L’amore esiste ancora

In questi giorni sulla nostra pagina Facebook si è tanto parlato del fatto che l’amore, come altri sentimenti, sia ormai un concetto lontano. Quello che sembrava poter essere d’aiuto per connettere persone in ogni angolo del mondo, la tecnologia, si è rivelata un’arma a doppio taglio che ostacola il rapporto umano fra persone molto vicine, anche nella stessa stanza.

Ma cosa potrebbe succedere se si guarda oltre ad uno schermo e se si dovesse decidere di credere ancora nel vero amore? Beh, dopo l’articolo che avevamo scritto pochi mesi fa e che vi consigliamo di leggere “Dichiarazione d’amore in diretta TV“, abbiamo deciso di raccontarvi il loro matrimonio attraverso delle semplici, ma intense foto.

Quindi…Giudicate voi!

Daniel Greco, tra parodia e realtà

E poi ci fu YouTube, fortunatamente per noi Dopo essermi imbattuto qualche mese fa nei video-parodia di Daniel, ho pensato immediatamente che fossero geniali e molto divertenti.

Nei suoi testi ironici e di facile ascolto infatti, spesso si possono trovare parole profonde. Un vissuto che probabilmente accomuna parecchie persone appartenenti al mondo LGBT — Quel ragazzo incompreso che cresce dovendo lottare contro il mondo, anche se sempre con l’autoironia che lo contraddistingue, per essere semplicemente se stesso “in un modo diverso dai canoni più comuni”. Che dire, meno male che abbia deciso di affrontare la vita a testa alta e di seguire la sua strada, il suo sogno perché così facendo ha aiutato anche noi a sorridere una volta in più durante l’arco delle nostre giornate.

Quindi Daniel, parlaci un po’ di te: Sei gay? Scherzo ovviamente ma, ti andrebbe di raccontarci la tua storia?

Ecchime! Allora, nasco 18 anni fa (ho detto 18 e rimangono 18 okkk?!) a Monza — Vi risparmio tutto quello che è avvenuto fino ai 17 tanto è irrilevante (cosa ridiii??). Ho iniziato a studare canto, danza e recitazione in un’accademia serale mentre la mattina lavoravo per guadagnare due spicci e cercare di pagarmela, anche se mi hanno aiutato comunque i miei genitori senza i quali ora sarei sotto un ponte. Arrivo dal mondo del teatro, ho partecipato ad alcune produzioni teatrali, musical, e il mio highlight rimane  “We Will Rock You“, il musical ispirato alle canzoni dei Queen. Con noi sul palco poi, durante la prima è salito Brian May a fine spettacolo. Ricordi indelebili da fan dei Queen quale sono. Da un anno e mezzo a questa parte invece ho deciso di reinventarmi sui social, ed ora: Eccomi qui!

Quindi, il mondo dell’intrattenimento è sempre stato importante per te? 

Credo che ognuno nasca con delle qualità e una predisposizione naturale verso qualcosa, nel mio caso è stato l’intrattenimento che ho cercato di approfondire attraverso lo studio. Non potrei mai spegnere la mia vena creativa, morirei con essa!

Ma com’è nata l’idea di fare video-parodie su YouTube? 

Ho iniziato nel 2016 sotto consiglio del mio ex ragazzo. All’inizio mi occupavo più dello scritto, ma non mi sentivo rappresentato da quel tipo di situazione, era solo una mia paura nel mettermi realmente in gioco attraverso quello che credo di poter fare. Quindi un giorno, stanco di far vincere le mie insicurezze, mi sono deciso a sfruttare i miei studi e la mia preparazione per cercare di dare un prodotto comico, ma più strutturato. 

Oltre a farti i complimenti per quello che fai, toglimi qualche curiosità: Scrivi tu tutti i testi? Chi ti aiuta invece nell’editing video?

Scrivo tutto da solo, canto tutto da solo (molti spesso mi chiedono se sia io davvero a cantare, come se non fosse possibile avere anche un minimo di preparazione quando si viene dal web… ahahah). Anche per i video cerco di far tutto da solo, pur appoggiandomi a volte ad una ragazza video maker molto molto molto brava che fa diventare il tutto decisamente di un livello superiore. EEEE TI RINGRAZIO PER I COMPLIMENTI, TROPPO GENTILE, NON MERITO TUTTO QUESTO AMORE, ANZI Sì.

Ho visto che hai lavorato anche in radio, com’è stata quell’esperienza? 

