L’amore esiste ancora

In questi giorni sulla nostra pagina Facebook si è tanto parlato del fatto che l’amore, come altri sentimenti, sia ormai un concetto lontano. Quello che sembrava poter essere d’aiuto per connettere persone in ogni angolo del mondo, la tecnologia, si è rivelata un’arma a doppio taglio che ostacola il rapporto umano fra persone molto vicine, anche nella stessa stanza.

Ma cosa potrebbe succedere se si guarda oltre ad uno schermo e se si dovesse decidere di credere ancora nel vero amore? Beh, dopo l’articolo che avevamo scritto pochi mesi fa e che vi consigliamo di leggere “Dichiarazione d’amore in diretta TV“, abbiamo deciso di raccontarvi il loro matrimonio attraverso delle semplici, ma intense foto.

Quindi…Giudicate voi!

Alessandro Alo ed… Achille

Dopo aver presentato su Gay Lounge Italia il primo singolo di Alessandro “Uomini che amano le donne” non potevo di certo esser da meno con l’uscita di “Achille”, nuovo capolavoro. In rete infatti, potrete già trovare commenti bellissimi a riguardo e io stesso, dopo aver ascoltato la canzone, non ho resistito a chiedere direttamente all’autore se aveva voglia di raccontarci qualcosa in più.

Ecco quindi le parole di Alessandro Alo:

La parola che ho sentito di più dall’uscita di Achille è omoerotico. E non mi dispiace. In effetti il nuovo video è stranamente sexy ma, cosa ci posso fare?

Achille” è il mio secondo singolo, arrivato in un momento ben differente della mia vita, fuori dall’hype della partecipazione a X Factor. Ho quindi pensato di presentare al pubblico qualcosa di completamente diverso, o quasi.

Achille è un brano R&B/POP dalla produzione minimale, con un ritornello accattivante (ma più semplice di uomini che amano le donne e odiano gli uomini ecc…) ed è forse il primo brano italiano in cui ci sia una dichiarazione d’amore esplicita da un uomo per un uomo: “se di notte grido il tuo nome, mentre sono a letto con lui”/ “tu sei il mio tallone d’Achille”; il tutto condito però da un sottile velo di ironia per introdurre lo spettatore nella mia personale visione del mondo.

Per me questo nuovo singolo è stato uno step obbligato. Era qualcosa che dovevo assolutamente fare, far uscire nuova musica a distanza di pochi mesi. Nel campo professionale infatti, purtroppo o per fortuna, sono instancabile.

E’ per questo motivo che a fine marzo sono andato dal mio agente e gli ho detto che, cascasse il mondo, sarebbe uscita una nuova canzone ad aprile, “Achille“. Ho voluto occuparmi io di tutto ma, far uscire il video, sentivo che era il momento giusto per farlo.

Sincero, potete chiamarmi l’uomo dell’ultimo minuto. Pensa che il video di “Uomini che amano le donne” è stato preparato in sole 2 settimane (storyline, location, coreografie, styling). Di solito funziona che vado a letto con un pensiero e la mattina dopo ecco: mi si apre un mondo e comincio a chiamare a destra e a manca per organizzare tutto. E’ successo così anche con Achille, con l’unica differenza che è il primo video della mia intera videografia in cui sono completamente solo. Niente ballerini, niente su cui fare riferimento. Ci siamo solo io e la telecamera. 

Probabilmente è stato l’ennesimo modo di mettermi in sfida con me stesso ed in un certo senso questo ultimo video è stato più complicato di molti altri. Fino al giorno in cui l’ho visto finito non sapevo davvero cosa mi sarei potuto aspettare. 

Sì, sapevo che c’ero io che canto, io su un cavallo, io che ballo in un recinto. Ma sai, nessun elemento che garantisse una buona riuscita. 

Eppure quando l’ho avuto tra le mani mi sono trovato in questa specie di mondo nostalgico e desaturato, a tratti sensuale, che mi ricordava le serie tv anni 90, tipo “Xena” o “Hercules”, ambientato in campagna mi sono detto: Wow, lo adoro! E’ super contemporaneo.

