Gender X – a NY ora è possibile

New York è sempre un passo avanti per quanto riguarda i diritti civili delle persone. In questo caso ha fatto ulteriori passi avanti nei confronti della comunità LGBT.

Gender X” questa la scritta che d’ora in poi potrà apparire sui certificati di nascita delle persone nate a New York. Il bello di tutto ciò? E’ che non servirà un certificato medico per richiederlo, sarà diritto del singolo individuo dichiarare il genere in cui si sente più a prioprio agio.

Questa decisione è stata presa a grande maggioranza al City Council, dove oltre a dare il diritto di poter cambiare il proprio certificato di nascita a persone adulte, ha anche acconsentito di poter scegliere preventivamente per i propri figli, apponendo X sotto la voce “Gender”.

Corey Johnson, speaker del City Council ha commentato “I newyorkesi non avranno più bisogno della documentazione di un dottore per cambiare il proprio genere sul certificato di nascita e non saranno più trattati come se la loro identità fosse una questione medica”. 

L’avvocato transgender che ha portato avanti la causa ha anche voluto far notare come sia stato possibile arrivare a tanto pur essendo sotto una politica pericolosa per quanto riguarda i diritti umani, riferendosi ovviamente all’attuale Presidente Donald Trump.

Noi ci auguriamo che questa piccola svolta possa portare altri Paesi a pensarla alla stesso modo e far sì che questo processo di integrazione vada avanti sempre di più.

Rimini Summer Pride – Rischio contagio

Ormai parte integrante dei Gay Pride, ecco l’annuncio della prossima processione “riparatrice”. Questa volta a Rimini, poco prima del Summer Pride che si terrà il giorno 28 luglio.

Ad annunciarlo è stato il comitato “Beata Giovanna Scopelli” che non mancherà a sfilare per le strade del centro storico con immagini sacre e pregando ma: Per cosa non si sa! Forse per i loro peccati nascosti? Oppure davvero contro gente che cerca solo di lottare per quei diritti che ingiustamente non gli sono mai stati riconosciuti?

Ancora mi domando quale sia la connessione fra la chiesa e questi fanatici. Io dubito che la religione cattolica sia contro queste cose, penso invece che, come qualsiasi altra fede, sia basata sull’amore e il rispetto per il prossimo. Travisata come sempre dai quei pochi che ambiscono al potere e al controllo delle menti umane più vulnerabili e condizionabili.

Gay Pride - diritti umani
Gay Pride

 

Nei Gay Pride non si parla di odio, non si parla di distruzione del mondo e non si parla nemmeno di eliminare le famiglie tradizionali. Si vuole solo dar voce a tutte quelle persone che vivono nascoste nell’ombra ma che in realtà sono sempre esistite e sempre esisteranno. Gli equilibri sono e saranno sempre gli stessi, nulla è stato scombinato. E’ solo una lotta per i diritti umani.

In ogni caso, scusate per la lunga prefazione ma è un argomento che mi sta molto a cuore e di cui parlerei per ore. Tornando alla notizia invece, ecco cosa è stato detto dal Popolo della Famiglia “E’ un grave errore promuovere lo stile di vita gay ed esaltarlo a modello positivo per i giovani” per finire con “E’ irragionevole e irresponsabile che il Comune di Rimini, con il proprio patrocinio, legittimi e rafforzi questa manifestazione. Il primo cittadino, che è “primo” anche nella responsabilità della salute pubblica, dovrebbe piuttosto preoccuparsi del rischio di contagio di malattie sessualmente trasmesse che simili manifestazioni potrebbero innescare.”

Che dire, non saprei davvero cos’altro poter aggiungere. Davvero esiste gente che crede in cose simili? Se la risposta è positiva, allora è anche inutile discuterne.

“Omofobia” la malattia dell’ignoranza

Oggi voglio parlare di questo argomento, potrà essere ripetitivo ma non ci si deve mai stancare di parlarne fino a quando capiteranno episodi come quelli descritti in questo articolo.

