Unione civile, qualche consiglio per non farsi mancare nulla “Risparmiando”

Ormai già da qualche anno possiamo godere della famosa legge 20 maggio 2016, n. 76 (cosiddetta legge Cirinnà) ed avere finalmente gli stessi diritti, o quasi, di qualsiasi altra coppia. Cosa fare però se si vuole affrontare questo passo senza per forza doversi indebitare? Ok, parliamo di sicuro del giorno che sarà il più bello ed importante della vostra vita,  che resterà nella vostra memoria e in quella dei vostri invitati ma: Vale davvero la pena spendere tanti soldi? Non sarebbe giusto pensare che, dopo quel giorno, ce ne saranno altri mille degni di essere comunque vissuti al meglio?

Io mi sono ritrovato ad affrontare questa fantastica esperienza proprio quest’anno: Fidanzato da 7 anni con la persona che amo e deciso a fare il grande passo. La realtà però è che, non ci saremmo mai potuti permettere un matrimonio principesco, castello e vestiti pazzeschi. Quindi, forse anche per deformità professionale, ho deciso di prendere in mano la situazione e dedicarmi all’organizzazione del nostro matrimonio -Unione Civile-.

Ero intenzionato ad avere tutto quello che per me era essenziale ma, rimanendo in un budget ristretto. Ecco come ho fatto:

LISTA INVITATI

Una delle prime cose da capire e che intaccheranno di molto il budget è: Come voglio che sia il mio matrimonio? Uno da 200 invitati in cui ci saranno persone che si conoscono bene ed altre no o magari qualcosa di più intimo? Nel nostro caso abbiamo optato per un matrimonio intimo di sole 40 persone. Abbiamo preferito avere con noi chi negli anni ci è stato più vicino, che davvero ci vuole bene e che avrebbe di sicuro capito questo nostro gesto d’amore.

E’ importantissimo quindi stilare una lista, incominciando dai familiari e dagli amici più stretti e a seguire altre persone che vi piacerebbe partecipassero. Successivamente, mandate gli inviti e vedete come le persone risponderanno. Avere le idee chiare sul numero dei partecipanti è fondamentale per la scelta del resto.

Ricordatevi però che, sebbene non inviterete tutto il mondo, sarà comunque necessario farlo sapere in giro per evitare gaffes. Noi abbiamo preparato due messaggi distinti: Uno di sola comunicazione e l’altro di invito.

PREPARARE LA “LISTA DEI DESIDERI”

Chiarito il punto delle persone che vi parteciperanno, ora bisognerà capire come organizzare il tutto. E’ essenziale avere le idee chiare e buttare giù una tabella base che comprenda tutto quello che vorreste: fiori, vestiti, anelli, bomboniere, confetti, pensieri per i testimoni, cantante o band per intrattenimento, decorazioni di vario tipo. Ricordatevi di includere anche costi come: fotografo, location e menù, comune e spese varie (bollo, costi extra se non vi sposate nel comune di residenza) e altre cose di questo tipo.

Una volta creata la lista, stabilite un budget e ad ogni singola voce cercate di dargli un valore ipotetico che poi andrete a cambiare nel momento in cui avrete il costo effettivo (costi fissi a parte). Metteteli quindi in ordine di importanza, da quelle cose a cui non potreste assolutamente rinunciare a quelle che sareste disposti a tagliare, sarà così più facile eliminare il “Superfluo” nel caso in cui le spese diventassero troppo alte.

State certi che questa lista continuerà comunque a variare fino all’ultimo giorno ma almeno avrete le idee chiare e tutto sotto controllo.

SCEGLIERE LA LOCATION

Sono due i posti da dover valutare con attenzione. Partiamo dalla scelta del comune o comunque del posto in cui deciderete celebrare “Il rito”. Pensate a qualcosa che vi possa far sentire bene, a casa. Non fermatevi alla prima opzione, chiamate e visitate almeno 3 o 4 posti. Molte volte, almeno parlo per me, anche il feeling che si instaura con la persona che poi vi unirà civilmente è fondamentale.

Capite bene come strutturare la vostra giornata, cosa vorrete per il comune e cosa lasciare invece per il pranzo -o cena-. Noi ad esempio abbiamo avuto la fortuna di avere la nostra amica Miriam a cantare durante le pratiche comunali e la firma. Questo ha reso il tutto molto più intimo, romantico ed emozionante, non solo un: Leggi, firma e vai. Ovviamente però, è una cosa individuale. Magari preferite lasciare tutto per il dopo e questo funzionerebbe lo stesso.

Passiamo invece alla scelta del ristorante, altro punto fondamentale della giornata. Se avete ingaggiato un fotografo, ricordatevi che probabilmente vi porterà via per un breve servizio mentre i vostri ospiti andranno direttamente nel posto scelto. Assicuratevi quindi che sappiano bene dove andare. Utile informarsi anche sui parcheggi della zona in modo da dare un servizio in più che sarà di sicuro ben accetto dai vostri ospiti.