Con M2O è stata un’esperienza di sei mesi bellissima, avere una rubrica personale su una radio così importante a livello nazionale è stato un sogno realizzatosi. Il tutto grazie a Micol Ronchi, la ragazza con cui ho anche iniziato a fare i video per la mia pagina, nonché speaker fissa della radio appunto. Le nostre strade pero si sono divise ora, e con esse la mia rubrica in radio e, mi spiace davvero tanto.

Ci terrei a concludere con “Clitofobia”, oltre ad essere come al solito un video divertente, mi è piaciuta la parte finale. Parlo di: “Dirti che non è una fase, dirti che non passerà, dirti che va tutto bene, dirti che è tutto normale, è solo amore ma che paura ti fa?”.

Riesci anche a far pensare oltre che a far ridere e questo lo trovo molto bello.

Sono molto affezionato a quel video poiché racconta praticamente la mia vita, e credo che tra le molte parodie trash, sentissi il bisogno di mandare un messaggio importante soprattutto in quest’epoca storica dove sì, abbiamo fatto dei passi in avanti, ma c’è pur sempre ancora tanto da imparare sull’argomento omosessualità e discriminazione. Avendo la fortuna di avere un mezzo con cui farlo, ho deciso si di mantenere il mio stile di comicità, ma di virare poi su degli spunti di riflessione personali, sui quali ci si possono rispecchiare molte persone.

 

5 facili modi per capire se a lui piaci

Gli piacerò?

Parliamoci chiaro – conoscere una persona è difficile. Una delle cose più difficili poi e proprio sapere quanto è dura là fuori. Potrebbe però capitarvi di conoscere il tipo che stavate cercando, inizierete così a flirtare e conversare vi varrà facile sin dal primo incontro.

Passato un po’ di tempo poi, molto probabilmente inizierete a provare qualcosa e prima di andare oltre, vorrete essere sicuri che anche lui stia provando le stesse cose. “Lasciarvi andare o trattenervi“, non ne siete ancora sicuri. Sicuramente vi piacerebbe che tutto si risolva in modo molto romantico (se siete i tipi) e senza che voi dobbiate far nulla ma, non sempre va così.

Vi ritrovate in quanto appena descritto? Se sì, vorreste conoscere dei modi per capire se al vostro nuovo ragazzo piacete?

Ecco 5 cose da sapere:

1. E’ interessato a ciò che vi piace

Prima di iniziare a fasciarvi la testa sarebbe giusto chiedere a se stessi: Ma questo ragazzo sa quello che a me piace? Conosce almeno un paio di miei hobby? E’ al corrente di che musica ascolto?

Forse penserete che siano cose stupide ma, se un ragazzo dopo qualche mese o settimana di frequentazione sa a mala pena che lavoro fate, probabilmente è già un segno chiaro che non è molto interessato a voi. Se lo fosse, si informerebbe di sicuro, magari per portarvi lui stesso a fare quella cosa che vi piace tanto.

Se quindi è un tipo a cui non interessa molto delle vostre passioni e con cui non vi è mai capitato di parlarne, ecco, forse non è il caso di proseguire.

2. Cerca ogni modo per passare del tempo con te

Se ad un ragazzo piacete, vorrà passare del tempo con voi. Oltre ad incontrarvi saltuariamente ad una festa o in un bar con amici, sarà felice di passare assieme più tempo. Vivere la vita di tutti i giorni, la quotidianità, di sicuro potrà aiutarvi a conoscervi realmente.

In ogni caso, cancellare un appuntamento non vorrà necessariamente dire che non sia interessato — qualche volta possono saltare fuori cose inaspettatamente e se vedete che comunque cerca in ogni modo di organizzare un nuovo appuntamento, significa che è quantomeno interessato a conoscervi meglio.

3. Sa capire i vostri spazi e “limiti”

Molte volte si hanno delle ideologie di vita personali o magari si ha semplicemente il bisogno di avere determinati spazi, è importante rispettarli in maniera reciproca.

Iniziare sin da subito a capire e rispettare questi limiti è essenziale per far crescere ancora meglio la relazione. Magari lui è dell’idea di non far sesso subito e preferisce aspettare di conoscervi meglio, o magari semplicemente, ritmi serrati di lavoro gli impediscono di uscire frequentemente o in tarda serata.

Se gli piacerete davvero e se le vostre sono esigenze concrete, non solo vizi da uomo single, lui riuscirà a comprendere.

4. Niente fretta

C’è la strana diceria in Gaylandia che dormire con un uomo la prima notte è una cattiva idea.

Beh, non ha completamente senso.

Se è una cosa che entrambe volete: fatelo senza pensarci troppo. Oppure, vi sentite già dopo pochi giorni di darvi qualche nomignolo strano o di chiamarvi “fidanzati”? Perfetto, non abbiate paura.