Che cos’è l’omofobia? Semplice, è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità, della bisessualità e della transessualità basata sul pregiudizio. Purtroppo il nostro Paese ne è invaso e con dei politici che non cercano per primi di dare il buon esempio, anzi, in molti si sentono giustificati a pensare in maniera omofoba.

E’ molto più semplice rimanere nella propria ignoranza che cercare di capire ed è molto più facile basarsi su stereotipi che andare a fondo alle situazioni. Ormai per molti siamo solo quegli esibizionisti che una volta l’anno rompono le balle sfilando in giro per la città come fosse un carnevale ma: Qualcuno si è mai chiesto perché? E’ davvero una carnevalata o solo la voglia di uscire allo scoperto? La vita non è fatta solo di toni di grigio ma anche di molti altri colori. Questo vorrei dirlo anche a molti gay: Non esistono solo altri gay come voi ma anche altri tipi di persone, con mentalità diverse, magari con feticismi vari ma di certo non degni di meno rispetto. E non perché una persona è più eccentrica di un’altra allora questa non è da prendere in considerazione perché sicuramente penserà solo al sesso.

Parlando nello specifico, voglio parlare di quello che è successo nella mia zona negli ultimi giorni.

In Lombardia e soprattutto nelle vicinanze della grande Milano che si pensa essere una delle città più inclusive e aperte del Bel Paese, si sono scatenati due episodi (perlomeno quelli noti) di omofobia:

Angelo Mazzone
Angelo Mazzone (foto dal profilo Facebook)

Erba, insulti omofobi al Castello di Casiglio

“Brutto fr…” contro Angelo Mazzoni solo per aver chiesto ai genitori di tenere a bada i propri figli. E qui aggiungerei “Visto che in molti ritengono che solo una famiglia composta da mamma e papà possa essere in grado di dare il buon esempio e dare la giusta educazione psicofisica ad un bambino”. Bene, questo il racconto di Andrea pubblicato sulla propria pagina Facebook:

“Non ho mai fatto in vita mia una cosa simile (anche perchè MAI mi è successa una cosa del genere) ma devo denunciare pubblicamente un grave episodio di omofobia e volgarità inaudita accaduto!
Decido assieme alla mia collega e alla sua famiglia, di trascorrere giornata in piscina, nome della struttura Castello di Casiglio, (non lontano da Milano, ad Erba), una struttura “lusso” dove l’ingresso ti costa 75 euro.
Questo per sottolineare, che abbiamo scelto di dissanguarci economicamente e consapevolmente in determinato posto proprio per ricercare un certo pregio, una certa discrezione, un servizio di livello e (si pensa) di clientela discreta ed educata oltre ad una certa tranquillità, dato non si tratta di una piscina pubblica comunale.
Bordo piscina, mentre siamo li a chiacchierare, dei bambini iniziano a schiamazzare, urlare, fare baccano.
Ci diciamo “va beh, son bambini cosa possiamo farci”. Lasciamo correre, pensando prima o poi si stancheranno.
E invece nulla, il tempo passa e il baccano rimane, più che in una struttura di pregio sembra essere all’Acquafan di Riccione.
Con il marito della mia collega decidiamo quindi di avvicinarci ai genitori (due tizi , credo parenti, grandi e grossi) chiedendo gentilmente di tenere a bada i bambini in quanto stanno disturbando “la quiete” .
Cristo santo con tutto quello che abbiamo pagato almeno un po’ di tranquillità altrimenti saremmo andati in una piscina comunale a 10 euro come sempre !).
La risposta di questi due energumeni è “Che cazzo volete non rompete i coglioni tornatevene al vostro posto”.
Faccio presente di moderare i toni e che non è il caso di offendere visto stiamo semplicemente facendo notare che stanno disturbando non solo noi ma anche altri presenti in piscina (e che poco prima erano andati via proprio perchè sembrava una festa in piscina).
Prendo sottobraccio il marito della mia collega e gli dico “Lasciamo perdere torniamo al nostro posto non ne vale la pena”.
Torniamo sul lettino e non mi dò però pace, per quale motivo dobbiamo essere trattati a questo modo?
Non contenti nel frattempo i due iniziano a tuffarsi a bomba in piscina proprio davanti a noi urlando, schizzandoci e iniziando anche loro a far baccano.
Mi alzo in piedi e dico esasperato “Per favore la smettete o no? Se questo è il modo in cui educate i vostri figli…”.
L’energumeno da dentro la piscina in risposta mi urla “Brutto fr**** di merda ti ho gia detto di non romperci i coglioni se vuoi la tranquillità vattene in montagna, fr****”.
Incredulo, mi rialzo e salgo assieme alla mia collega su in reception chiedendo di parlare con un direttore, ma la tizia mi dice che il direttore non c’è, chiediamo allora di un responsabile, e ci dice che anche il responsabile non c’è, gli dico “guardi che sta accadendo una cosa gravissima forse lei non se ne rende conto” , in risposta “mi spiace moltissimo adesso vedo di mandarvi qualcuno giù in piscina”.
Torniamo al nostro posto e il tizio da lontano mi urla “Fr**** che sei andato a dire in direzione, tanto noi qua facciamo il cazzo che vogliamo il direttore è un nostro amico inutile che vai a lamentarti, andatevene fuori dai coglioni”.
E mi lancia addosso una specie di zolla di terra!
Sono una persona impulsiva, chi mi conosce bene lo sa, e non so chi santo mi abbia trattenuto, andava a finire malissimo, stringo i denti e cerco di non scoppiare!
Allibito, scioccato, torno su, nel frattempo che salgo ancora in reception iniziano ad urlare faccia a faccia contro il marito della mia collega assieme ad un altro nostro amico che era li, una volta su torno a far presente di fare qualcosa perchè giù c’è davvero il far west, ma nulla, nessuno arriva, nessuno interviene, nessuno fa niente di niente.
Una coppia di signore distinte e molto educate nel frattempo con cui poi abbiamo parlato dopo si allontanano perchè capiscono che la cosa è degenerata.
Fra l’altro una delle due, aveva litigato sempre con i due energumeni poco prima, sempre insultati da loro, perchè mentre chiacchierava con la sua amica riguardo al tumore che aveva avuto, nel mentre che le stava parlando di cure, medicina ecc ecc uno di loro si intromette nel discorso dal lettino accanto urlandogli “Ma che cazzo stai farneticando hai solo bisogno di essere scopata” (vi risparmio altri dettagli in quanto parlo di terze persone, fra l’altro molto distinte e che erano forse sconvolte più di noi).
L’apice poi, quando torniamo giu se la sghignazzano dicendoci che inutile continuavamo a fare su e giu che tanto non ci avrebbe cagati nessuno.
Al che prendiamo le nostre cose e andiamo via, non contenti, queste luride carogne mi inseguono pure nello spogliatoio, battono pugni sulle porte urlando “vieni fuori brutto fr**** dove sei che quelli della tua categoria vanno pestati a sangue”, sento che sono in due, pure se fossi uscito ad affrontarli nulla avrei concluso in primis perche grossi, secondo perchè ho pensato meglio defilarsi e non averci nulla a che fare perchè finisce ancora più male, altro non ho potuto fare che chiudermi a chiave dentro e aspettare andassero via. E così è stato.
Ora, io non so se questi due luridi vermi fossero davvero amici del direttore, fatto sta che NESSUNO della struttura è intervenuto (se non una ragazzina stagista di 17 anni timorata di dio che ci ha chiesto se il soggiorno proseguiva bene, certo come no), a nulla sono serviti i solleciti , le urla, scene imbarazzanti che davvero inizialmente credevo fosse una candid camera, mai capitato nulla del genere in tutta la mia vita.
AH…piccolo particolare, anche le due signore erano andate a lamentarsi per gli insulti gratuiti ricevuti dai due, e gli è stato detto che il direttore era occupato in altre faccende e non poteva aiutarle, ovviamente sono andate via intelligentemente , non appena hanno ricevuto questa risposta, capendo in che struttura si trovassero.
Ora unica cosa che potremo fare è denunciare le minacce fisiche dai carabinieri! (Oltre a lasciare una recensione).
Anno 2018, lombardia, Italia.
DIRE CHE SONO SCIOCCATO E SCHIFATO, è DIRE POCO!
SI SPERA ARRIVINO DELLE SCUSE!
*Aggiornamento 4/7/18 e modifica post: il direttore ieri ci ha fatto sapere non darà alcuna risposta su fb, se ne parlerà dalle autorità competenti e quando ci saranno sviluppi giudiziari, quando arriverà il momento vi informeremo, grazie.”