Ma a questo punto: Cosa scegliere? Ovviamente tutto sta alle vostre tasche. Da un semplice brindisi e buffet in comune -in molti permettono di farlo ma informatevi su orari di chiusura e permessi vari- ad un ristorante, villa o, come abbiamo fatto noi, uno spazio eventi.

Premettiamo che la cosa più economica è di sicuro il buffet ma questo può lo stesso essere una scelta di tutto rispetto e se fatta bene, anche molto elegante e d’effetto.

Se volete dirottarvi invece sul ristorante, tenete presente che un menù di quel tipo si aggira sopra i 100/120 euro a persona. Ovvio che anche qui va in base alla location, se opterete per una villa con giardino e vista, non aspettatevi di spender poco.

Il giusto compromesso, come dicevo prima, noi lo abbiamo trovato in uno spazio eventi molto carino trovato per caso. Ci è piaciuta subito l’idea perché il posto, oltre ad avere una bellissima terrazza ed ad avere spazi molto moderni al suo interno, poteva essere allestito come meglio credevamo. Poi ci piaceva anche molto l’idea di avere un posto tutto per noi, dove poterci rilassare e sentirci a nostro agio. Altra cosa positiva: Tutto il personale sarà dedicato solo al vostro evento.

 

I DETTAGLI

Ecco la cosa che vi darà più da fare, non subito ma, sarete presto trascinati in questo mondo parallelo dedicato al matrimonio. Imparerete e scoprirete che esistono così tante cose da non sapere nemmeno da dove iniziare. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere una wedding planner che ci seguisse, altrimenti non ne saremmo usciti vivi. La cosa bella? Era offerta nel costo del locale.

Dopo essersi ricordati di inserire a budget questa spesa, è importante pensare al tema che vorreste per il vostro giorno: Cosa vi rappresenta di più? Un colore? Un evento? O forse una località in particolare? Partite da questo e lasciatevi ispirare.

Noi abbiamo fatto tutto questo in meno di 6 mesi con mio marito che mi diceva “Ma dai, cosa vuoi che ci sia da fare? Due cose!” ma ricordatevi che invece ci vuole del tempo. Ve ne accorgerete quanto inizierete a girare per i vari posti, quando andrete a scegliere i vestiti, quando dovrete pensare al menù, alla torta, alle bomboniere.

Fondamentale: scegliete posti e locali con persone aperte e felici di avervi, non vorreste mai rovinare il giorno più bello avendo a che fare con del personale scortese o magari poco professionale.

Ultimo consiglio che posso darvi e sulle fedi. Considerate che si parla di metallo prezioso quindi, sarà caro. Noi però abbiamo risparmiato qualcosina scegliendo come base un modello di marca e facendole realizzare da un artigiano orafo. Abbiamo ottenuto oggetti unici e creati apposta per noi. Non potevamo chiedere di meglio!

A questo punto che dirvi: Non andate in panico, godetevi questo bellissimo momento e… fatevi scattare un sacco di foto!!

Un matrimonio di copertura

Anche oggi vorrei condividere con voi una storia ricevuta tramite il canale “Contatti” del nostro sito per la rubrica riguardante le vostre storie segrete:

“Sebbene non possa dire che la mia famiglia mi abbia fatto mancare nulla, crescere in un piccolo paesino del sud e con dei genitori estremamente cattolici non mi ha di sicuro aiutato. Molte volte in certi contesti si sa, le apparenze contano più di ogni altra cosa, persino della felicità. Dacché ho memoria, ho sempre provare attrazione verso persone del mio stesso sesso ma, l’educazione rigida che avevo ricevuto mi allontanava anche solo dal pensiero che questa fosse una cosa da prendere in considerazione.

adult alone blur close up
Photo by Oleksandr Pidvalnyi on Pexels.com

Ho passato anni terribili in cui pensavo che nessuno mi avrebbe mai capito, anni a nascondere la persona che in realtà ero “Come potevo vivere una vita che non volevo, che non avevo scelto?” Ma soprattutto “Come ne sarei potuto uscire?” Ecco, non ne uscii, o perlomeno, non subito. Non ebbi il coraggio di affrontare da solo il problema.

I primi anni riuscii a rinnegare quello che provavo ma dopo un po’, mi sentivo come esplodere e da lì ho iniziato a fare le prime conoscenze. Furono sempre incontri molto furtivi, prevalentemente di notte o in piccoli attimi della giornata ricavati inventando scuse su scuse. Ecco che però, ad un certo punto accadde, la mia vita di facciata si fece pressante e quella che allora fu la mia fidanzata, diventò mia moglie.