Prendete come esempio la storia di Giuliano ed Alessandro che già dai primi giorni si sentivano una coppia.

L’allarme invece suonerà se lui, e solo lui, senza alcun senso apparente cercherà di velocizzare il tutto. Siete sicuri che sia interessato realmente a voi e non solo all’idea di avere un fidanzato?

5. Sarà lui a dirvelo

Probabilmente il modo più semplice per sapere se davvero gli piacete è chiederglielo. Forse sembrerà scontato ma non dimenticate che le migliori soluzioni a volte sono le più semplici.

Quindi forza, lasciate da parte il vostro orgoglio e quel “No, sarà lui a fare il primo passo o io non mi schiodo“, smettetela anche di pensare “E se non mi darà la risposta che spero?“. Molte volte bisogna affrontare di petto le situazioni perché farsi solo domande e analizzare dall’esterno, non sempre porterà alla risposta giusta.

Letture consigliate per il 2019

Il nuovo anno è iniziato ormai da 15 giorni e, chi più, chi meno, siamo tornati alla nostra quotidianità. Quale momento migliore quindi per proporre qualche buon libro? Dopo esserci confrontati con qualche autore, ecco tutte le proposte che abbiamo pensato per voi:

Oltre a parlarvi nuovamente e con piacere di libri stupendi come le poesie della nostra Giovanna Cristina Vivinetto che con il suo “Dolore minimo” ci racconta il difficile percorso di transizione che le ha permesso di diventare la splendida donna che è oggi.  C’è anche il libro di Matteo GrimaldiLa famiglia X“, romanzo creato per essere letto da tutti, senza limiti di età. Parla della bellissima storia di Michael, un ragazzo di 13 anni che si ritrova ad affrontare una realtà dura che però lo porterà a fare conoscenze piacevoli e inaspettate. Tutto questo lo aiuterà ad uscire da quel suo mondo costruito solo attorno numeri, quella matematica che lo aiutava a pensare ad altro, scappando così dalla realtà.

 

Ma passiamo invece alle nuove proposte, abbiamo deciso di presentarvi due libri molto diversi: uno di poesie e l’altro invece che tratta di una storia di cronaca molto attuale:

 

TRA LE TUE DITA di Dario Miele (edizione Akkuaria, 2018)

Un libro di poesie molto particolare dove i temi principali sono sicuramente il sentimento e l’eros. Con le sue parole, Dario, riesce a farci vivere emozioni molto intense, come solo un poeta vero sa fare.

Può essere letto da qualsiasi tipo di persona e se fatto senza pregiudizi poi, trasparirà solo la vera essenza dell’amore, senza quindi dover per forza cercare di “scoprire” le tendenze sessuali di una coppia. Ritornando così al punto che per amare, nessuna differenza fa eccezione.

“Farò dei tuoi occhi
il mio ultimo letto.
Sarà lì che le mie ossa bruceranno
e che non sarà mai solo per una volta
ma innumerevoli e senza ritegno
vi morirò
perché morire in essi
è la soluzione finale
a ogni sofferenza.
Lì, io muoio di vita.”

– Dario Miele (Tra le tue dita – edizione Akkuaria)

 

Le parole di Dario, in qualche modo possono richiamare alla memoria esperienze di un amore passato (o anche presente), dove ci si sente totalmente presi: sia mentalmente che fisicamente. Leggendolo di sicuro vi terrà compagnia durante le serate, magari per chi ancora single, stimolandolo a cercar qualcosa in più, anche perché il sesso è bellissimo ma: con la complicità che solo un compagno sa darvi, può esserlo ancora di più.

 

ASIA BIBI: La tragedia di una donna cristiana vista attraverso gli occhi di un musulmano

Di Wajahat Abbas Kazmi (Autore), Zenab Muhammad (Traduttore). 

Qui invece il tema è decisamente diverso, molto più crudo e che lascerà con un unico pensiero: Com’è possibile che la libertà individuale sia ancora un concetto così lontano? 

Asia Bibi è una donna pakistana e cattolica che all’epoca viveva nel piccolo villaggio di Ittan Wali, nel distretto del Punjab. Fu accusata ingiustamente per blasfemia, ad un passo dalla pena capitale e sanzionata da diversi tribunali d’appello. Attraverso le parole di Wajahat Abbas Kazmi, ragazzo musulmano ed attivista per i diritti umani, potrete rivivere la storia di questa donna, privata per più di dieci anni della propria libertà solo a causa di leggi e pensieri troppo vecchi per i giorni nostri. 

