Gay Pride, perché è così importante

Leggendo in rete, anche su forum dedicati, mi sono reso conto che probabilmente molte persone non sanno ancora cos’è e perché si è iniziato a celebrare il “Gay Pride” o, tradotto letteralmente, “orgoglio gay“.

Non è solo un momento dove c’è gente vestita in strano modo, nè tantomeno una manifestazione da cui prendere le distanze perché: “Io non sono quel tipo di gay e non ne ho bisogno“. Il significato è molto più profondo e come altre manifestazioni di questo genere dove si celebra l’orgoglio o la liberazione da qualcosa, devono essere celebrate.

gay balloons

Il tutto partì dagli Stati Uniti, che come molti altri Paesi del mondo dovette far fronte ad una lunga serie di violenti scontri fra gruppi omosessuali e polizia locale. Purtroppo all’epoca la comunità gay era costretta continuamente a lottare e molto spesso soggetta a violente irruzioni nei diversi locali. Ci si vedeva spesso ammanettati per i motivi più futili, come il baciarsi o tenersi la mano in pubblico.

Mentre poi, nella notte del 27 giugno 1969, presso il famosissimo locale “Stonewall Inn” la polizia fece un’altra irruzione e arrestò moltissime persone solo per vestire abiti del sesso opposto o per essere semplicemente dipendenti del locale.

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Secondo un resoconto, Sylvia Rivera scagliò una bottiglia contro un agente, dopo essere stata picchiata con un manganello. Un’altra versione dichiara che una lesbica, trascinata verso un’auto di pattuglia, oppose resistenza, incoraggiando così la folla a reagire. Comunque sia, la mischia si accese in mezzo alla folla, che presto sopraffece la polizia.

La lotta continuò per tutta la notte e addirittura furono chiamate le squadre anti-sommossa che vennero però fermate dal lancio di pietre ed altri oggetti. Poi fu il turno di una serie di drag queen che si piazzo davanti a loro cantando:

We are the Stonewall girls
We wear our hair in curls
We wear no underwear
We show our pubic hair
We wear our dungarees
Above our nelly knees!

La situazione si calmò temporaneamente, ma gli scontri andarono avanti ancora per giorni, fino al momento dell’ultima rivolta dove un migliaio di persone lottò di fronte al locale. Successivamente nacque finalmente il primo movimento di liberazione gay che in seguito decise di festeggiare ogni anno il “Gay Pride“.

In sostanza, è normale che in questa parata si manifesti anche la diversità “estetica”, il vestirsi in maniera diversa dallo standard, eccentrica. Il punto è uno solo, bisogna essere chi ci sentiamo di essere e nessuno dovrà mai avere il diritto di dirci qualcosa solo per come abbiamo deciso di vestirci o perché si è magari deciso di cambiare sesso o di baciare qualcuno dello stesso sesso. Ognuno è libero di fare quello che crede della propria vita. C’è chi poi dice: “Sì, ma con rispetto altrui” ma, a chi manca di rispetto? La persona che si veste ad esempio da donna o la persona che la deride? Che diritto si ha per giudicare?

So che questo articolo non cambierà di certo il pensiero di determinate persone ma l’ho voluto scrivere in onore dei Gay Pride che ci saranno nel corso del prossimo mese. E allora:

FESTEGGIAMO TUTTI L’ORGOGLIO GAY!!

Milano, la lotta contro l’omofobia ed il razzismo

 

Stop hate
lotta contro qualsiasi tipo di odio

Ieri, organizzata dai Sentinelli di Milano, si è svolta in piazza della Scala un’importante manifestazione contro l’omofobia, il razzismo e il neofascismo. In molte le persone che vi hanno preso parte, tra cui anche molte associazioni che lottano contro qualsiasi tipo di odio. Sì, ieri non si lottava solo contro l’omofobia ma contro ogni tipo di discriminazione.

Sul palco persone importanti come il leader dei Sentinelli Luca Paladino, la cantante Italo marocchina Malika Ayane, la consigliere comunale Pd Sumaya Abdel Qader e molti altri. Tutti uniti per raccontare la propria storia, o quella di qualcun altro, di odio ricevuto, odio inspiegabile e assurdo da credere, soprattutto perché siamo nel 2018 e sarebbe bello che certe cose non accadessero più. Purtroppo però, come spiegato durante la manifestazione, la lotta contro questi soprusi e solo agli inizi anche perché internet ha dato modo a molti “leoni di tastiera” di farsi grandi e spargere odio in rete.

 

La manifestazione si è poi conclusa con l’intervento di Laura Boldrini, ex presidente della Camera che ha espresso tutta la sua solidarietà, affermando anche: “l’incitamento all’odio fa parte della strategia politica, i partiti che si richiamano al fascismo vanno sciolti”.

L’unica cosa che possiamo sperare è che finalmente si facciano dei passi avanti a riguardo e che le persone inizino ad avere una mentalità più aperta e capiscano che con l’odio non si va da nessuna parte.

Gay sì ma non diverso

Se anche tu vivi in un paesino di provincia, quante volte le persone sono riuscite a farti sentire “diverso”? A volte però è un circolo vizioso che volendo o no ci blocca in uno stereotipo di cui penso molti di noi farebbero volentieri a meno.

man in blue and black gingham button up top standing on brown wood log in forest
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come ho scritto sul mio profilo personale, ho vissuto per qualche anno a NYC e lì le cose sono ben diverse. L’uguaglianza è davvero una cosa che puoi sentire e vedere e, anche se tutto sembra più “normale” e alla gente non interessa molto se ti baci con il tuo ragazzo o la tua ragazza in un posto pubblico e anche vero che molte altre cose sone scomparse. Cosa? Per fare un esempio, nei locali non ci sono più le cosidette darkroom o robe sibili. D’altronde, ci si va per ballare, no? E’ anche vero che le alternative sono dietro l’angono e ci sono posti dove “si può fare” comunque. Il senso è, cosa vogliamo davvero? Non pensate che anche questa continua ricerca di sesso occasionale sia un po’ un “box” nel quale siamo stati rinchiusi? Nel senso, perché sappiamo che gli altri potrebbero non capire una convivenza, un matrimonio, l’andare in giro mano nella mano, magari questo può confinarci a rimanere in qualche modo ancora “nascosti”.

Questo è il primo post di “GAY LOUNGE” e serve per far capire il tono del nostro sito. Vorremmo che diventasse un posto dove poter condividere le proprie storie e magari poter aiutare quelle persone che ancora hanno bisogno di una mano, di un consiglio, di una persona vicina.