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Etichettare la vita

Siamo esseri unici, eppure a molti piace l'idea di identificarsi in una categoria ma, perché?

“Cisessuale, pansessuale, omosessuale, bisessuale, eterosessuale…” si potrebbe andare avanti per mezz’ora se volessimo elencare tutte le varie categorie ma, la domanda resta una sola: C’è davvero bisogno di crearne così tante e sempre più specifiche? Non dovremmo semplicemente eliminarle tutte? Voglio dire, d’altronde ad ognuno può piacere qualsiasi cosa ma non deve essere etichettato per questo.

Forse è una mia idea personale, non so, ma anche la stessa LGBT (che adoro per tutto ciò che fa per la nostra comunità), nel corso degli anni sta diventando una sigla sempre più lunga: Non sarebbe invece meglio accorciarla inserendo tutti in una sola e grande categoria, senza discriminazioni? E’ probabile che “differenziare” possa solo creare ulteriore confusione o aumentare pregiudizi di vario tipo, anche fra persone che, alla fine dei fatti, sono simili. Non è un segreto che molte discriminazioni provengono proprio dal nostro stesso ambiente: Persone che nonostante tutto, non riescono a guardare oltre la loro idea personale, che sia incentrata sul solo sesso per tutta la vita o sull’amore.

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Per quanto mi riguarda, se dovessero chiedermi in che categoria vorrei rientrare, probabilmente direi “in nessuna, sono semplicemente una persona”. D’altronde alla gente non dovrebbe interessare molto se a me piacciono uomini, donne o… chissà cos’altro. Bisognerebbe imparare a vedere le persone per quello che sono nel loro insieme, per come si comportano col prossimo e non giudicare il prossimo per le scelte sessuali.

Probabilmente tutto questo ci sta in qualche modo imprigionando in schemi che si continueranno a ripetere senza lasciare libertà decisionale e di espressione personale: ricordiamoci che ognuno di noi è unico, con proprie idee e pensieri che sì, si possono incastrare con quelle altrui ma che non si possono rinchiudere in schemi preconfezionati!

2 commenti

  1. Posso comprendere questa esternazione. Sarebbe bello se tutte le persone fossero classificate in “umane”. Purtroppo siamo ancora a grande distanza dall’attuare tutto questo. Le etichette possono essere utili a chi ne sente il bisogno, per far capire che non si è sol* o sbagliat*, che ci sono altre persone nella nostra stessa condizione. Non penso che possano creare confusione, anzi, sono in grado di mettere in ordine per qualcun* che non riesce a trovare un’appartenenza. Purtroppo la discriminazione all’interno della stessa comunità arcobaleno è quella che fa più male.
    Sia che si sia contro che pro bisognerebbe lottare insieme ogni giorno per costruire una società più equa.

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    1. Certo, ovviamente non sono “contro”, forse parlo di un mondo utopico dove non ci sia bisogno di distinzioni! 🙂
      Quest’articolo vuole essere un po’ una provocazione ma anche portare alla luce il fatto che in alcuni casi le etichette potrebbero creare divisioni, molte volte mentali e tante volte, come dicevo, nel nostro stesso ambiente! Grazie mille per il commento ❤️

      Piace a 2 people

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