Inutile raccontare bugie, so benissimo che i numeri non potranno mai essere gli stessi di un periodo in cui c’erano 6 milioni di persone a guardarmi attraverso lo schermo. E nemmeno l’investimento. Quindi mi sono detto: Bene, facciamo qualcosa di completamente diverso!

In fondo sono molto felice così, ed è quello che continuerò a fare: essere un artista gay determinato, ambizioso e sognatore.

Dichiarazione d’amore in diretta TV

Come in ogni scena romantica che si rispetti, non poteva di certo mancare coming out e annuncio delle proprie nozze in diretta TV. E’ proprio quello che è successo a Manuel e Nicola.

Questa domenica infatti a L’eredità, programma trasmesso sulla Rai e presentato dal conduttore Flavio Insinna, è avvenuto il tutto. Alla domanda del conduttore riguardo alle proprie nozze, Nicola non ci ha pensato su due volte a rispondergli con molta serenità “Finalmente l’11 giugno riusciremo a coronare questo sogno”.

Ovviamente non potevo non farmi raccontare questa storia direttamente da loro, visto che anch’io sono un inguaribile romantico che vive ancora in un mondo dove l’amore è qualcosa di importante, anzi “fondamentale”:

Ciao Manuel, che dire: com’è stato annunciare in diretta TV le vostre nozze?

E’ stato molto naturale, come naturale è sempre stata la nostra storia: non abbiamo mai avuto bisogno di nascondere il nostro amore, né in famiglia né al lavoro né con amici.

Insinna ha scelto di chiedere dettagli sulle nozze piuttosto che focalizzarsi su altri aspetti che comunque erano sulla scheda di Nicola: anche questo un segno positivo di come certi pregiudizi stiano lentamente abbandonando gli schermi e la società stia assimilando il fatto che nel 2019 le coppie omosessuali possono sposarsi.

IMG_20170912_144522.jpeg

In un periodo come questo poi, parlo dell’attuale clima politico, è stata una cosa “importante”. Hai vissuto sempre in maniera così libera il tuo rapporto e la tua omosessualità?

Si ho sempre vissuto liberamente sia la mia omosessualità anche il rapporto con Nicola, questo non significa che non abbia comportato delle difficoltà…

Purtroppo le difficoltà ci sono state, ci sono tuttora e ci saranno in futuro ma vanno affrontate sempre a testa alta e con il sorriso in faccia, e spero con tutto il cuore che il nostro semplice gesto di normalità sia d’esempio.

Parlaci un po’ di voi: come vi siete conosciuti?

Noi ci siamo conosciuti tre anni fa grazie a Nicola che mi ha contattato più volte su Facebook (sì, siamo una coppia nata da un social!) mi ha scritto insistentemente per più tempo fino a quando io preso da questo suo insistere e dal bel sorriso che aveva nella foto profilo gli detti la possibilità di incontrarci per un caffè a Bassano Del Grappa.

Da quel caffè è nato un susseguirsi di uscite e un naturale fondersi ognuno nella vita dell’altro, io ho iniziato a frequentare casa sua e la sua splendida famiglia, lui a passare tutto il suo tempo libero da me a conoscere i miei colleghi e la mia vita in generale.

Poi approfittando della tesi Nicola si è trasferito da me dove abbiamo iniziato ad organizzare i nostri diversi viaggi: la vacanza in Sardegna dove ha conosciuto il resto della mia famiglia, il safari in kenya, l’estate a Barcellona, Napoli, Capri, Parigi, Firenze e tutti quelli che faremo! Poi dopo un evento significativo abbiamo deciso di convivere e trasferirci a Ponte di Piave dove ora stiamo vivendo la nostra storia.

IMG_6600.jpeg

Ma quindi, quali sono i progetti per le nozze? Puoi darci qualche anticipazione?

