Perché il lieto fine esiste sempre, ma soprattutto, per tutti.

Fortunatamente, anche se molta gente ancora crede che ci sia un divario enorme fra coppie omosessuali ed eterosessuali, il vero amore non guarda in faccia a nessuno. Proprio ieri a Varese abbiamo avuto la testimonianza di ciò. E’ stato il fidanzato del presidente Arcigay di zona ad inginocchiarsi sul palco, proprio come in ogni storia romantica che si rispetti, per la proposta di matrimonio.

proposta matrimonio

credit immage

Un atto pubblico e pieno di significato questo, perché in molti ormai hanno deciso di non nascondersi più, di vivere le proprie vite secondo le normali leggi della natura. E già, perché in natura ci sono più di quattrocento speci animali gay note e solo una omofoba, la nostra. Qualcosa vorrà pur dire, no?

Ma allora, se l’amore vero esiste, cosa ci lega ancora al passato di una società LGBT nascosta e che poteva sperare in poco più di solo sesso perché per il resto non c’era posto? Non è forse ora che impariamo tutti a nasconderci di meno e a concepire di più l’amore nelle nostre vite?

Io sono uno fra quei sognatori che ha sempre sperato di poter costruire una famiglia con un uomo affianco. E’ vero, ad un certo punto della mia vita ho avuto mille dubbi, mi sono detto “Non ce la farò mai, non sono pronto. La società non è pronta!” eppure oggi sono qui, fiero di essermi potuto sposare con mio marito dopo ben sette anni di fidanzamento.

Il problema è che rabbrividisco ancora quando sento parole dure arrivare da persone importanti come Papa Francesco “Fa dolore dirlo: oggi si parla di famiglie diversificate, di diversi tipi di famiglia. Sì è vero: famiglia è una parola analoga, si dice anche ‘la famiglia delle stelle’, ‘la famiglia degli animali’. Ma la famiglia immagine di Dio è una sola, quella tra uomo e donna“.

Purtroppo finché queste persone manderanno messaggi di odio e intolleranza, la gente comune si sentirà giustificata di credere nella propria ignoranza e l’omofobia, ahimè, prolifererà sempre. La speranza ovviamente è solo una, che le cose possano finalmente cambiare e che ognuno possa essere libero di vivere una vita secondo i propri principi.

Anna, un sogno nato oltreoceano

 

Presentato all’apertura della Pride week di Varese, dopo una tournée in tutta Italia, “Due uomini e una culla” scritto da Andrea Simone, è la storia di Andrea e Gianni una coppia gay, che perseguendo un sogno, attraverso la GPA (Gestazione Per Altri) ha avuto Anna, una graziosa bambina di 4 anni, con due occhioni azzurri e felice di stare con i suoi due papà.
Un libro arricchito da una prefazione di Lella Costa, famosa attrice e amica dell’autore, che dona al libro una partenza entusiasmante per il lettore.

due-uomini-e-una-culla-Andrea-Simone
Il “Diario”, come definisce l’autore, ripercorre tutte le tappe: dalla decisione, alla raccolta di informazioni, alla realizzazione del loro progetto, alla nascita di Anna fino ai suoi primi anni di vita.

Nel racconto si alternano momenti felici, come quello di decidere di diventare papà, a qualche momento di sconforto di Andrea. Una situazione che ti mette davvero alla prova sia come individuo, che come coppia: La ricerca della felicità contro la realtà del mondo, dove la gente che non comprende, riesce ad essere a volte fin troppo crudele. Una frase leggendo il libro ci è rimasta impressa, di Gianni che, durante uno dei momenti di crisi di Andrea,  lo fa tornare in sè dicendo:

“Non fare una cosa per paura del giudizio degli altri è l’atto di violenza più schifoso e vigliacco che tu possa fare su te stesso”

Il tutto è stato scritto dettagliatamente, con ironia e gentilezza. Un libro di facile lettura e fonte di ispirazione per giovani coppie che voglio intraprendere questo passo.

Sessualità e relazione – 3 semplici consigli.

Sicuramente noi di gay lounge Italia crediamo nelle relazioni stabili, nel matrimonio e nella possibilità di costruire un giorno una famiglia ma è anche vero che la sessualità gioca un ruolo fondamentale nelle relazioni di coppia.

Sicuramente col passare del tempo e dell’età quest’aspetto va in secondo piano e quello che ci fa rimanere uniti è il profondo amore e rispetto che ci ha legato al nostro compagno fino a quel giorno.

