Aggiornamento 4/7/18 e modifica post: il direttore ieri ci ha fatto sapere non darà alcuna risposta su fb, se ne parlerà dalle autorità competenti e quando ci saranno sviluppi giudiziari, quando arriverà il momento vi informeremo, grazie.”

Aggressione in provincia di Varese ai danni di una ragazza

E’ ora il turno di Arcigay Varese a render noto un altro fatto di aggressione, questa volta contro una ragazza. Il fatto è accaduto nell’ultima settimana.

omofobia
Foto dal sito “Arcigay Varese”

Non stava facendo nulla di male se non passeggiare tranquillamente quando all’improvviso un uomo le avrebbe urlato “Lesbica di merda!” lanciandole poi una lattina e ferendola. Ovviamente quest’individuo dopo aver compiuto un atto così osceno è scappato. Forse perché non poteva giustificare nemmeno nemmeno a se stesso il perché di quell’atto di odio così stupido e ingiustificato. Fortunatamente la ragazza ha fatto subito la cosa giusta, recandosi dalle forze dell’ordine e denunciando l’accaduto.

Ovviamente quello che noi ci auguriamo è che pian piano si debba parlare sempre meno di questi avvenimenti. Che la gente inizi finalmente a realizzare che non c’è nulla di male nella “diversità” ma che è solo un altro modo di vivere e che soprattutto non dà fastidio a nessuno.

Un appello a tutti coloro che subiscono violenze di carattere omofobo. Denunciate! Prendete esempio da questi due ragazzi! NON NASCONDETEVI NEL SILENZIO