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La famiglia X – Matteo Grimaldi

Il libro che abbiamo deciso di presentarvi oggi è "La Famiglia X" , scritto da Matteo Grimaldi e pubblicato da Camelozampa. E' un romanzo creato per essere letto da tutti, senza limiti di età. Parla della bellissima storia di Michael, un ragazzo di 13 anni che si ritrova ad affrontare una realtà dura che però lo porterà a fare conoscenze piacevoli e inaspettate. Tutto questo lo aiuterà ad uscire da quel suo mondo costruito solo attorno numeri, quella matematica che lo aiutava a pensare ad altro, scappando così dalla realtà.

Il libro che abbiamo deciso di presentarvi oggi è “La Famiglia X” , scritto da Matteo Grimaldi e pubblicato da Camelozampa.

E’ un romanzo creato per essere letto da tutti, senza limiti di età. Parla della bellissima storia di Michael, un ragazzo di 13 anni che si ritrova ad affrontare una realtà dura che però lo porterà a fare conoscenze piacevoli e inaspettate. Tutto questo lo aiuterà ad uscire da quel suo mondo costruito solo attorno numeri, quella matematica che lo aiutava a pensare ad altro, scappando così dalla realtà.

LA FAMIGLIA X

Dopo altri romanzi scritti, questa volta Matteo ha voluto parlare di un argomento ancora spinoso in Italia: L’affidamento di un bambino minorenne da parte di due papà.

Ovviamente non sono mancate le polemiche del caso ma a questo l’autore era già preparato. Non era pronto, invece, al problema che ha avuto con Facebook. Sembra che la famosa piattaforma social ultimamente stia facendo un po’ cilecca bloccando spesso pagine LGBT e magari lasciandone aperte altre che invece parlano di odio o disuguaglianza.

Ecco la denuncia di Matteo, avvenuta tramite social, a riguardo dell’accaduto:

“Facebook da ieri ritiene che un post con la copertina del mio romanzo La famiglia X, cioè una storia principalmente per ragazzi, sia contrario al regolamento del social network in quanto conterrebbe immagini per adulti e a carattere sessuale. La bellissima illustrazione di copertina di Annalisa Ventura rientrerebbe quindi negli esempi censurabili, tanto quanto le foto di donne mezze nude che Facebook mostra nel regolamento.”

Ma ora entriamo nel vivo del romanzo e dei primi passi dell’autore. Ecco qualche domanda che abbiamo pensato di rivolgergli:

Ti andrebbe di parlarci della tua carriera da scrittore? Hai scritto altri libri di questo tipo?
​Con piacere! Ho scritto fin da piccolo. Mi ero fatto regalare dai miei genitori una macchina da scrivere Olivetti verde e trascorrevo le giornate in camera a schiacciare su quei tasti durissimi. Poi ho aperto un blog. Un editore si accorse di me, e quando avevo 25 anni uscì “Non farmi male” una raccolta di racconti cupi, sul dolore. Nel 2010 ho ultimato la stesura di “Supermarket24”, un romanzo con un protagonista a tratti cinico che si diverte a giudicare il mondo che gli passa quotidianamente davanti agli occhi, al reparto frutta del supermercato in cui lavora. Qualche anno dopo è uscito “Una valigia tutta sbagliata” una nuova raccolta di racconti. Infine “La famiglia X”, lo scorso anno, il mio esordio nella letteratura per lettori più giovani, ma che tutti gli adulti dovrebbero leggere.

Parlando del romanzo “La famiglia X”, com’è nata l’idea?
​”La famiglia X” è la storia dell’affido di Michael, un ragazzo di 13 anni, a una coppia di papà. L’idea è nata da un’intervista a due mamme che raccontavano l’esperienza di affido che stavano vivendo. Mi colpì molto la dolcezza e la forza di queste due ragazze che sapevano fin dall’inizio che quello col figlio affidatario sarebbe stato un rapporto a termine, qual è appunto l’affido rispetto all’adozione, e nonostante questo erano disposte e felici di potersi occupare di un ragazzo in difficoltà. Così pure mi colpì il percorso emotivo del figlio affidatario, inizialmente chiuso e diffidente e che poi, molto lentamente, si è aperto fino a formare con loro un’unione molto speciale. Era di questa unione che mi interessava raccontare. Da lì è nata “La famiglia X”.