Detto questo però, proprio perché non viviamo nel mondo delle favole, sappiamo bene quanto sia importante che in una coppia non ci sia mai monotonia ma con questo, non significa introdurre altre persone all’interno della relazione, sia chiaro. Ecco però alcuni trucchi:

men in bed

Credit immage

CAMBIARE LUOGO

Spesso si tende a far l’amore con il proprio partner nello stesso posto, quindi tendenzialmente in camera da letto. Teniamo però presente che è anche il posto dove ci si fa le coccole ogni giorno e si vivono altri momenti della giornata e quindi dopo un po’ può diventare monotono, ripetitivo, non più stimolante.

Allora ecco che dobbiamo usare un po’ di immaginazione, cosa potrebbe stuzzicare noi o il nostro partner? In un hotel forse? O magari in un posto all’aperto lontano da occhi indiscreti? Beh, la fantasia non dovrà mai mancare.

GIOCARE CON IL PROPRIO PARTNER

Forse a non tutti piacciono ma, avete mai fatto giochi di ruolo? In alcuni casi possono risultare molto interessanti e soprattutto stimolanti. Potreste scoprire un lato di voi che nemmeno conoscevate. Allora, che si tratti di lasciarsi andare ad un fetish come sneakers, piedi o pelle e frustino, nulla è mai troppo volgare se fatto con la persona giusta.

blur depth of field focus footwear
Photo by Kaique Rocha on Pexels.com

INTRODURRE NUOVI “STRUMENTI”

E cosa dire di vari attrezzi come dildo, cockring e altro? Anche qui nulla di male nella sperimentazione di nuovi piaceri. Molte volte una spinta del genere può servire a rinvigorire l’interesse e a stimolare un po’ il vostro partner.

Ovviamente con ciò non vogliamo insinuare che in una relazione ci si annoi ma, bisognerà pur trasgredire ogni tanto. Se fatto poi senza far del male a nessuno è perfetto.

Voi cosa ne pensate? Che tipi siete?

 

Coming out – non sempre è così facile

Coming out: dichiararsi, venire fuori dall’ombra – è un argomento molto delicato e non tutti hanno la stessa idea. Probabilmente vivendo situazioni diverse in posti diversi, non sempre si può standardizzare il problema.

man wearing brown and black crew neck shirt
Photo by Garrett Morrow on Pexels.com

C’è chi pensa che non ci sia il bisogno di una dichiarazione, chi lo fa perché crede sia la scelta migliore e chi invece vive situazioni problematiche che non sa come affrontare. Il mio pensiero? E’ vero, forse non dovrebbe esserci il bisogno di una “dichiarazione” in quanto dovrebbe essere una cosa normale ma, pensate davvero che lo sia? Purtroppo nella società odierna non è sempre scontato, anzi. Si vive ancora in un mondo che nega sia una cosa normale, che non vuole accettare le diversità. Ma allora, perché dichiararsi? Forse proprio per questo, per dire al mondo che noi esistiamo, che non ci nascondiamo e che viviamo vite normali come qualsiasi altra persona, nel bene e nel male.

– Tu non lo puoi capire come ci si sente!
– Io sono gay.
– Un che?
– Sono gay. Gay dichiarato.
– Dichiarato a chi?
– “A chi”? A tutti quanti! Ai miei genitori, al mio capo, al mio cane… Sai, un giorno è scoppiato qualcosa. Ero stufo di scambiare i pronomi e di tenere bassa la voce. Io non ce la facevo più a mentire alle persone che amo. Ti suona familiare?
– No.
– E così ho detto semplicemente: “Mamma, papà, Rin Tin Tin, sono gay.”
– Cos’è successo?
– Be’, mia madre ha pianto. Esattamente per dieci secondi. Il mio capo ha detto “Chi se ne frega!” E mio padre ha detto: “Ma sei così alto!” Howard, mi hanno sorpreso tutti. Una volta, per una volta, mi sono fidato. Mi sono fidato di loro. Sai, a volte quella che sembra la peggiore delle soluzioni finisce con essere la cosa migliore.

In & Out, film statunitense del 1997 con Kevin Kline, Joan Cusack, Matt Dillon.