Quale altra scelta avevo? Ormai quel castello di bugie che avevo costruito era difficile da buttare giù e se lo avessi fatto, tutta la mia vita sarebbe crollata. Ce l’avrei fatta? All’epoca non ne ero sicuro e quindi continuai con il “Gioco” della doppia vita.

Gli anni passarono e arrivò anche un figlio, sicuramente voluto ma forse… con una persona che consideravo più un’amica di vita che una compagna. Quando nacque mio figlio la situazione sembrò cambiare, non sentivo più il bisogno di cercare altro ma poi ecco che, inesorabilmente, dopo un paio d’anni tutto tornò come prima, anzi, peggio. Conobbi Alberto, con cui ebbi una breve ma intensa storia d’amore e che mi fece realizzare quanto fosse bella la felicità. Ovviamente la relazione non durò perché io non seppi troncare il mio matrimonio per lui.

Alla fine fu mia moglie (ora ex) a farsi avanti, decise che era giunto il momento di affrontare il problema. All’inizio pensai “Ok, mi ha scoperto! Non capirà mai e penserà che sono soltanto uno stronzo” ma non fu così, lei mi capì. Riuscì in qualche modo a comprendere il mio dolore, il mio vuoto e che, i miei tradimenti in realtà erano solo una richiesta di aiuto, la voglia di uscire finalmente alla luce del sole. All’inizio tentai, per istinto ed abitudine, di negare ma, questo durò poco. Capii che avevo l’occasione di prendere in mano la mia vita e ovviamente, di far fare a lei la vita che avrebbe meritato. Decidemmo così di separarci anche se da lì, diventò la mia più importante confidente e iniziò un bellissimo rapporto che portiamo avanti anche oggi.

Purtroppo non ho ancora trovato un uomo che possa condividere con me la vita, o forse sono io a non essermi ancora lasciato totalmente andato ma so che prima o poi, arriverà.

Quello che mi sento di dire a tutte le persone che si trovano nella situazione in cui mi sono trovato anch’io è: Non abbiate paura di affrontare questa cosa, uscite subito allo scoperto perché una vita fatta di bugie e repressione, non è una vera vita!

Questo è uno dei molti argomenti che riguardano la nostra società. In molti, quelli che non capiscono, dicono che bisognerebbe continuare a tenere per se queste cose e, per un semplice bisogno di procreazione, continuare lo stesso a sposarsi e a far finta che tutto vada bene. Io ovviamente penso che una cosa del genere sia assurda e fortunatamente la nostra comunità sta uscendo sempre più allo scoperto e sta accettando sempre meno di vivere una vita da prigioniero delle proprie bugie e dei propri blocchi mentali.

Pensando a quanti purtroppo si trovano ancora in questa situazione mi sembrava quindi utile condividere questa storia in segno di speranza e per far capire che la propria vita la si può cambiare, con un po’ di coraggio, ed è giusto farlo.

Viaggio a NYC – 5 cose da sapere sulla vita LGBT e non solo…

“Piccola premessa: l’unica cosa che non mi piace degli Stati Uniti? L’attuale presidente, Donald Trump!”

Siete anche voi fra quelli che almeno una volta nella vita vorrebbero andare a NYC? O magari state pensando di trasferirvi lì – per lavoro o per studio – ma volete prima informavi sulla vita LGBT della City. Ecco, qualsiasi sia la motivazione che vi spinge ad andare negli States, forse quest’articolo potrà esservi d’aiuto.

COM’E’ PERCEPITO IL MONDO GAY A NYC

Probabilmente se andate subito fuori NYC vi ritroverete in un mondo assurdo, con gente dalla mentalità più retrograda di quella Italiana ma in città, le cose cambiano notevolmente: Forse anche per questo motivo è la meta decisamente migliore per chi non ha voglia di avere nessun tipo di problema.

In ogni caso, dopo gli accadimenti del passato – vedi il mio articolo relativo a Stonewall  e al perché è nato il Gay Pride – in città si respira sicuramente aria di libertà.

Ho potuto vivere 4 anni lì con mio marito e posso dirvi che, a parte rare eccezioni – camminare in alcune parti del Bronx mano nella mano o in remote aree di Brooklyn – non troverete gente che vi guarderà in modo strano. Noi ormai eravamo abituati a tenerci per mano e a scambiarci qualche piccola effusione seduti in metropolitana (Subway) e nessuno ci ha mai fermato o detto nulla.

Tra l’altro a NYC c’è una sorta di parità anche per i locali, la maggior parte sono comunque aperti a tutti, senza bisogno di tessera. Sono equiparati ai locali di altro tipo, quindi scordatevi di trovare situazioni assurde al loro interno, quello è proibito ovunque – o quasi -.

