VIAGGI

Ex manicomio di Mombello – un’esperienza unica per foto incredibili

Prendendo spunto da numerosi siti internet, e colto dalla passione per la fotografia, Abbiamo deciso di visitare il manicomio abbandonato di Mombello, alle porte di Milano. Io e mio marito, molto felice all'idea di visitare un intero complesso abbandonato essendo facilmente suggestionabile, armati di Reflex, siamo saliti in macchina alla volta di Limbiate.

Prendendo spunto da numerosi siti internet, e colto dalla passione per la fotografia, Abbiamo deciso di visitare il manicomio abbandonato di Mombello, alle porte di Milano.
Io e mio marito, molto felice all’idea di visitare un intero complesso abbandonato essendo facilmente suggestionabile, armati di Reflex, siamo saliti in macchina alla volta di Limbiate. E qua la cosa “Divertente”… ci tamponano! Un segno? Mah, io non demordo e dopo aver cambiato auto ci siamo rimessi in moto.

Arrivati a quello che ora è un distretto ASL, noto che all’esterno c’è un bel po’ di gente armata di macchina fotografica, quindi Daniele si tranquillizza e decidiamo di entrare. Parlando con un gruppo di ragazzi in uscita ci regalano due mascherine in quanto l’aria all’interno è davvero pesante.

Entrando a sinistra si può notare subito il primo padiglione abbandonato, nulla di speciale a parte il cortile interno, ma bene o male anche gli altri 5 padiglioni che abbiamo visitato ce l’hanno.
Camminiamo a cerchio all’interno del parco e ci appare quello che sembra un edificio architettonicamente industriale, con dei bellissimi murales all’interno.

Ci siamo spostati poi all’interno di un altro padiglione, dove ho scattato le foto più inquietanti, un lettino per le visite abbandonato al centro della stanza, ha creato in me una strana sensazione. Salendo al piano superiore ho potuto vedere una porzione di corridoio con le celle, ma onestamente, nonostante non fossimo soli, non son andato oltre.

Uscendo si può notare un grande prato con un cancello. Questo è quello che rimane del padiglione peggiore, quello degli “Agitati”, misteriosamente l’unico che è stato completamente abbattuto.
Camminando oltre passiamo a quello che era il padiglione “Cura delle Donne”, il più moderno dei padiglioni, il meno interessante dal punto di vista fotografico.
Ultimo ma non ultimo il padiglione in fronte a quello delle donne. Appena entrati, abbiamo notato subito un’atmosfera tra l’horror e la realtà, dove la natura con le piante si è presa possesso dell’edificio, stupendo.

Comunque devo dire che la mascherina si è rilevata indispensabile in alcuni momenti, l’odore che si sentiva esaltava quella sensazione di angoscia che quel manicomio emana. Pensare che 3500 anime alla volta, venivano rinchiuse insieme in questi edifici, mette ancora la pelle d’oca.

Spero vi sia piaciuto questo mio racconto, magari un po’ alternativo per un sito gay ma: Noi abbiamo deciso di non ghettizzarci e di uscire fuori dai soliti canoni perché prima di essere gay, siamo delle persone!

Alex

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...