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Vita da “Positivo”

"Avendo sui 50 anni, ho vissuto la mia adolescenza a cavallo dei famosi anni 80. Bellissimo periodo anche se un po' folle e con un'informazione generale vacillante. Il problema più grande era dovuto al fatto che tutto si faceva di nascosto, tutto era un tabù e, vuoi per incoscienza, vuoi per il fatto di non rendermi conto di quello a cui sarei potuto andare in contro...

Da qualche settimana a questa parte, abbiamo deciso di pubblicare qualche storia che ci è stata inoltrato tramite il form contatti del nostro sito. Ovviamente il tutto è in forma anonima in quanto non ci serve sapere “Chi” ma “Che cosa ha vissuto“. Pensiamo che questo possa essere d’aiuto ad altre persone, magari anche solo come confronto.

Oggi vi racconteremo la storia di Fabrizio:

“Avendo sui 50 anni, ho vissuto la mia adolescenza a cavallo dei famosi anni 80. Bellissimo periodo anche se un po’ folle e con un’informazione generale vacillante. Il problema più grande era dovuto al fatto che tutto si faceva di nascosto, tutto era un tabù e, vuoi per incoscienza, vuoi per il fatto di non rendermi conto di quello a cui sarei potuto andare in contro, mi è capitato più volte di frequentare i così detti “Luoghi d’incontro” e ahimè, di prendere l’HIV

Immaginate però un ragazzino di 18 anni, nel pieno dello sviluppo ormonale e con l’impossibilità di trovare uomini in altro modo. In tutta quella incoerenza e bisogno di nascondersi dalla società, quegli incontri apparivano ormai come l’unico modo per conoscere gente del mio stesso sesso.

man sitting on wooden panel facing in the ocean
Photo by Pixabay on Pexels.com

Dopo l’accaduto, passai ovviamente qualche anno solo con me stesso. Furono momenti davvero duri, in cui ammetto di essermi anche lasciato andare ai “Piaceri della vita”. Dentro di me l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era “Tanto cos’ho da perdere? Ormai!”. Ovviamente poi capii che avevo tutto da perdere e che, seppur malato, potevo comunque avere una vita. E’ vero, scandita dal ritmo di visite di controllo e pillole da non dimenticarsi nemmeno per un secondo ma comunque degna di essere vissuta al meglio.

La cosa più brutta che ho potuto riscontrare, molto meno negli ultimi anni, è stata la mancanza d’informazione a riguardo. Per me era ormai impossibile avere un rapporto normale. Conoscevo un ragazzo, ci si frequentava per un po’ e, nel momento in cui rivelavo il mio segreto, improvvisamente si dileguava. 

E’ vero, la cosa può far sicuramente paura ma, basta semplicemente prendere precauzioni durante il rapporto sessuale e tenere sempre tutto sotto controllo. Comunque sia ad oggi, la mia carica virale è quasi azzerata e quindi sarebbe in ogni caso difficile trasmettere la malattia.

Allo stato attuale posso contare su qualche amico fidato, sui miei familiari ma, purtroppo ancora nulla sotto il punto di vista amoroso. Io comunque non mi abbatto perché so che un giorno lui arriverà e potrà capire che so quello che faccio e che non permetterò per nulla al mondo che quello che è successo a me, possa accadere anche a lui.”

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