Le nozze saranno l’11 Giugno 2019 ad Annone Veneto. Faremo una cerimonia all’aperto in mezzo vigneti a perdita d’occhio che sarà seguita da una cena e poi con tanto divertimento per tutti i nostri stupendi ospiti.

Poi non posso svelare troppo del #PIPETTIWEDDING.

Prima di incontrare Nicola, pensavi già che un giorno ti saresti sposato (unito civilmente) o è un pensiero che è nato successivamente con lui?

Sinceramente io ho sempre pensato che un giorno mi sarei sposato, perchè ho sempre sognato di fare una vita normale come tutti e perchè no, un giorno diventare papà!

Nicola non aveva mai maturato l’idea di sposarsi fino la 10 Settembre 2017 a Parigi dove sul tempio posto nell’isola del parco di Buttes-Chaumont gli ho chiesto di sposarmi e dato che le nozze sono incombenti vuol dire che ha accettato!

Cosa vorresti dire a tutte quelle persone che ancora hanno il timore di esporsi?

Non abbiate paura! Vivete la vostra vita come la desiderate perchè tutto il tempo che perderete a nascondervi da una società che per certi versi ancora ignorante è solo il vostro.

Esponetevi e vivete!

Non sarà facile, a volte dura, con grandi bocconi amari da buttar giù!

Ma ricordatevi che la vita è troppo breve per buttarla via per il giudizio di persone che non sanno amarvi per quel che siete. E se sono le vostre famiglie a non sostenervi, vi dico solo che non c’è miglior famiglia di quella che ti crei!

Uscite e vivete perchè il mondo lo cambieremo solo così!

IMG_7726.jpeg

Daniel Greco, tra parodia e realtà

E poi ci fu YouTube, fortunatamente per noi Dopo essermi imbattuto qualche mese fa nei video-parodia di Daniel, ho pensato immediatamente che fossero geniali e molto divertenti.

Nei suoi testi ironici e di facile ascolto infatti, spesso si possono trovare parole profonde. Un vissuto che probabilmente accomuna parecchie persone appartenenti al mondo LGBT — Quel ragazzo incompreso che cresce dovendo lottare contro il mondo, anche se sempre con l’autoironia che lo contraddistingue, per essere semplicemente se stesso “in un modo diverso dai canoni più comuni”. Che dire, meno male che abbia deciso di affrontare la vita a testa alta e di seguire la sua strada, il suo sogno perché così facendo ha aiutato anche noi a sorridere una volta in più durante l’arco delle nostre giornate.

Quindi Daniel, parlaci un po’ di te: Sei gay? Scherzo ovviamente ma, ti andrebbe di raccontarci la tua storia?

Ecchime! Allora, nasco 18 anni fa (ho detto 18 e rimangono 18 okkk?!) a Monza — Vi risparmio tutto quello che è avvenuto fino ai 17 tanto è irrilevante (cosa ridiii??). Ho iniziato a studare canto, danza e recitazione in un’accademia serale mentre la mattina lavoravo per guadagnare due spicci e cercare di pagarmela, anche se mi hanno aiutato comunque i miei genitori senza i quali ora sarei sotto un ponte. Arrivo dal mondo del teatro, ho partecipato ad alcune produzioni teatrali, musical, e il mio highlight rimane  “We Will Rock You“, il musical ispirato alle canzoni dei Queen. Con noi sul palco poi, durante la prima è salito Brian May a fine spettacolo. Ricordi indelebili da fan dei Queen quale sono. Da un anno e mezzo a questa parte invece ho deciso di reinventarmi sui social, ed ora: Eccomi qui!

Quindi, il mondo dell’intrattenimento è sempre stato importante per te? 

Credo che ognuno nasca con delle qualità e una predisposizione naturale verso qualcosa, nel mio caso è stato l’intrattenimento che ho cercato di approfondire attraverso lo studio. Non potrei mai spegnere la mia vena creativa, morirei con essa!