La parte più difficile del coming out rimane quello dell’affrontare la propria famiglia. Perché? Forse perché si ha paura di non essere accettati, capiti o forse perché si pensa che non potranno mai comprendere. Cosa fare allora in questi casi? Dipende ovviamente dalle diverse realtà, a volte c’è un rapporto così empatico fra figli e genitori che non occorre nemmeno dirlo chiaramente che, già si sa. In questo caso, con l’andare del tempo, si inizierà pian piano a ricevere domande e magari la richiesta improvvisa di conoscere il proprio fidanzato/a. Tutti gli altri casi invece andrebbero studiati e valutati in quanto non esiste una ricetta magica sul come dirlo o come essere accettati.

Io ad esempio, sono stato emarginato dalla mia famiglia per più di un anno e ho vissuto l’inferno. Successivamente è arrivata la fase del “Va bene, ma di sicuro puoi tornare etero” che è durata qualche anno ed ora invece, mi hanno accompagnato in comune durante il giorno del mio matrimonio e amano mio marito. In sostanza, ognuno ha bisogno del proprio tempo per elaborare la cosa ma dopo si riesce a vivere un rapporto più libero e soprattutto sincero.

Film a tematica gay: qualche consiglio.

Appassionato da sempre di film e soprattutto di commedie, ho passato più di una serata in lacrime per qualche storia da sogno o morendo dal ridere per qualcosa di divertente, seppure con una forte morale dietro.

Ho quindi deciso di scrivere quest’articolo in modo da poter condividere con voi i titoli dei film che ho preferito fra tutti. Ahimè, alcuni potrebbero essere solo in lingua inglese e spero che non sia un problema ma, avendo passato quattro anni negli States per me è una cosa normale. In ogni caso, penso possiate trovarli anche con sottotitoli in Italiano:

You_Me_Her

Image source

YOU ME HER

Partiamo da una miniserie presente anche sul popolarissimo Netflix. You me her, è una storia molto complessa e che comprende sia tematiche gay che etero.

Parla di una coppia di periferia che ad un certo punto della propria vita, forse per noia o forse perché le cose non funzionano più, decide di introdurre un’altra persona, una ragazza, nella propria relazione. Questo però finirà con lo sconvolgere tutti gli equilibri, innamorandosi entrambe di questa persona, in modo “diverso“.

I do

Image source

I DO

Questo forse è uno dei film in assoluto più romantici e per alcuni versi triste che abbia mai visto.

I do believe in fate (Credo nel destino)

I do believe in family (Credo nella famiglia)

I believe in telling the truth, (Credo nel dire la verità)

and that your actions have consequences… (e che le tue azioni hanno delle conseguenze)

 

Parla di un ragazzo britannico che vive a NYC da anni ma che improvvisamente viene privato del proprio visto, ritrovandosi così a perdere per sempre la famiglia e la sua vita lì. Colto quindi dalla disperazione, decide di sposare la sua amica lesbica che però lo lascerà dopo poco facendolo cadere in un vortice incredibile di problemi.

The 10 years plan

Image source

THE 10 YEARS PLAN

Un piano da qui a 10 anni è una bellissima commedia romantica ma anche divertente. Parla di una coppia di amici, uno l’opposto dell’altro. Myles l’eterno romantico alla ricerca dell’uomo perfetto, una versione maschile di “Desperate Housewives”, mentre Brody alla ricerca di solo divertimento. Ad un certo punto però si ritrovano a farsi una promessa: “Se fra 10 anni saremo ancora single e amici, allora ci metteremo assieme e ci sposeremo”.

La loro vita prosegue in modi diversi pur rimanendo sempre molto uniti, passati i 10 anni però, si ritroveranno a ripensare alla famosa promessa.

Le-fate-ignoranti

Image source

LE FATE IGNORANTI

Chi non ha visto questo fantastico film di Ferzan Özpetek del 2001?

Parla della vita di Antonia che irrimediabilmente viene sconvolta dopo la morte del marito Massimo, travolto da un’auto. La donna cade in una cupa disperazione, in un lutto profondo che le impedisce di reagire e rende ancora più difficili i rapporti con la madre, anch’ella vedova da lungo tempo.

Che stupidi che siamo, quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati. Tante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.

Le ricerche che Antonia conduce la porteranno a scoprire una realtà molto lontana da ogni immaginazione, una realtà parallela che Massimo viveva da anni in perfetta clandestinità e che lo vedeva legato a Michele, giovane commerciante del mercato ortofrutticolo generale di Roma.