LOCALI GAY

Come vi dicevo, il concetto di “Locale gay” è molto diverso ma comunque sì, ne troverete in ogni angolo della città. Qualcuno di voi sicuramente vorrà anche sapere se c’è un quartiere dedicato. Questa è stata la prima domanda che mi ricordo di aver fatto ad un passante – evidentemente gay – la prima volta che mi ritrovai a camminare per la città. La risposta è che NYC è un po’ tutta gay, non c’è un’area specifica o meglio, ce ne sono diverse sparse per la City. Se vi capiterà di controllare sulle varie applicazioni di fatti, noterete che i vari locali sono davvero sparsi ovunque.

In ogni caso, i quartieri più “Famosi” sono: Greenwich Village quartiere più storico e caratteristico (sede anche di Stonewall) e sicuramente Chelsea dove troverete parecchi negozzietti, ristoranti e locali.

Ma come sono i locali a NYC? Beh, la città è enorme, grattacieli ovunque e spazi immensi ma: Non aspettatevi lo stesso dai locali. L’unica discoteca gay su due piani che c’era – lo Splash – ha chiuso per lasciar posto ad un mega-store. Il concetto di base dei Newyorkesi sono locali molto piccoli. Tendenzialmente bar e non sempre con spazio per i tavolini. Uno dei più famosi, ed anche il mio preferito, è il G LOUNGE ma ne troverete di ogni tipo, non preoccupatevi.

COME SONO I NEWYORKESI?

Ovviamente non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio come si suol dire ma, tendenzialmente non sono persone molto avvezze ad avere legami seri e duraturi. Diciamo che in sostanza sono persone cordiali, ricordate che però alla domanda “How are you?” dovete sempre e comunque rispondere “I’m good, thanks”. Qui è inconcepibile che parliate ad una persona dei vostri problemi personali e, se per una serie di ragioni è il vostro giorno storto, tenetevelo per voi.

A parte piccoli dettagli comunque, sono persone con un gran senso di comunità. Noi vivevamo a 10 minuti dalla Freedom Tower ma, nel New Jersey, più esattamente a Jersey City Downtown. Abbiamo davvero amato quel luogo, il giusto mix fra la frenesia e la piccola comunità americana. Lì la vita di quartiere è molto sentita e di fatti dopo un po’ si finisce col conoscere tutti, dal panettiere al barista o ai proprietari dei vari ristoranti.

Ma passiamo a qualcos’altro di molto interessante: come vivono la vita di coppia? Sono persone molto lente all’inizio, hanno davvero bisogno di legarsi senza sentirsi tali. Devono raggiungere da soli, nella loro mente, i mille step fondamentali. Però qui si parla di Amore e penso che in questo caso non ci sia una regola prestabilita, quando è vero Amore lo si percepisce e tutto il resto è niente.

CONSIGLI SU DOVE ALLOGGIARE

Come ogni grande metropoli, anche New York City ha prezzi folli riguardo gli affitti. A tariffe da albergo 4 stelle Italiano, lì probabilmente troverete uno ad una stella, senza colazione e con un igiene che non rispetta di sicuro i nostri standard. La cosa che però dico è: Cosa importa, tanto lo sfrutterete solo per dormire e lavarvi!

Ma andando al sodo: A quanto può ammontare un affitto medio? Dipende, è una domanda a cui è quasi impossibile rispondere. Diciamo che per un monolocale – da loro chiamato Studio – potrebbero chiedervi dai $2.000 in su a mese. Ovviamente gioca molto la vicinanza al centro e ai mezzi di trasporto.

Se invece volete andarci solo in vacanza, i prezzi lieviteranno. Parliamo di circa $140 a notte. Anche lì, dipende se hotel o stanza in appartamento (Airbnb è comodo ma caro).

Nel caso in cui invece che il vostro budget fosse inferiore a questi standard o se semplicemente preferireste spendere i vostri soldi in divertimenti e shopping, abbiamo trovato un’ottima alternativa.

Tramite Laura di VivereNewYork, mia grande amica da anni, siamo riusciti a conoscere Andrea che ha a disposizione due fantastiche stanze, una blu ed una rossa. Il costo a notte normalmente si aggira sui 70/80 euro (per 2 persone) o circa 105 euro (per 3 persone) ma se menzionate il fatto che siete lettori di GayLoungeItalia, otterrete uno sconto di ben €10 a notte. Fatevi un po’ i conti, parliamo di un prezzo sicuramente super competitivo. Ecco tutti i dettagli e le foto:

e-mail di Andrea

Le due stanze si trovano a Brooklyn, NY in un quartiere italo-americano chiamato Carroll Garden molto residenziale e vicino al famoso ponte. Non c’è criminalità, quindi potrete andare in giro tranquilli giorno e notte. La fermata della metropolitana e’ la linea F e G  Carroll Street che è in funzione H24. In 20 minuti si può raggiungere Downtown Manhattan, zona delle ex torri gemelle.

