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Coming out – non sempre è così facile

Coming out: dichiararsi, venire fuori dall'ombra - è un argomento molto delicato e non tutti hanno la stessa idea.

Coming out: dichiararsi, venire fuori dall’ombra – è un argomento molto delicato e non tutti hanno la stessa idea. Probabilmente vivendo situazioni diverse in posti diversi, non sempre si può standardizzare il problema.

man wearing brown and black crew neck shirt
Photo by Garrett Morrow on Pexels.com

C’è chi pensa che non ci sia il bisogno di una dichiarazione, chi lo fa perché crede sia la scelta migliore e chi invece vive situazioni problematiche che non sa come affrontare. Il mio pensiero? E’ vero, forse non dovrebbe esserci il bisogno di una “dichiarazione” in quanto dovrebbe essere una cosa normale ma, pensate davvero che lo sia? Purtroppo nella società odierna non è sempre scontato, anzi. Si vive ancora in un mondo che nega sia una cosa normale, che non vuole accettare le diversità. Ma allora, perché dichiararsi? Forse proprio per questo, per dire al mondo che noi esistiamo, che non ci nascondiamo e che viviamo vite normali come qualsiasi altra persona, nel bene e nel male.

– Tu non lo puoi capire come ci si sente!
– Io sono gay.
– Un che?
– Sono gay. Gay dichiarato.
– Dichiarato a chi?
– “A chi”? A tutti quanti! Ai miei genitori, al mio capo, al mio cane… Sai, un giorno è scoppiato qualcosa. Ero stufo di scambiare i pronomi e di tenere bassa la voce. Io non ce la facevo più a mentire alle persone che amo. Ti suona familiare?
– No.
– E così ho detto semplicemente: “Mamma, papà, Rin Tin Tin, sono gay.”
– Cos’è successo?
– Be’, mia madre ha pianto. Esattamente per dieci secondi. Il mio capo ha detto “Chi se ne frega!” E mio padre ha detto: “Ma sei così alto!” Howard, mi hanno sorpreso tutti. Una volta, per una volta, mi sono fidato. Mi sono fidato di loro. Sai, a volte quella che sembra la peggiore delle soluzioni finisce con essere la cosa migliore.

In & Out, film statunitense del 1997 con Kevin Kline, Joan Cusack, Matt Dillon.

La parte più difficile del coming out rimane quello dell’affrontare la propria famiglia. Perché? Forse perché si ha paura di non essere accettati, capiti o forse perché si pensa che non potranno mai comprendere. Cosa fare allora in questi casi? Dipende ovviamente dalle diverse realtà, a volte c’è un rapporto così empatico fra figli e genitori che non occorre nemmeno dirlo chiaramente che, già si sa. In questo caso, con l’andare del tempo, si inizierà pian piano a ricevere domande e magari la richiesta improvvisa di conoscere il proprio fidanzato/a. Tutti gli altri casi invece andrebbero studiati e valutati in quanto non esiste una ricetta magica sul come dirlo o come essere accettati.

Io ad esempio, sono stato emarginato dalla mia famiglia per più di un anno e ho vissuto l’inferno. Successivamente è arrivata la fase del “Va bene, ma di sicuro puoi tornare etero” che è durata qualche anno ed ora invece, mi hanno accompagnato in comune durante il giorno del mio matrimonio e amano mio marito. In sostanza, ognuno ha bisogno del proprio tempo per elaborare la cosa ma dopo si riesce a vivere un rapporto più libero e soprattutto sincero.

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