E’ assolutamente giusto parlare di queste cose perché è solo così che la gente potrà accorgersi di quello che ci circonda. Molte volte non c’è nemmeno bisogno di andar troppo lontano perché come in Pakistan, anche in altre parti del mondo si consumano quotidianamente atti di ingiustizia.

 

Omofobia “sotto l’albero”

Fra pochi giorni sarà finalmente Natale e, per quanto mi riguarda, è una festa che ho sempre visto non come un momento religioso ma come uno in cui poter stare con le persone care e, in qualche modo, essere più “buoni”, anche con chi non si conosce. Stupido? Forse sì. Bisognerebbe imparare ad esserlo tutto l’anno? Vero ma, la vita molte volte non è proprio così “facile”.

Quest’anno quindi il mio pensiero andrà a tutte le persone che in qualche modo, pur avendo un legame di sangue, hanno deciso di non starci accanto solo perché non riescono a vedere la bellezza e l’enormità del nostro Amore.

Molte volte vorrei potermi svegliare e magicamente vedere tutte queste cose cambiate ma ovviamente, è pura utopia. Il problema è che non capisco come si riesca a dimenticare, a tagliar fuori parte della propria famiglia solo perché si è convinti che “No, non posso credere che lui sia gay. Sarà sicuramente colpa del compagno!“.

Il mio scorso Natale è passato con un pranzo pieno di falsità, cercando di far finta di nulla, solo per rendere felice mio marito ma, ammetto che è stato complicato. Ero lì anche se in realtà era come se io non esistessi, escluso, persino dal momento dei regali. E’ stato pesante? Sì, dopo otto anni lo è stato ma ho fatto comunque finta di nulla e sono andato avanti. Quest’anno invece le cose saranno diverse, da mesi ormai non si ha più notizia di queste persone e probabilmente, eviteranno anche di calcolarci per le feste.

A me la cosa non interessa molto, ne ho passate anche di peggio nella mia vita ma, quello che mi fa male è vedere la tristezza negli occhi di mio marito per una cattiveria del genere.

Questo Natale quindi vorrei dimenticare il male, la cattiveria e l’ignoranza. Vorrei ripartire da zero e far finta di nulla. So di non essere in torto e quindi vado avanti sereno, nella speranza che queste persone un giorno possano ricredersi e tornare ad amare il proprio figlio che: vive una vita felice e tranquilla.

A parte questo: BUON NATALE A TUTTI!!

Famiglie arcobaleno, nuova lotta contro l’ipocrisia.

Come si è potuto leggere su diverse testate giornalistiche, purtroppo le famiglie arcobaleno nel corso di questa settimana si sono trovate di nuovo al centro di una bufera.

Sembra che non ci sia proprio pace o che per ogni passo avanti ci sia qualcuno che voglia farne venti indietro. Continuo ormai da anni a ripetermi come sia possibile che proprio non si riesca ad accettare questa cosa, d’altronde si parla di amore. Quale male si può arrecare ad una famiglia di genitori eterosessuali e regolarmente riconosciuta?

Ecco un riassunto di quello che è successo negli ultimi giorni:

Durante la mattinata del 20 giugno ha avuto luogo a Palazzo Madama una conferenza stampa organizzata dalla Fondazione CitizenGo e dall’Associazione Generazione Famiglia dal titolo: Basta bugie nelle anagrafi. L’iscrizione di figli di “due madri” e “due padri” tra diritto e ideologia.

In questo incontro sono stati presentati cinque esposti alle Procure della Repubblica presso i tribunali di Torino, Milano, Firenze, Bologna e Pesaro a causa delle registrazioni anagrafiche di figli nati da due mamme o da due papà. La richiesta riguardava l’annullamento immediato degli stessi in quanto trattasi di iscrizioni illegittime.

Riccardo Fraccaro

credit immage

Sfortunatamente per loro e per Fratelli d’Italia che chiedevano in pratica la stessa cosa, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro ha risposto: “Il prefetto non può annullare la registrazione all’anagrafe dei figli di coppie gay”. Quindi, una volta tanto qualcosa di positivo: Non si torna indietro sulla registrazione di figli nati in famiglie omogenitoriali.

Non tarda ad arrivare un’altra bella notizia dalla provincia di Bologna. La sindaca di San Lazzaro di Savena, Isabella Conti ha firmato l’atto di riconoscimento dei due gemellini ad una coppia di papà. Fortunatamente continua quest’ondata di buon senso e positività, bloccata a volte solo da persone come la sindaca di centrodestra che in dal Comune di Coriano (Rimini) ha invece bloccato il riconoscimento di due bambini inviando addirittura gli incartamenti ai ministri della Lega nord Salvini e Fontana.

Perché il lieto fine esiste sempre, ma soprattutto, per tutti.