Le stanze sono composte da:

  • Letto matrimoniale con possibile aggiunta del letto singolo;
  • Lenzuola e asciugamano puliti;
  • Aria condizionata e ventilatore a soffitto;
  • TV plasma 42 pollici, 200 canali satellite piu HBO e showtime channel free;
  • Connessione internet Wi-Fi;
  • Frigorifero, forno microonde, asciugacapelli, piatti, bicchieri ecc.;
  • Videosorveglianza all’ingresso ed entrata privata;
  • Piccolo spazio esterno privato con zona relax usufruibile;
  • Il gestore italiano vive al piano superiore dello stabile, quindi ad ogni dubbio o perplessità potrete far riferimento a lui;
  • In comune con l’altra stanza, sullo stesso piano, c’e il bagno doccia;
  • NO: cucina, cauzione, tasse turistiche, tassa governativa. Tutte spese sono comprese! – No smoking –

QUANTO COSTA LA VITA

Al contrario degli affitti, la vita a NYC può essere anche molto economica. Basti pensare al fatto che la città è piena di gente di ogni tipo – dai più ricchi ai più, davvero, poveri – va da sè che anche il costo della vita può variare drasticamente in base a ciò che vorrete fare e a che tipo di esperienza vorrete vivere.

Non dico ovviamente di provare l’esperienza di vivere per strada ma di fare magari una ricerca più approfondita sui locali che visiterete. Ad esempio per mangiare, meglio non scegliere zone turistiche come Times Square ma magari locali più familiari e dove mangerete sicuramente meglio. Se volete poi provare l’esperienza di un’ottima pizza italiana all’estero e se prenderete in affitto una delle spledide stanze di Andrea, non potrà mancare una visita da Sottocasa. Luca e i suoi collaboratori sapranno farvi sentire a casa e sarete sicuramente soddisfatti dalla qualità del cibo.

Ricordatevi anche che in America poi si usa molto l’applicazione Yelp, questa vi darà un’anteprima reale su cosa potrete aspettarvi dai vari locali in termini di pulizia, qualità, personale e atmosfera generale del posto.

Per i musei invece, ricordate che la maggior parte è su offerta volontaria, se troverete la scritta “Suggested price”, vuol dire che in teoria potrete offrire anche solo $1 per entrare e non $25. Il MoMa e il Guggenheim, invece, hanno un prezzo fisso ma un giorno a settimana l’ingresso è gratuito.

Quello che vi consiglio è di prendere meno possibile la metropolitana e di farvi km e km a piedi, solo così riuscirete a gustarvi appieno il cambiare dei quartieri da una strada a quell’altra che solo NYC riuscirà ad offrirvi. Realtà e vite totalmente diverse.

Per gustarvi ancora meglio gli incredibili scorci di questa città e per fare un’esperienza alternativa inoltre, vi consiglierei sicuramente un giro in sidecar con Big Apple Sidecar: Vi immaginate le foto incredibili che riuscirete a fare e i racconti che avrete a disposizione per i vostri amici e parenti? 

Per info e prenotazioni: E-mail Big Apple Sidecar

E lasciando il nostro nome otterrai il 10% di sconto per ogni tipologia di tour scelta!

Sidecar Brooklyn Bridge NYCSidecar NYCSidecar NYC skylineSidecar1 NYC

Spero davvero che quest’articolo vi sia piaciuto e che vi servirà come spunto per il vostro prossimo viaggio. Nel caso, non mancate nel condividere le vostre esperienze e foto!

 

Ex manicomio di Mombello – un’esperienza unica per foto incredibili

Prendendo spunto da numerosi siti internet, e colto dalla passione per la fotografia, Abbiamo deciso di visitare il manicomio abbandonato di Mombello, alle porte di Milano.
Io e mio marito, molto felice all’idea di visitare un intero complesso abbandonato essendo facilmente suggestionabile, armati di Reflex, siamo saliti in macchina alla volta di Limbiate. E qua la cosa “Divertente”… ci tamponano! Un segno? Mah, io non demordo e dopo aver cambiato auto ci siamo rimessi in moto.

Arrivati a quello che ora è un distretto ASL, noto che all’esterno c’è un bel po’ di gente armata di macchina fotografica, quindi Daniele si tranquillizza e decidiamo di entrare. Parlando con un gruppo di ragazzi in uscita ci regalano due mascherine in quanto l’aria all’interno è davvero pesante.

Entrando a sinistra si può notare subito il primo padiglione abbandonato, nulla di speciale a parte il cortile interno, ma bene o male anche gli altri 5 padiglioni che abbiamo visitato ce l’hanno.
Camminiamo a cerchio all’interno del parco e ci appare quello che sembra un edificio architettonicamente industriale, con dei bellissimi murales all’interno.

Ci siamo spostati poi all’interno di un altro padiglione, dove ho scattato le foto più inquietanti, un lettino per le visite abbandonato al centro della stanza, ha creato in me una strana sensazione. Salendo al piano superiore ho potuto vedere una porzione di corridoio con le celle, ma onestamente, nonostante non fossimo soli, non son andato oltre.