Aggressione in provincia di Varese ai danni di una ragazza

E’ ora il turno di Arcigay Varese a render noto un altro fatto di aggressione, questa volta contro una ragazza. Il fatto è accaduto nell’ultima settimana.

omofobia
Foto dal sito “Arcigay Varese”

Non stava facendo nulla di male se non passeggiare tranquillamente quando all’improvviso un uomo le avrebbe urlato “Lesbica di merda!” lanciandole poi una lattina e ferendola. Ovviamente quest’individuo dopo aver compiuto un atto così osceno è scappato. Forse perché non poteva giustificare nemmeno nemmeno a se stesso il perché di quell’atto di odio così stupido e ingiustificato. Fortunatamente la ragazza ha fatto subito la cosa giusta, recandosi dalle forze dell’ordine e denunciando l’accaduto.

Ovviamente quello che noi ci auguriamo è che pian piano si debba parlare sempre meno di questi avvenimenti. Che la gente inizi finalmente a realizzare che non c’è nulla di male nella “diversità” ma che è solo un altro modo di vivere e che soprattutto non dà fastidio a nessuno.

Un appello a tutti coloro che subiscono violenze di carattere omofobo. Denunciate! Prendete esempio da questi due ragazzi! NON NASCONDETEVI NEL SILENZIO

Milano Pride – un’altra giornata per i diritti LGBT

Con 250 mila partecipanti al Milano Pride di ieri, ancora una volta abbiamo fatto capire che esistiamo. In molti possono essere contro questa parata, purtroppo a volte anche gente della nostra stessa comunità. In questo caso però, penso che sia soltanto una mancanza di cultura sull’argomento e un farsi trascinare da idee di altre persone. Verso l’inizio della stagione dell’Onda Pride, avevamo deciso di scrivere un articolo ad hoc che parlava proprio del perché è nata questa manifestazione. Speravamo che se certe persone ancora scettiche avessero letto magari avrebbero capito che, sotto l’aspetto “colorato” e “trasgressivo”, c’è molto di più. La richiesta di ottenere pari diritti, di essere riconosciuti per chi siamo è la principale motivazione per questo ”Carnevale”, come molti definiscono. Ricordiamo anche che la comunità gay, come il resto delle persone, è composta da diverse sfumature: I diversi colori dell’arcobaleno. E’ quindi assurdo pensare che non ci si senta rappresentati da una parata che comprende ogni singola identità, dalla più normale alla più estrema.

In questi ultimi giorni poi, abbiamo dovuto assistere all’ennesimo intervento del ministro Fontana. Durante la manifestazione di Pompei, il sottosegretario alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora ha commentato “Sono qui per testimoniare il mio sostegno e quello del governo. So che in una parte del governo non c’è la stessa sensibilità ma l’Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati“. Puntualmente Fontana, già noto per le sue frasi infelici, su Facebook scrive “Con tutto il rispetto, il sottosegretario Spadafora parla a titolo personale, e non a nome del governo, né tantomeno della Lega. Per quanto ci riguarda, la famiglia che riconosciamo e che sosterremo, anche economicamente, è quella sancita e tutelata dalla Costituzione“.