Ma com’è nata l’idea di fare video-parodie su YouTube? 

Ho iniziato nel 2016 sotto consiglio del mio ex ragazzo. All’inizio mi occupavo più dello scritto, ma non mi sentivo rappresentato da quel tipo di situazione, era solo una mia paura nel mettermi realmente in gioco attraverso quello che credo di poter fare. Quindi un giorno, stanco di far vincere le mie insicurezze, mi sono deciso a sfruttare i miei studi e la mia preparazione per cercare di dare un prodotto comico, ma più strutturato. 

Oltre a farti i complimenti per quello che fai, toglimi qualche curiosità: Scrivi tu tutti i testi? Chi ti aiuta invece nell’editing video?

Scrivo tutto da solo, canto tutto da solo (molti spesso mi chiedono se sia io davvero a cantare, come se non fosse possibile avere anche un minimo di preparazione quando si viene dal web… ahahah). Anche per i video cerco di far tutto da solo, pur appoggiandomi a volte ad una ragazza video maker molto molto molto brava che fa diventare il tutto decisamente di un livello superiore. EEEE TI RINGRAZIO PER I COMPLIMENTI, TROPPO GENTILE, NON MERITO TUTTO QUESTO AMORE, ANZI Sì.

Ho visto che hai lavorato anche in radio, com’è stata quell’esperienza? 

Con M2O è stata un’esperienza di sei mesi bellissima, avere una rubrica personale su una radio così importante a livello nazionale è stato un sogno realizzatosi. Il tutto grazie a Micol Ronchi, la ragazza con cui ho anche iniziato a fare i video per la mia pagina, nonché speaker fissa della radio appunto. Le nostre strade pero si sono divise ora, e con esse la mia rubrica in radio e, mi spiace davvero tanto.

Ci terrei a concludere con “Clitofobia”, oltre ad essere come al solito un video divertente, mi è piaciuta la parte finale. Parlo di: “Dirti che non è una fase, dirti che non passerà, dirti che va tutto bene, dirti che è tutto normale, è solo amore ma che paura ti fa?”.

Riesci anche a far pensare oltre che a far ridere e questo lo trovo molto bello.

Sono molto affezionato a quel video poiché racconta praticamente la mia vita, e credo che tra le molte parodie trash, sentissi il bisogno di mandare un messaggio importante soprattutto in quest’epoca storica dove sì, abbiamo fatto dei passi in avanti, ma c’è pur sempre ancora tanto da imparare sull’argomento omosessualità e discriminazione. Avendo la fortuna di avere un mezzo con cui farlo, ho deciso si di mantenere il mio stile di comicità, ma di virare poi su degli spunti di riflessione personali, sui quali ci si possono rispecchiare molte persone.

 

5 facili modi per capire se a lui piaci

Gli piacerò?

Parliamoci chiaro – conoscere una persona è difficile. Una delle cose più difficili poi e proprio sapere quanto è dura là fuori. Potrebbe però capitarvi di conoscere il tipo che stavate cercando, inizierete così a flirtare e conversare vi varrà facile sin dal primo incontro.

Passato un po’ di tempo poi, molto probabilmente inizierete a provare qualcosa e prima di andare oltre, vorrete essere sicuri che anche lui stia provando le stesse cose. “Lasciarvi andare o trattenervi“, non ne siete ancora sicuri. Sicuramente vi piacerebbe che tutto si risolva in modo molto romantico (se siete i tipi) e senza che voi dobbiate far nulla ma, non sempre va così.

Vi ritrovate in quanto appena descritto? Se sì, vorreste conoscere dei modi per capire se al vostro nuovo ragazzo piacete?

Ecco 5 cose da sapere:

1. E’ interessato a ciò che vi piace

Prima di iniziare a fasciarvi la testa sarebbe giusto chiedere a se stessi: Ma questo ragazzo sa quello che a me piace? Conosce almeno un paio di miei hobby? E’ al corrente di che musica ascolto?