Uscendo si può notare un grande prato con un cancello. Questo è quello che rimane del padiglione peggiore, quello degli “Agitati”, misteriosamente l’unico che è stato completamente abbattuto.
Camminando oltre passiamo a quello che era il padiglione “Cura delle Donne”, il più moderno dei padiglioni, il meno interessante dal punto di vista fotografico.
Ultimo ma non ultimo il padiglione in fronte a quello delle donne. Appena entrati, abbiamo notato subito un’atmosfera tra l’horror e la realtà, dove la natura con le piante si è presa possesso dell’edificio, stupendo.

Comunque devo dire che la mascherina si è rilevata indispensabile in alcuni momenti, l’odore che si sentiva esaltava quella sensazione di angoscia che quel manicomio emana. Pensare che 3500 anime alla volta, venivano rinchiuse insieme in questi edifici, mette ancora la pelle d’oca.

Spero vi sia piaciuto questo mio racconto, magari un po’ alternativo per un sito gay ma: Noi abbiamo deciso di non ghettizzarci e di uscire fuori dai soliti canoni perché prima di essere gay, siamo delle persone!

Alex

Rimini Summer Pride – Rischio contagio

Ormai parte integrante dei Gay Pride, ecco l’annuncio della prossima processione “riparatrice”. Questa volta a Rimini, poco prima del Summer Pride che si terrà il giorno 28 luglio.

Ad annunciarlo è stato il comitato “Beata Giovanna Scopelli” che non mancherà a sfilare per le strade del centro storico con immagini sacre e pregando ma: Per cosa non si sa! Forse per i loro peccati nascosti? Oppure davvero contro gente che cerca solo di lottare per quei diritti che ingiustamente non gli sono mai stati riconosciuti?

Ancora mi domando quale sia la connessione fra la chiesa e questi fanatici. Io dubito che la religione cattolica sia contro queste cose, penso invece che, come qualsiasi altra fede, sia basata sull’amore e il rispetto per il prossimo. Travisata come sempre dai quei pochi che ambiscono al potere e al controllo delle menti umane più vulnerabili e condizionabili.

Gay Pride - diritti umani
Gay Pride

 

Nei Gay Pride non si parla di odio, non si parla di distruzione del mondo e non si parla nemmeno di eliminare le famiglie tradizionali. Si vuole solo dar voce a tutte quelle persone che vivono nascoste nell’ombra ma che in realtà sono sempre esistite e sempre esisteranno. Gli equilibri sono e saranno sempre gli stessi, nulla è stato scombinato. E’ solo una lotta per i diritti umani.

In ogni caso, scusate per la lunga prefazione ma è un argomento che mi sta molto a cuore e di cui parlerei per ore. Tornando alla notizia invece, ecco cosa è stato detto dal Popolo della Famiglia “E’ un grave errore promuovere lo stile di vita gay ed esaltarlo a modello positivo per i giovani” per finire con “E’ irragionevole e irresponsabile che il Comune di Rimini, con il proprio patrocinio, legittimi e rafforzi questa manifestazione. Il primo cittadino, che è “primo” anche nella responsabilità della salute pubblica, dovrebbe piuttosto preoccuparsi del rischio di contagio di malattie sessualmente trasmesse che simili manifestazioni potrebbero innescare.”

Che dire, non saprei davvero cos’altro poter aggiungere. Davvero esiste gente che crede in cose simili? Se la risposta è positiva, allora è anche inutile discuterne.

L’amore nascosto dietro abiti in pelle

Vi avevamo promesso che sarebbe arrivata questa rubrica: Le vostre storie più segrete raccontate in totale anonimato.

Perché abbiamo deciso di fare questa cosa? Perché pensiamo che ci siano diversi tipi di realtà e diversi modi di amare, tutti degni di essere presi in considerazione e raccontati. Per iniziare, abbiamo deciso di raccontarvi la storia di Fabio (nome di fantasia):

“Da adolescente ho preso subito confidenza con la mia omosessualità, non è mai stato quello il problema. E’ vero, ho dovuto affrontare i primi periodi, le prime persone ignoranti, il coming out con la famiglia ma posso dire di esserne uscito più che bene. Dopo qualche anno però, mi sono reso conto che quello non era tutto, che cercavo altro, cercavo qualcosa di più. E’ iniziato tutto guardando qualche film porno leather, da lì ho capito che quella era una cosa che avrebbe potuto interessarmi ma: Come potevo affrontare questa nuova situazione? Avrei dovuto di nuovo settare la mia vita sotto altri standard e mi ero appena abituato a quelli attuali.