Ditemi quindi voi se la lotta per i nostri diritti è finita, io penso che siamo a mala pena a metà del percorso o peggio, stiamo tornando indietro. Bisogna di certo apprezzare tutto quello che di buono siamo riusciti ad ottenere durante questi anni ma lottare ancora per far capire che quello che desideriamo è solo la possibiltà di vivere una vita normale e con normale non intendo rinchiusa in uno stereotipo comune. Ricordiamoci anche che non si ottengono diritti nascondendosi e giudicando dall’esterno. Facciamoci sentire e vedere tutti, perché quello che queste persone vorrebbero è proprio che ci nascondessimo nella società, fingendo di non esistere.

Famiglie arcobaleno, nuova lotta contro l’ipocrisia.

Come si è potuto leggere su diverse testate giornalistiche, purtroppo le famiglie arcobaleno nel corso di questa settimana si sono trovate di nuovo al centro di una bufera.

Sembra che non ci sia proprio pace o che per ogni passo avanti ci sia qualcuno che voglia farne venti indietro. Continuo ormai da anni a ripetermi come sia possibile che proprio non si riesca ad accettare questa cosa, d’altronde si parla di amore. Quale male si può arrecare ad una famiglia di genitori eterosessuali e regolarmente riconosciuta?

Ecco un riassunto di quello che è successo negli ultimi giorni:

Durante la mattinata del 20 giugno ha avuto luogo a Palazzo Madama una conferenza stampa organizzata dalla Fondazione CitizenGo e dall’Associazione Generazione Famiglia dal titolo: Basta bugie nelle anagrafi. L’iscrizione di figli di “due madri” e “due padri” tra diritto e ideologia.

In questo incontro sono stati presentati cinque esposti alle Procure della Repubblica presso i tribunali di Torino, Milano, Firenze, Bologna e Pesaro a causa delle registrazioni anagrafiche di figli nati da due mamme o da due papà. La richiesta riguardava l’annullamento immediato degli stessi in quanto trattasi di iscrizioni illegittime.

Riccardo Fraccaro

credit immage

Sfortunatamente per loro e per Fratelli d’Italia che chiedevano in pratica la stessa cosa, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro ha risposto: “Il prefetto non può annullare la registrazione all’anagrafe dei figli di coppie gay”. Quindi, una volta tanto qualcosa di positivo: Non si torna indietro sulla registrazione di figli nati in famiglie omogenitoriali.

Non tarda ad arrivare un’altra bella notizia dalla provincia di Bologna. La sindaca di San Lazzaro di Savena, Isabella Conti ha firmato l’atto di riconoscimento dei due gemellini ad una coppia di papà. Fortunatamente continua quest’ondata di buon senso e positività, bloccata a volte solo da persone come la sindaca di centrodestra che in dal Comune di Coriano (Rimini) ha invece bloccato il riconoscimento di due bambini inviando addirittura gli incartamenti ai ministri della Lega nord Salvini e Fontana.

Un grande Pride per la città di Varese

Dopo un risveglio poco piacevole, con manifesti di protesta da parte di gruppi neonazzisti, il Varese Pride è andato avanti comunque e anzi, ha registrato il record di presenze. Quest’anno migliaia di persone hanno deciso di sfilare in piazza, tantissimi i giovani, facendo vedere più che mai che anche noi esistiamo. E con noi non intendo solo gay ma anche lesbiche, bisessuali, transessuali e chi più ne ha più ne metta. Questo è stato anche il messaggio che ha voluto lanciare il presidente di Arcigay Varese, Giovanni Boschini.

Varese Pride 2018

Ebbene sì, una cosa che spesso dimentichiamo è che ogni pensiero, ogni forma di sessualità, di famiglia va accettata e non solo quella più vicina al nostro modo di pensare. Soprattutto in questo periodo storico è più importante che mai essere vicini come comunità e capirci l’un l’altro. Impariamo ad accettare noi per primi tutta la comunità LGBT smettendola di pensare a cose del tipo “Io non mi sento rappresentato da questo e quest’altro”, parliamoci e capiamoci di più.

