Daniel Greco, tra parodia e realtà

E poi ci fu YouTube, fortunatamente per noi Dopo essermi imbattuto qualche mese fa nei video-parodia di Daniel, ho pensato immediatamente che fossero geniali e molto divertenti.

Nei suoi testi ironici e di facile ascolto infatti, spesso si possono trovare parole profonde. Un vissuto che probabilmente accomuna parecchie persone appartenenti al mondo LGBT — Quel ragazzo incompreso che cresce dovendo lottare contro il mondo, anche se sempre con l’autoironia che lo contraddistingue, per essere semplicemente se stesso “in un modo diverso dai canoni più comuni”. Che dire, meno male che abbia deciso di affrontare la vita a testa alta e di seguire la sua strada, il suo sogno perché così facendo ha aiutato anche noi a sorridere una volta in più durante l’arco delle nostre giornate.

Quindi Daniel, parlaci un po’ di te: Sei gay? Scherzo ovviamente ma, ti andrebbe di raccontarci la tua storia?

Ecchime! Allora, nasco 18 anni fa (ho detto 18 e rimangono 18 okkk?!) a Monza — Vi risparmio tutto quello che è avvenuto fino ai 17 tanto è irrilevante (cosa ridiii??). Ho iniziato a studare canto, danza e recitazione in un’accademia serale mentre la mattina lavoravo per guadagnare due spicci e cercare di pagarmela, anche se mi hanno aiutato comunque i miei genitori senza i quali ora sarei sotto un ponte. Arrivo dal mondo del teatro, ho partecipato ad alcune produzioni teatrali, musical, e il mio highlight rimane  “We Will Rock You“, il musical ispirato alle canzoni dei Queen. Con noi sul palco poi, durante la prima è salito Brian May a fine spettacolo. Ricordi indelebili da fan dei Queen quale sono. Da un anno e mezzo a questa parte invece ho deciso di reinventarmi sui social, ed ora: Eccomi qui!

Quindi, il mondo dell’intrattenimento è sempre stato importante per te? 

Credo che ognuno nasca con delle qualità e una predisposizione naturale verso qualcosa, nel mio caso è stato l’intrattenimento che ho cercato di approfondire attraverso lo studio. Non potrei mai spegnere la mia vena creativa, morirei con essa!

Ma com’è nata l’idea di fare video-parodie su YouTube? 

Ho iniziato nel 2016 sotto consiglio del mio ex ragazzo. All’inizio mi occupavo più dello scritto, ma non mi sentivo rappresentato da quel tipo di situazione, era solo una mia paura nel mettermi realmente in gioco attraverso quello che credo di poter fare. Quindi un giorno, stanco di far vincere le mie insicurezze, mi sono deciso a sfruttare i miei studi e la mia preparazione per cercare di dare un prodotto comico, ma più strutturato. 

Oltre a farti i complimenti per quello che fai, toglimi qualche curiosità: Scrivi tu tutti i testi? Chi ti aiuta invece nell’editing video?

Scrivo tutto da solo, canto tutto da solo (molti spesso mi chiedono se sia io davvero a cantare, come se non fosse possibile avere anche un minimo di preparazione quando si viene dal web… ahahah). Anche per i video cerco di far tutto da solo, pur appoggiandomi a volte ad una ragazza video maker molto molto molto brava che fa diventare il tutto decisamente di un livello superiore. EEEE TI RINGRAZIO PER I COMPLIMENTI, TROPPO GENTILE, NON MERITO TUTTO QUESTO AMORE, ANZI Sì.

Ho visto che hai lavorato anche in radio, com’è stata quell’esperienza? 

Con M2O è stata un’esperienza di sei mesi bellissima, avere una rubrica personale su una radio così importante a livello nazionale è stato un sogno realizzatosi. Il tutto grazie a Micol Ronchi, la ragazza con cui ho anche iniziato a fare i video per la mia pagina, nonché speaker fissa della radio appunto. Le nostre strade pero si sono divise ora, e con esse la mia rubrica in radio e, mi spiace davvero tanto.

Ci terrei a concludere con “Clitofobia”, oltre ad essere come al solito un video divertente, mi è piaciuta la parte finale. Parlo di: “Dirti che non è una fase, dirti che non passerà, dirti che va tutto bene, dirti che è tutto normale, è solo amore ma che paura ti fa?”.

Riesci anche a far pensare oltre che a far ridere e questo lo trovo molto bello.

Sono molto affezionato a quel video poiché racconta praticamente la mia vita, e credo che tra le molte parodie trash, sentissi il bisogno di mandare un messaggio importante soprattutto in quest’epoca storica dove sì, abbiamo fatto dei passi in avanti, ma c’è pur sempre ancora tanto da imparare sull’argomento omosessualità e discriminazione. Avendo la fortuna di avere un mezzo con cui farlo, ho deciso si di mantenere il mio stile di comicità, ma di virare poi su degli spunti di riflessione personali, sui quali ci si possono rispecchiare molte persone.