Ovviamente però, quando si è poco più che ventenni non ci si fa molti scrupoli ed ho quindi iniziato a frequentare qualche club di Milano, forse anche in cerca della mia vera identità. In molti potranno pensare che l’unica cosa che mi interessasse fosse solo il sesso e magari in quel preciso periodo della mia vita potrebbe anche essere stato vero ma in realtà, quello che cercavo per il mio futuro era unire a questo mio feticismo una storia d’amore e possibilmente a lungo termine.

I primi anni sono stati un po’ strani, sembrava già così difficile trovare l’anima gemella essendo omosessuale. Gay e feticista pareva assurdo, non avrei mai trovato nessuno e tutti avrebbero sempre pensato che l’unica cosa che mi interessasse fosse: Fare sesso!

Leather man
Photo by Yazan Khalifeh on Pexels.com

A quel punto ammetto di essermi fatto prendere dalla situazione. Nascosto dietro i miei abiti, il mio completo in pelle e l’atteggiarmi da Master mi era quasi impossibile lasciare che gli altri intravedessero quello che davvero provavo: Com’è possibile essere giudicati per così poco? Perché nessuno si accorge di come sono in realtà? Secondo molti, solo per il fatto di avere un feticismo, non si può essere in grado di amare. Beh, si sbagliano di grosso perché in realtà io credo follemente nell’amore.

Vi chiederete: Ma quindi, com’è andata? Hai trovato qualcuno? Ebbene sì, dopo qualche anno ho avuto l’onore di conoscere il mio attuale marito, una persona stupenda che è in grado di capirmi senza nemmeno bisogno di parole. Con lui condivido questa mia “Fantasia” ma a parte quello, non siamo molto diversi da qualsiasi altra coppia. Quello che cambia è solo il modo di fare sesso (o amore) e questo non penso possa essere causa di un amore meno forte o meno serio.”

Ci è piaciuta subito questa storia perché crea un bel contrasto fra quello che le altre persone, magari a causa di pregiudizi, vogliono vedere e quello che nella realtà è. Con il nostro sito web vorremmo far passare anche questo concetto e chi ci legge da un po’ ormai lo sa: L’amore ha più facce, più modi di essere vissuto.

Se anche voi siete interessati a raccontare la vostra storia, scriveteci attraverso il form “Contatti“.

4 segreti per un viaggio da single senza annoiarsi

Il tema principale ormai è questo: Cosa fare durante le vacanze. A volte però, quando magari si è single e non sempre va di affrontare un viaggio da soli, si finisce con il rimanere nella propria città. La cosa brutta però durante il periodo estivo è che, a meno che non si viva in una località marittima, turistica, si rischia di ritrovasi in un deserto assoluto: Anzi, il deserto potrebbe sembrare più affollato.

Ma quindi, cosa fare? Ecco qualche semplice consiglio:

Torremolinos
credit immage

SCELTA DELLA LOCALITA’

La scelta della località gioca un ruolo fondamentale per la perfetta riuscita di un viaggio, senza quindi correre il rischio di annoiarsi tutto il tempo. Essendo single quindi, potrebbe venirvi voglia di andare in un posto molto vivo e dove magari poter conoscere nuove persone.

In questo articolo vorremmo parlarvi quindi di Torremolinos: città ad un quarto d’ora da Malaga, in piena Andalusia. E’ una fra le località perfette dove decidere di passare le vostre vacanze in quanto sicuramente non vi sentirete osservati o altro anzi, potrete avere l’occasione di conoscere persone nuove e magari provenienti anche da diverse parti d’Europa o, del mondo: Cosa c’è di meglio di mettersi a confronto con esperienze di persone provenienti da chissà dove? Magari potrà nascere una buona amicizia e anche un compagno per futuri viaggio.

Torremolinos è una città molto inclusiva, quasi nella totalità incentrata sul turismo LGBTI. E’ senza dubbio la regina incontrastata del turismo gay con un intero quartiere, la Nogalera, dipinto e incorniciato da bandiere rainbow per affermare la forte identità LGBTI della zona con ristoranti, bar, discoteche, negozi e stabilimenti balneari.

Siete più tipi da escursione? Perfetto, da qui potrete raggiungere località esclusive come: Malaga, Siviglia, Granada, Gibilterra…

PREDILIGERE UN PACCHETTO ALL INCLUSIVE

Soprattutto quando si viaggia da soli è meglio optare per la soluzione “Zero stress”, arrivare con l’aereo e non dover più pensare a nulla se non al fatto di staccare un po’ la spina e cambiare aria. Pensate alla noia di trovarsi in una località non conosciuta e doversi anche preoccupare di capire come arrivare dall’aereporto al vostro albergo. Se siente anche voi come me, con zero senso dell’orientamento, forse sarebbe meglio lasciare che qualcun altro si preoccupi di questo al posto vostro. Fortunatamente i nostri amici di TRAVEL GAY offrono anche pacchetti All Inclusive di tutto rispetto e tra l’altro, essendo nostri lettori, potrete ottenere uno sconto del 5%. E’ semplice, presentatevi come lettori di GayLounge e sarà fatta!