Raccontaci qualcosa sui tuoi personaggi. Perché la scelta di due papà e non, ad esempio, di due mamme?
​I personaggi sono tanti, e anche se verrebbe naturale conferire a Michael il ruolo del protagonista, tutti loro hanno un compito fondamentale. Michael ha tredici anni e ama la matematica. Gli fa da scudo contro le cose che non gli piacciono, la vita che non funziona. Quando non vuol pensare conta. I suoi genitori naturali vengono arrestati e lui viene affidato a Enea e Davide, due ragazzi giovani, tornati a vivere a Girone, il piccolo borgo teatro delle vicende. Un matematico magro e balbettante, e un architetto con la testa fra le sue idee, pronti a mettere Michael in cima alle loro priorità e soprattutto a mettersi in discussione come genitori. Poi c’è Zoe, la figlia del Sindaco, sua compagna di scuola, così simile a lui per quanto apparentemente le loro siano due famiglie lontanissime. Eppure Zoe avverte la sua stessa solitudine, è per questo che decide di avvicinarlo e far parte della sua avventura. Un altro personaggio chiave è la signora Guerra, un’anziana donna che si occupa di Michael per i primi giorni e nasconde un passato che torna a galla quando ricompaiono in paese Enea e Davide.

Qual è la morale del libro? C’è un messaggio che avresti voluto trasmettere con questo libro?
​I libri dovrebbero limitarsi a raccontare una storia, puntare una luce su un pezzo di vita e lasciare al lettore tutte le possibilità di reazione emotiva. Per questi motivi “La famiglia X” non contiene alcuna morale. Lo stesso Michael non si pone il problema di quale sia l’idea di famiglia giusta. Ha un sacco di cose da sistemare, a partire dalla scuola e dall’assetto nuovo da dare alla propria vita. Non è interessato a giudicare le capacità genitoriali di due ragazzi gay, problemi questi che nella storia sentono propri quegli adulti che con le vicende di Michael non c’entrano nulla, ma che, paradossalmente, avvertono il bisogno di intervenire per quello che loro pensano essere il suo bene. “La famiglia X” viene consigliato anche nelle scuole, è una storia pensata per lettori giovani e quindi certamente ha al suo interno moltissimi spunti di riflessione, ma non vuole offrire alcuna risposta, semmai domande.  ​

Ecco un breve estratto relativo al momento in cui Michael incontra per la prima volta Davide ed Enea, in compagnia di Clara e Franco, i due assistenti sociali:

Apro la porta dell’ufficio. Dentro ci sono due tipi che parlano con Clara. Aspetterò il mio turno, penso, chiedo scusa e faccio per richiuderla, ma Franco la tiene aperta con la mano sul vetro.

«Allora, com’è andato il rientro a scuola?» domanda Clara sorridendomi.

«Sei su dieci».

Potrei raccontare molto di più se non mi sentissi accerchiato. E quei due mi fissano.

«Loro sono Enea e Davide».

Davide ha la pelle scura e un cespuglio di riccioli neri sulla testa. Sembra un egiziano. Tiene l’altro per la giacca e lo tira verso di me. Mi stringe la mano e mi dice: «Piacere di conoscerti Michael».

Poi si scansa e lascia spazio all’altro che alla stretta di mano aggiunge un mezzo inchino goffo.

«Enea e Davide sono tornati a stare a Girone. Enea ci aveva vissuto fino ai diciott’anni, poi è venuto a lavorare in città. Davide ha ristrutturato la casa, è un architetto».
«E vedessi com’è bella» interviene lui.

Enea si volta di scatto come per rimproverarlo di aver interrotto Clara, e lui fa una faccia buffa di scuse.

«Enea è laureato in matematica e adesso lavora in una banca».

Enea, che strano nome per un matematico laureato. Più Albert, Isaac, Alan, o Pitagora direi, che ancora non capisco se è il nome, il cognome, oppure il nome d’arte.

«OK, ma io perché sono stato portato qui? Si sa qualcosa dei miei genitori?»

L’espressione di Clara si incupisce.

«La tua mamma e il tuo papà stanno bene, Michael. Stanno seguendo un percorso molto duro che li aiuterà a rimettersi in sesto, e devono concentrarsi soltanto su questo. Hanno bisogno di tempo».

«Potrei restare dalla signora Guerra».

«Noi siamo molto grati alla signora Guerra, ma vorremmo che tu non ti sentissi un ospite. Così abbiamo pensato a una soluzione. Enea e Davide sono una coppia. Sono venuti un giorno da noi e ci hanno raccontato di quanto sarebbero felici di occuparsi di qualcuno che vive un periodo di difficoltà. Noi pensiamo che potresti trovarti molto bene con loro».

«E cosa ve lo fa pensare?»

«Perché li abbiamo conosciuti, Michael. E ti chiediamo di provarci anche tu».

 

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