Milano Pride – un’altra giornata per i diritti LGBT

Con 250 mila partecipanti al Milano Pride di ieri, ancora una volta abbiamo fatto capire che esistiamo. In molti possono essere contro questa parata, purtroppo a volte anche gente della nostra stessa comunità. In questo caso però, penso che sia soltanto una mancanza di cultura sull’argomento e un farsi trascinare da idee di altre persone. Verso l’inizio della stagione dell’Onda Pride, avevamo deciso di scrivere un articolo ad hoc che parlava proprio del perché è nata questa manifestazione. Speravamo che se certe persone ancora scettiche avessero letto magari avrebbero capito che, sotto l’aspetto “colorato” e “trasgressivo”, c’è molto di più. La richiesta di ottenere pari diritti, di essere riconosciuti per chi siamo è la principale motivazione per questo ”Carnevale”, come molti definiscono. Ricordiamo anche che la comunità gay, come il resto delle persone, è composta da diverse sfumature: I diversi colori dell’arcobaleno. E’ quindi assurdo pensare che non ci si senta rappresentati da una parata che comprende ogni singola identità, dalla più normale alla più estrema.

In questi ultimi giorni poi, abbiamo dovuto assistere all’ennesimo intervento del ministro Fontana. Durante la manifestazione di Pompei, il sottosegretario alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora ha commentato “Sono qui per testimoniare il mio sostegno e quello del governo. So che in una parte del governo non c’è la stessa sensibilità ma l’Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati“. Puntualmente Fontana, già noto per le sue frasi infelici, su Facebook scrive “Con tutto il rispetto, il sottosegretario Spadafora parla a titolo personale, e non a nome del governo, né tantomeno della Lega. Per quanto ci riguarda, la famiglia che riconosciamo e che sosterremo, anche economicamente, è quella sancita e tutelata dalla Costituzione“.

Ditemi quindi voi se la lotta per i nostri diritti è finita, io penso che siamo a mala pena a metà del percorso o peggio, stiamo tornando indietro. Bisogna di certo apprezzare tutto quello che di buono siamo riusciti ad ottenere durante questi anni ma lottare ancora per far capire che quello che desideriamo è solo la possibiltà di vivere una vita normale e con normale non intendo rinchiusa in uno stereotipo comune. Ricordiamoci anche che non si ottengono diritti nascondendosi e giudicando dall’esterno. Facciamoci sentire e vedere tutti, perché quello che queste persone vorrebbero è proprio che ci nascondessimo nella società, fingendo di non esistere.

Pubblicato da

Danny

Sognatore, cresciuto forse in un universo parallelo. In che cosa credo? Che l'amore vero esiste, basta solo saperlo riconoscere!

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