Forse penserete che siano cose stupide ma, se un ragazzo dopo qualche mese o settimana di frequentazione sa a mala pena che lavoro fate, probabilmente è già un segno chiaro che non è molto interessato a voi. Se lo fosse, si informerebbe di sicuro, magari per portarvi lui stesso a fare quella cosa che vi piace tanto.

Se quindi è un tipo a cui non interessa molto delle vostre passioni e con cui non vi è mai capitato di parlarne, ecco, forse non è il caso di proseguire.

2. Cerca ogni modo per passare del tempo con te

Se ad un ragazzo piacete, vorrà passare del tempo con voi. Oltre ad incontrarvi saltuariamente ad una festa o in un bar con amici, sarà felice di passare assieme più tempo. Vivere la vita di tutti i giorni, la quotidianità, di sicuro potrà aiutarvi a conoscervi realmente.

In ogni caso, cancellare un appuntamento non vorrà necessariamente dire che non sia interessato — qualche volta possono saltare fuori cose inaspettatamente e se vedete che comunque cerca in ogni modo di organizzare un nuovo appuntamento, significa che è quantomeno interessato a conoscervi meglio.

3. Sa capire i vostri spazi e “limiti”

Molte volte si hanno delle ideologie di vita personali o magari si ha semplicemente il bisogno di avere determinati spazi, è importante rispettarli in maniera reciproca.

Iniziare sin da subito a capire e rispettare questi limiti è essenziale per far crescere ancora meglio la relazione. Magari lui è dell’idea di non far sesso subito e preferisce aspettare di conoscervi meglio, o magari semplicemente, ritmi serrati di lavoro gli impediscono di uscire frequentemente o in tarda serata.

Se gli piacerete davvero e se le vostre sono esigenze concrete, non solo vizi da uomo single, lui riuscirà a comprendere.

4. Niente fretta

C’è la strana diceria in Gaylandia che dormire con un uomo la prima notte è una cattiva idea.

Beh, non ha completamente senso.

Se è una cosa che entrambe volete: fatelo senza pensarci troppo. Oppure, vi sentite già dopo pochi giorni di darvi qualche nomignolo strano o di chiamarvi “fidanzati”? Perfetto, non abbiate paura.

Prendete come esempio la storia di Giuliano ed Alessandro che già dai primi giorni si sentivano una coppia.

L’allarme invece suonerà se lui, e solo lui, senza alcun senso apparente cercherà di velocizzare il tutto. Siete sicuri che sia interessato realmente a voi e non solo all’idea di avere un fidanzato?

5. Sarà lui a dirvelo

Probabilmente il modo più semplice per sapere se davvero gli piacete è chiederglielo. Forse sembrerà scontato ma non dimenticate che le migliori soluzioni a volte sono le più semplici.

Quindi forza, lasciate da parte il vostro orgoglio e quel “No, sarà lui a fare il primo passo o io non mi schiodo“, smettetela anche di pensare “E se non mi darà la risposta che spero?“. Molte volte bisogna affrontare di petto le situazioni perché farsi solo domande e analizzare dall’esterno, non sempre porterà alla risposta giusta.

Letture consigliate per il 2019

Il nuovo anno è iniziato ormai da 15 giorni e, chi più, chi meno, siamo tornati alla nostra quotidianità. Quale momento migliore quindi per proporre qualche buon libro? Dopo esserci confrontati con qualche autore, ecco tutte le proposte che abbiamo pensato per voi:

Oltre a parlarvi nuovamente e con piacere di libri stupendi come le poesie della nostra Giovanna Cristina Vivinetto che con il suo “Dolore minimo” ci racconta il difficile percorso di transizione che le ha permesso di diventare la splendida donna che è oggi.  C’è anche il libro di Matteo GrimaldiLa famiglia X“, romanzo creato per essere letto da tutti, senza limiti di età. Parla della bellissima storia di Michael, un ragazzo di 13 anni che si ritrova ad affrontare una realtà dura che però lo porterà a fare conoscenze piacevoli e inaspettate. Tutto questo lo aiuterà ad uscire da quel suo mondo costruito solo attorno numeri, quella matematica che lo aiutava a pensare ad altro, scappando così dalla realtà.

