Il sogno di una famiglia

Nella battaglia per i diritti civili, un argomento controverso e discusso negli ultimi anni è la famosa “Stepchild adoption“. Come spesso accade in Italia e in altri Paesi del mondo la libertà è sempre una cosa difficile da raggiungere. Libertà intesa come diritto e, in questo caso, diritto di amare e di poter costruire una famiglia.

La “Stepchild adoption” è pensata principalmente per l’adozione, da parte del coniuge dello stesso sesso senza legame sanguigno, di un figlio naturale dell’altro coniuge.

love baby parent boys
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Come noto, la L. 20/05/2016, n. 76 (c.d. legge Cirinnà) ha introdotto in Italia le unioni civili, senza però riconoscere, a causa di resistenze, questo legame di genitorialità con i figli. La paura, per la parte conservativa (e non) del parlamento era, che determinate persone attraverso l’ausilio di tecniche di procreazione medicalmente assistita, potevano avere un figlio.

E’ vero che probabilmente il nostro Paese non è pronto a tutto questo, altre sì vero che il bambino potrebbe essere soggetto ad abusi esterni a causa dei propri genitori non “Convenzionali” ma, non è vero che la stessa cosa accade anche in altri casi? Magari per figli di genitori divorziati, in condizioni disagiate, stranieri od orfani? E allora, di cosa stiamo parlando? Ovviamente se non si affronterà mai il problema sarà anche difficile che le persone inizino a vederla come una cosa normale e quindi ad accettarla.

Forse dovremmo andare oltre a tutti questi pregiudizi e guardare solo il fattore umano, quindi: “potrebbe essere un bravo genitore?” senza guardare né sesso e nemmeno la razza. Perché purtroppo non è quella la questione, la questione è proprio se sei una persona adatta ad avere una famiglia o no.