Per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto non posso, ma anche per quelle in cui mi hai detto: tornerò… Sempre in attesa… Posso chiamare la mia pazienza AMORE? La tua fata ignorante

Call_Me_by_Your_Name

Image source

CALL ME BY YOUR NAME

E concludiamo con un capolavoro di Luca Guadagnino uscito da poco, chiamami col tuo nome.

Film basato sul romanzo di André Aciman è una disperata storia di amore e amicizia ambientata in una calda estate dei primi anni ’80 nella bassa padana. Elio, il protagonista, è un musicista molto colto, sensibile e di sicuro più maturo dei suoi coetanei. Passa il suo tempo a scrivere musica e flirtare con la sua amica Marzia.

Ad un certo punto però, invitato dal padre, arriva un alunno straniero impegnato nella stesura della tesi di post dottorato, Oliver. Ventiquattrenne statunitense molto affascinante che fin da subito colpisce Elio. Già dal primo istante si percepisce che c’è una grande attrazione, un sentimento destinato a crescere. Gli incontri fra i due sono davvero unici, tutto rigorosamente al riparo da qualsiasi sguardo.

Stai male e ora vorresti non provare nulla, forse non hai mai voluto provare nulla, ma ciò che ora provi io lo invidio… Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, così tanto che a 30 anni siamo già prosciugati e ogni volta che ricominciamo una nuova storia con qualcuno diamo sempre di meno, ma renderti insensibile così da non provare nulla, è uno sbaglio…

Di film ne avrei in testa altri mille ma ho voluto condivedere con voi solo quelli che mi hanno colpito di più. E voi, consigliereste altro? Fateci sapere.

Ex fidanzati eternamente indecisi (e le diverse personalità)

Quante volte ci siamo sentiti dire la frase: “Purtroppo mi sono accorto di non amarti più” oppure: “Siamo cambiati troppo e non so se è più quello che voglio, non è colpa tua”?

E’ stano come poi, magari a distanza di anni, ci si ritrovi inaspettatamente a bere un caffè e fare due chiacchiere con il fantomatico ex (su suo invito) e improvvisamente dal nulla sentirsi dire: “sai che ci ho pensato a lungo e forse ho fatto male a lasciarti?”.

La riflessione che mi viene da fare è: “Ma sei serio? E prima a cosa stavi pensando?”. Comunque, sul tornare assieme o meno ad un ex è responsabilità vostra. Pensate bene a quello che vi ha fatto e che potrebbe teoricamente rifarvi. Ovviamente una possibilità la si dà a chiunque ma bisogna valutare che ne valga davvero la pena. Forse anche analizzando i motivi che hanno portato al termine la storia e se questi motivi potrebbero essere un problema nella vita odierna.

Se anche voi quindi siete fra quelli che almeno una volta nella vita si sono trovati in questa condizione, beh allora vi interesserà analizzare qualche tipo di personalità per vedere se magari vi siete scontrati proprio con una di queste:

man in green blue and black plaid sports shirt sitting on bed using silver macbook
Photo by Suliman Sallehi on Pexels.com

L’incontentabile seriale

Questo è il tipico uomo che troverete sempre e comunque nelle chat di incontri ma, non per chattare o solo per curiosità, piuttosto per mantenere una porta aperta a… magari qualcosa di meglio.

Purtroppo queste sono le tipiche persone che prima o poi vi molleranno, magari distruggendo il vostro cuore in mille pezzi. Il problema è che non potrete farci proprio nulla. Evidentemente sono persone difficili da accontentare e che hanno bisogno sempre di nuovi stimoli o magari semplicemente, dure da far innamorare.

shallow focus photography of man sitting beside railing holding cigarette stick
Photo by Kha Ruxury on Pexels.com

Quello serio ma, da relazione a termine… in genere annuale

E come per il cambiare delle stagioni, ecco invece l’uomo che cerca la storia seria ma che non riesce a farla durare per più di un anno. Sembra che con scadenza fissa, le sue relazioni non riescano a superare quel traguardo.