 

Ma passiamo invece alle nuove proposte, abbiamo deciso di presentarvi due libri molto diversi: uno di poesie e l’altro invece che tratta di una storia di cronaca molto attuale:

 

TRA LE TUE DITA di Dario Miele (edizione Akkuaria, 2018)

Un libro di poesie molto particolare dove i temi principali sono sicuramente il sentimento e l’eros. Con le sue parole, Dario, riesce a farci vivere emozioni molto intense, come solo un poeta vero sa fare.

Può essere letto da qualsiasi tipo di persona e se fatto senza pregiudizi poi, trasparirà solo la vera essenza dell’amore, senza quindi dover per forza cercare di “scoprire” le tendenze sessuali di una coppia. Ritornando così al punto che per amare, nessuna differenza fa eccezione.

“Farò dei tuoi occhi
il mio ultimo letto.
Sarà lì che le mie ossa bruceranno
e che non sarà mai solo per una volta
ma innumerevoli e senza ritegno
vi morirò
perché morire in essi
è la soluzione finale
a ogni sofferenza.
Lì, io muoio di vita.”

– Dario Miele (Tra le tue dita – edizione Akkuaria)

 

Le parole di Dario, in qualche modo possono richiamare alla memoria esperienze di un amore passato (o anche presente), dove ci si sente totalmente presi: sia mentalmente che fisicamente. Leggendolo di sicuro vi terrà compagnia durante le serate, magari per chi ancora single, stimolandolo a cercar qualcosa in più, anche perché il sesso è bellissimo ma: con la complicità che solo un compagno sa darvi, può esserlo ancora di più.

 

ASIA BIBI: La tragedia di una donna cristiana vista attraverso gli occhi di un musulmano

Di Wajahat Abbas Kazmi (Autore), Zenab Muhammad (Traduttore). 

Qui invece il tema è decisamente diverso, molto più crudo e che lascerà con un unico pensiero: Com’è possibile che la libertà individuale sia ancora un concetto così lontano? 

Asia Bibi è una donna pakistana e cattolica che all’epoca viveva nel piccolo villaggio di Ittan Wali, nel distretto del Punjab. Fu accusata ingiustamente per blasfemia, ad un passo dalla pena capitale e sanzionata da diversi tribunali d’appello. Attraverso le parole di Wajahat Abbas Kazmi, ragazzo musulmano ed attivista per i diritti umani, potrete rivivere la storia di questa donna, privata per più di dieci anni della propria libertà solo a causa di leggi e pensieri troppo vecchi per i giorni nostri. 

E’ assolutamente giusto parlare di queste cose perché è solo così che la gente potrà accorgersi di quello che ci circonda. Molte volte non c’è nemmeno bisogno di andar troppo lontano perché come in Pakistan, anche in altre parti del mondo si consumano quotidianamente atti di ingiustizia.

 

Omofobia “sotto l’albero”

Fra pochi giorni sarà finalmente Natale e, per quanto mi riguarda, è una festa che ho sempre visto non come un momento religioso ma come uno in cui poter stare con le persone care e, in qualche modo, essere più “buoni”, anche con chi non si conosce. Stupido? Forse sì. Bisognerebbe imparare ad esserlo tutto l’anno? Vero ma, la vita molte volte non è proprio così “facile”.

Quest’anno quindi il mio pensiero andrà a tutte le persone che in qualche modo, pur avendo un legame di sangue, hanno deciso di non starci accanto solo perché non riescono a vedere la bellezza e l’enormità del nostro Amore.

Molte volte vorrei potermi svegliare e magicamente vedere tutte queste cose cambiate ma ovviamente, è pura utopia. Il problema è che non capisco come si riesca a dimenticare, a tagliar fuori parte della propria famiglia solo perché si è convinti che “No, non posso credere che lui sia gay. Sarà sicuramente colpa del compagno!“.