Fortunatamente, anche se molta gente ancora crede che ci sia un divario enorme fra coppie omosessuali ed eterosessuali, il vero amore non guarda in faccia a nessuno. Proprio ieri a Varese abbiamo avuto la testimonianza di ciò. E’ stato il fidanzato del presidente Arcigay di zona ad inginocchiarsi sul palco, proprio come in ogni storia romantica che si rispetti, per la proposta di matrimonio.

proposta matrimonio

credit immage

Un atto pubblico e pieno di significato questo, perché in molti ormai hanno deciso di non nascondersi più, di vivere le proprie vite secondo le normali leggi della natura. E già, perché in natura ci sono più di quattrocento speci animali gay note e solo una omofoba, la nostra. Qualcosa vorrà pur dire, no?

Ma allora, se l’amore vero esiste, cosa ci lega ancora al passato di una società LGBT nascosta e che poteva sperare in poco più di solo sesso perché per il resto non c’era posto? Non è forse ora che impariamo tutti a nasconderci di meno e a concepire di più l’amore nelle nostre vite?

Io sono uno fra quei sognatori che ha sempre sperato di poter costruire una famiglia con un uomo affianco. E’ vero, ad un certo punto della mia vita ho avuto mille dubbi, mi sono detto “Non ce la farò mai, non sono pronto. La società non è pronta!” eppure oggi sono qui, fiero di essermi potuto sposare con mio marito dopo ben sette anni di fidanzamento.

Il problema è che rabbrividisco ancora quando sento parole dure arrivare da persone importanti come Papa Francesco “Fa dolore dirlo: oggi si parla di famiglie diversificate, di diversi tipi di famiglia. Sì è vero: famiglia è una parola analoga, si dice anche ‘la famiglia delle stelle’, ‘la famiglia degli animali’. Ma la famiglia immagine di Dio è una sola, quella tra uomo e donna“.

Purtroppo finché queste persone manderanno messaggi di odio e intolleranza, la gente comune si sentirà giustificata di credere nella propria ignoranza e l’omofobia, ahimè, prolifererà sempre. La speranza ovviamente è solo una, che le cose possano finalmente cambiare e che ognuno possa essere libero di vivere una vita secondo i propri principi.

Non siamo invisibili, le famiglie arcobaleno sono una realtà!

“Abbiamo affermato cose che pensavamo fossero normali, quasi scontate: che un Paese per crescere ha bisogno di fare figli, che la mamma si chiama mamma (e non genitore 1), che il papà si chiama papà (e non genitore 2)”. Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana ribadisce la sua posizione sulle famiglie omosessuali e noi di Gay Lounge Italia ovviamente non ci stiamo.

papà arcobaleno

Credit immage

Diciamo una cosa, non sono di certo le famiglie arcobaleno che vogliono essere chiamate dai loro figli “Genitore 1 e 2” come se fossero delle cavie di laboratorio. Penso che i genitori di queste famiglie si facciano chiamare papà e papà o mamma e mamma, il risultato non cambia.

La cosa vera è che un Paese ha bisogno di figli per crescere ma, non lo farebbe in egual modo permettendo a genitori dello stesso sesso di poter adottare? Cosa cambierebbe? Non penso sia una cosa voluta da qualche entità superiore, piuttosto un blocco creato dall’uomo.

Soprattutto la cosa che ci si domanda di più è: “In che modo si mettono a repentaglio le famiglie eterosessuali?”. Non penso che le decisioni sessuali e di vita di un individuo possano influire su un’altra persona. E allora qual’è la paura? Che non ci sia più bisogno di nascondersi e soffrire in situazioni che non ci appartengono?

mani da matrimonio
io e mio marito durante il giorno del nostro matrimonio. FAMIGLIE ARCOBALENO!

“Le famiglie arcobaleno sono una realtà che non si può negare!”

Per quanto ci riguarda, un bambino dovrebbe avere di fianco soltanto due persone che lo amano e lo aiutano in ogni fase della propria crescita.

Io e mio marito ovviamente siamo fra quelle coppie che non potranno mai avere un figlio, causa la mancanza di leggi a riguardo. Forse saremmo stati dei buoni genitori, chi può dirlo…

L’unica cosa che posso dirvi è che sono innamorato di mio marito, per me lui è e sarà la mia famiglia. E’ stata la persona che ha condiviso con me otto anni di vita (fino ad ora), con cui son cresciuto, con cui ho pianto e vissuto momenti indimenticabili, in Italia e a NYC.

Allora cerchiamo di abbattere queste barriere mentali e iniziamo ad accettarci tutti un po’ di più, ognuno con le proprie diversità.