close up photography of man wearing sunglasses
Photo by Daniel Xavier on Pexels.com

A VOLTE BISOGNA NON PENSARE TROPPO

Un altro segreto per la perfetta riuscita del viaggio è quello di mettersi davvero in modalità “Libero da ogni pregiudizio e costrizione“. Non nel senso che dovrete fare chissà cosa ma che sarà utile essere disinvolti, aperti e socievoli. Ovviamente, essendo una località prettamente gay, vi potrà capitare di incoltrare molte persone quindi: Non frenatevi, conoscete gente, uscite e divertitevi perché molte volte ci serve anche questo per poter affrontare al meglio il resto dell’anno. E ripeto, è possibile che in viaggi del genere si finisca col conoscere gente perfetta per andare in giro per il mondo, per incontrarsi sempre in località nuove e condividere esperienze uniche.

TIENI SEMPRE GLI OCCHI, ED IL CUORE, APERTI

Come si dice “Il mondo è piccolo” ed essendo una località molto turistica è anche probabile che incontriate persone vicine a dove abitate e chissà che magari non possa nascere anche un interesse maggiore e tornare indietro con una persona da iniziare a frequentare. Molte volte è proprio nei posti più strani che nascono i rapporti più belli e impensati. E’ strano come a diversi Km di distanza sia possibile conoscere una persona del paese accanto al vostro che magari, per stili di vita un po’ diversi, non avreste avuto modo di conoscere. Anche per questo, come dicevo prima, certi viaggi è bene farli con uno spirito di apertura totale perché oltre a dei buoni amici è possibile che incontriate la persona che state cercando.

Mi raccomando, l’importante in questo tipo di vacanze è DIVERTIRSI. Con questo ovviamente non dico di fare cose fuori di testa ma semplicemente di buttarsi, conoscere gente e pensare alla propria felicità!

Ponte tibetano “Carasc” – un’avventura nelle montagne Svizzere

Qualche giorno fa, su suggerimento di mio marito Alessandro e spinti anche da segnalazioni su vari siti internet, abbiamo deciso di andare in Svizzera a visitare il ponte tibetano “Carasc”. Al contrario di quello che avevamo letto prima di partire però, per essere onesti, vorrei dire a chi non è allenato di prepararsi ad una bella camminata in salita di quasi un’ora: questo ovviamente se prenderete la funivia.

Il tutto parte, ovviamente, da valle dove potrete decidere se allungare ulteriormente la passeggiata o fare il primo tratto in salita con la funivia al costo (aggiornato a luglio 2018) di 10 CHF andata e ritorno a persona. La salita è su prenotazione ed osserva delle fasce orarie prestabilite. Per la discesa, dovrete aspettare la prima cabina libera ed è H24, in genere ne passa una ogni 10 minuti circa ed i posti disponibili sono 8. Noi al ritorno abbiamo dovuto aspettare il passaggio di 3 funivie prima di riuscire a trovar posto ma devo dire che l’attesa non è stata così estenuante perché siamo stati rapiti dal panorama fantastico e… da un po’ di stanchezza.

Tornando invece al percorso, una volta in cima vi ritroverete a Curzùtt, antico e caratteristico borgo collinare che costituisce il punto di partenza per la vostra gita al ponte tibetano. Lì troverete la bellissima chiesetta di S. Bartolomeo, dove all’interno oltre ad ammirare i vari dipinti, è probabile che incontriate un’energica signora che vi racconterà nel dettaglio la storia di tutto quello che vedrete rappresentato sulle mura.

Ovviamente questo sarà anche il primo punto ideale dove poter fare qualche foto, visto che sarete ancora freschi e con una faccia accettabile (scherzo). Troverete mille scorci, dalle vigne, al borgo come sfondo o lo splendido panorama.

Se non avete senso dell’orientamento non preoccupatevi, se ce l’ho fatta io vuol dire che potrebbe farcela davvero chiunque. In ogni caso è davvero tutto ben segnalato e con un percorso molto visibile. La cosa che vi dico è: Non scoraggiatevi dopo i primi dieci minuti perché in men che non si dica vi ritroverete al ponte e la fatica sarà ben ripagata.

Dopo qualche sosta, qualche strana scultura in legno trovata qua e là, abbiamo finalmente raggiunto il ponte e, lascio parlare le immagini al posto mio:

Questa è la meta ideale per qualsiasi tipo di persona, non fatevi troppi problemi. Abbiamo tra l’altro notato che è molto rinomata anche nell’ambiente gay. Oltre a varie segnalazioni su internet, noi quel giorno abbiamo incontrato 3 diverse coppie sul percorso.

Che altro dire: Buona avventura e se vi farà piacere, condividete nei commenti la vostra personale esperienza.