Il mio scorso Natale è passato con un pranzo pieno di falsità, cercando di far finta di nulla, solo per rendere felice mio marito ma, ammetto che è stato complicato. Ero lì anche se in realtà era come se io non esistessi, escluso, persino dal momento dei regali. E’ stato pesante? Sì, dopo otto anni lo è stato ma ho fatto comunque finta di nulla e sono andato avanti. Quest’anno invece le cose saranno diverse, da mesi ormai non si ha più notizia di queste persone e probabilmente, eviteranno anche di calcolarci per le feste.

A me la cosa non interessa molto, ne ho passate anche di peggio nella mia vita ma, quello che mi fa male è vedere la tristezza negli occhi di mio marito per una cattiveria del genere.

Questo Natale quindi vorrei dimenticare il male, la cattiveria e l’ignoranza. Vorrei ripartire da zero e far finta di nulla. So di non essere in torto e quindi vado avanti sereno, nella speranza che queste persone un giorno possano ricredersi e tornare ad amare il proprio figlio che: vive una vita felice e tranquilla.

A parte questo: BUON NATALE A TUTTI!!

Non sono gay, però vorrei “farlo” con te!

Che la bisessualità sia normale è chiaro, come anche l’eventuale e sola curiosità che possa nascere ad un certo punto in una persona eterosessuale. Ho solo il timore che a volte ci si nasconda troppo sotto una personalità che non riflette noi stessi, mentre dovremmo imparare ad essere liberi, pur rischiando di non riscuotere molte approvazioni.

A parte questa piccola prefazione però, mi piacerebbe concentrarmi su un altro punto: il tradimento.  Sicuramente che si tradisca con una persona dello stesso sesso o quello opposto, non fa alcuna differenza ma, essere fidanzati (da uomo) con una donna solo per salvare le apparenze e farsi una vita segreta, magari anche solo mentale/online, lo trovo un po’ triste. Perché nascondersi? Questa domanda mi perseguiterà per sempre, pur capendo che purtroppo esistono diversi tipi di realtà.

Probabilmente ora vi chiederete: Ma in ogni caso, perché ne parli ora? E’ partito tutto da una cena fra amici dove io e mio marito abbiamo conosciuto un’altra coppia (uomo e donna). All’inizio tutto normale, durante la cena si è parlato con molta tranquillità, si scherzava ma senza alcun riferimento sessuale. E’ vero, appena l’ho visto ho dubitato che potesse essere gay ma, non mi sono sbilanciato e non ho nemmeno accennato battute in merito. D’altronde, ognuno è quel che è ed è giusto che sia così.

Alla fine della serata ci siamo scambiati il numero di telefono con la promessa, magari, di rivedersi per un drink o per passare una serata assieme. Nulla per qualche giorno, finché poi una sera, ecco che inizia a scrivere tramite Facebook, partendo da cose molto normali del tipo “Come stai? Tutto ok?” Gli ho subito dato retta e per un po’ è stato piacevole anche se ecco che, a distanza di qualche minuto, inizia a fare qualche allusione sessuale. Ovviamente non ci do peso, capendo da uomo che la cosa fa un po’ parte del nostro DNA. Più si va avanti però e più queste parole diventano dirette e personali. All’inizio parte tutto dal “potremmo però fare una cosa a quattro con voi e mia moglie” per poi invece passare a “mi piacerebbe venire da voi una sera, probabilmente mia moglie non capirebbe il fatto che anche io voglia essere attivamente partecipe nel sesso con altri uomini”.

Non mi ha sconcertato la richiesta sessuale in se, mi ha solo rattristato il fatto di vedere una persona che in qualche modo crede di essere felice ma che in realtà, va in giro cercando altrove qualcosa che possa farlo sentire bene. O forse è solo una mia idea personale e lui sta benissimo così, chi può dirlo? Voi cosa ne pensate?