Forse però queste sono solo persone un po’ insicure ed ansiose ma, allora come dovremmo comportarci? Probabilmente questo tipo di uomo va bene solo a chi non ha molte aspettative, una persona indipendente che comunque continui a vivere la propria vita ma, cosa fondamentale, che riesca ad essere rassicurante. Del tipo: “Nulla cambierà, nessuno sarà incatenato, ce la faremo a superare i vari problemi”.

man wearing white crew neck t shirt
Photo by Frame Kings on Pexels.com

Il bugiardo per natura

Questo è proprio il peggiore, quello che vi fa solo perdere un sacco di tempo per poi non concludere nulla. Il problema è che quando scopri le sue eventuali tresche si giustifica dicendo che è colpa vostra, che lo trascuravate e che quindi colto dalla noia è cadute in tentazione. Cercherà sicuramente di dirvi che non succederà più, voi gli credereste?

Ovviamente l’articolo potrebbe andare avanti in eterno perché di personalità “strane” ce ne sono davvero molte.

Magari una cosa bella sarebbe che continuaste voi nei commenti, indicandoci quello che vi è capitato e come avete deciso di proseguire o terminare una determinata storia.

Amicizia e sesso – qual’è la linea di demarcazione?

Parlando con un amico ieri ci siamo chiesti proprio questa cosa: “è possibile conoscere qualcuno per sola amicizia senza che entri in atto l’attrazione fisica e quindi il desiderio di fare altro?”.

Il problema nasce soprattutto quando sei in coppia e magari per un motivo o per un altro decidi che sarebbe bello iniziare a frequentare persone nuove con cui passare momenti piacevoli davanti ad una birra o con cui andare a ballare. La maggior parte delle volte però, questo si tramuta da “si dai usciamo” all’inevitabile foto… o al commento “ma tu sei attivo o passivo?”.

Amicizia
l’amicizia non ha sesso.

Sicuramente da ventenni queste cose passano più inosservate anche perché si vive la vita in maniera più libera e magari non si è coinvolti in una relazione sentimentale duratura. Ma, cosa fare se hai più di trentanni e per un motivo o per un’altro vuoi ricostruirti un circolo di amicizie? Purtroppo a volte per questioni lavorative può capitare di trasferirsi in una nuova città e dover quindi cercare di riconnettersi con il mondo esterno ma, che fare? Cercare nelle varie app esistenti e una vera sfida, sembra che mentalmente non si possa proprio andare oltre al pensiero del sesso.

A parte questo però, a questa mia coppia di amici ne son successe davvero di tutti i colori. Da chi ad un certo punto è saltato fuori con la frase “beh, nel caso doveste lasciarvi fatemelo sapere che magari o con uno o con l’altro potrebbe succedere qualcosa” a chi invece ci ha provato prima con uno, in privato, e essendogli andata male ci ha provato con l’altro.

Voi cosa ne pensate? Ovviamente quest’articolo non è nato sulla base di alcun pregiudizio, vogliamo solo affrontare tutti i temi della nostra società attuale e conoscere le vostre opinioni, i vostri pensieri e le vostre esperienze quindi, lasciate un commento ragazzi! 😊

Gay sì ma non diverso

Se anche tu vivi in un paesino di provincia, quante volte le persone sono riuscite a farti sentire “diverso”? A volte però è un circolo vizioso che volendo o no ci blocca in uno stereotipo di cui penso molti di noi farebbero volentieri a meno.

man in blue and black gingham button up top standing on brown wood log in forest
Photo by Garry Mordor on Pexels.com

 

come ho scritto sul mio profilo personale, ho vissuto per qualche anno a NYC e lì le cose sono ben diverse. L’uguaglianza è davvero una cosa che puoi sentire e vedere e, anche se tutto sembra più “normale” e alla gente non interessa molto se ti baci con il tuo ragazzo o la tua ragazza in un posto pubblico e anche vero che molte altre cose sone scomparse. Cosa? Per fare un esempio, nei locali non ci sono più le cosidette darkroom o robe sibili. D’altronde, ci si va per ballare, no? E’ anche vero che le alternative sono dietro l’angono e ci sono posti dove “si può fare” comunque. Il senso è, cosa vogliamo davvero? Non pensate che anche questa continua ricerca di sesso occasionale sia un po’ un “box” nel quale siamo stati rinchiusi? Nel senso, perché sappiamo che gli altri potrebbero non capire una convivenza, un matrimonio, l’andare in giro mano nella mano, magari questo può confinarci a rimanere in qualche modo ancora “nascosti”.

Questo è il primo post di “GAY LOUNGE” e serve per far capire il tono del nostro sito. Vorremmo che diventasse un posto dove poter condividere le proprie storie e magari poter aiutare quelle persone che ancora hanno bisogno di una mano, di un consiglio, di una persona vicina.