Al corteo ha presenziato, per il terzo hanno consecutivo, anche il vice console per la stampa e la cultura del Consolato generale degli Stati Uniti a Milano, Rami Shakra che ha voluto ringraziare tutti per l’accoglienza ricevuta durante la sua permanenza in Italia “Se qualche anno fa mi avessero detto che sarei potuto essere qui con mio marito e i miei due figli, non ci avrei creduto e invece questo oggi è possibile”.

Non sono ovviamente mancati altri interventi, discorsi forti, di unione ed inclusione che spero abbiano sentito non solo i partecipanti del Varese Pride ma anche quei cittadini che guardavano con curiosità dai bordi della strada perché questo è un messaggio che deve passare dalla nostra comunità a tutto il resto delle persone.

Ovviamente dopo una giornata così ben riuscita non poteva mancare un party altrettanto bello, vivo e colorato con le performance di Genrah y rubio, della drag queen Carla Stracci e di Valentina Cusano, in arte Lady Madness Deejay e la nostra carissima madrina Ines che ci ha accompagnato durante tutta la parata.

 

 

Varese Pride, i diritti delle persone sono più importanti delle minacce.

Questa mattina Varese si è svegliata con una sorpresa inattesa e davvero di pessimo gusto. Tutta l’area che ospiterà il Pride è stata tappezzata da circa una sessantina di certelli firmati Do.Ra.

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La legge naturale vi condannerà all’estinzione

e noi davanti ad atti di questo tipo ci chiediamo come sia ancora possibile una tale chiusura mentale. Cosa fare? Andare avanti, difendere i nostri diritti e dimostrare che non importa sesso, razza o altro, siamo tutte PERSONE con pari diritti e doveri.

I vigili sono intervenuti tempestivamente per rimuovere tutti i manifesti e permettere così che la manifestazione si tenga senza dover dar conto a messaggi del genere.

Anche il sindaco è intervenuto dicendo “Si tratta di un gravissimo e vergognoso atto di intolleranza che abbiamo provveduto a segnalare immediatamente alle Forze dell’ordine”.

Ricordiamo quindi a tutti che il Gay Pride di Varese partirà oggi alle 17.30, venite anche voi a manifestare per i diritti di tutti!!

VaresePride percorso

 

L’attacco dei giornali (di cetrodestra) al Roma Pride 2018

A volte mi chiedo come sia possibile che nella società odierna ci sia ancora tanto odio per una cosa che ormai dovrebbe essere normale. Com’è possibile che ancora si faccia fatica ad accettare ogni forma di amore? La cosa che poi più mi irrita è quando si parla di sesso osceno solo riferito al mondo gay ma: non è forse vero che la cosa riguarda tutto il genere umano, che sia gay, bisex o eterosessuale? O forse a quella parte del popolo fa piacere ed è consuetudine nascondere scambi di coppia, relazioni segrete e quant’altro?

Roma Pride 2018

Credit immage

In ogni caso, per non spostarmi troppo dal punto, mi è sempre più chiaro come l’omofobia sia parte del quotidiano. E’ ovvio che se giornalisti di testate importanti come Il Giornale e Libero si permettano di diffondere odio ingiustificato e di criticare manifestazioni importanti come quella del Gay Pride, la gente comune sicuramente ne sarà in qualche modo influenzata e condizionata. Ma allora mi chiedo, qual’è lo scopo di tutto ciò? Far vendere più copie? Inneggiare odio? Proprio non capisco.

Per farvi meglio comprendere: “Poveri gay e poveri partigiani” titola in prima pagina Il Giornale, descrivendo con queste parole la parata: “Rituale stanco che scimmiotta la semantica della Resistenza che, a sua volta, si lascia cannibalizzare dalla retorica delle Famiglie Arcobaleno” o la prima pagina di Libero “Sempre siano lodati i ricchioni” descrivendo racconti assurdi di un’epoca assolutamente da dimenticare.

E’ brutto vedere come determinate persone ancora non capiscano il concetto fondamentale del Gay Pride e ignorino ancora il motivo per cui venga celebrato in quella maniera. Forse a volte la diversità, la libertà fa paura. E’ molto più facile tenere persone in schiavitù mentale che in stato di consapevolezza!