Il sogno di una famiglia

Nella battaglia per i diritti civili, un argomento controverso e discusso negli ultimi anni è la famosa “Stepchild adoption“. Come spesso accade in Italia e in altri Paesi del mondo la libertà è sempre una cosa difficile da raggiungere. Libertà intesa come diritto e, in questo caso, diritto di amare e di poter costruire una famiglia.

La “Stepchild adoption” è pensata principalmente per l’adozione, da parte del coniuge dello stesso sesso senza legame sanguigno, di un figlio naturale dell’altro coniuge.

love baby parent boys
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Come noto, la L. 20/05/2016, n. 76 (c.d. legge Cirinnà) ha introdotto in Italia le unioni civili, senza però riconoscere, a causa di resistenze, questo legame di genitorialità con i figli. La paura, per la parte conservativa (e non) del parlamento era, che determinate persone attraverso l’ausilio di tecniche di procreazione medicalmente assistita, potevano avere un figlio.

E’ vero che probabilmente il nostro Paese non è pronto a tutto questo, altre sì vero che il bambino potrebbe essere soggetto ad abusi esterni a causa dei propri genitori non “Convenzionali” ma, non è vero che la stessa cosa accade anche in altri casi? Magari per figli di genitori divorziati, in condizioni disagiate, stranieri od orfani? E allora, di cosa stiamo parlando? Ovviamente se non si affronterà mai il problema sarà anche difficile che le persone inizino a vederla come una cosa normale e quindi ad accettarla.

Forse dovremmo andare oltre a tutti questi pregiudizi e guardare solo il fattore umano, quindi: “potrebbe essere un bravo genitore?” senza guardare né sesso e nemmeno la razza. Perché purtroppo non è quella la questione, la questione è proprio se sei una persona adatta ad avere una famiglia o no.

Film a tematica gay: qualche consiglio.

Appassionato da sempre di film e soprattutto di commedie, ho passato più di una serata in lacrime per qualche storia da sogno o morendo dal ridere per qualcosa di divertente, seppure con una forte morale dietro.

Ho quindi deciso di scrivere quest’articolo in modo da poter condividere con voi i titoli dei film che ho preferito fra tutti. Ahimè, alcuni potrebbero essere solo in lingua inglese e spero che non sia un problema ma, avendo passato quattro anni negli States per me è una cosa normale. In ogni caso, penso possiate trovarli anche con sottotitoli in Italiano:

You_Me_Her

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YOU ME HER

Partiamo da una miniserie presente anche sul popolarissimo Netflix. You me her, è una storia molto complessa e che comprende sia tematiche gay che etero.

Parla di una coppia di periferia che ad un certo punto della propria vita, forse per noia o forse perché le cose non funzionano più, decide di introdurre un’altra persona, una ragazza, nella propria relazione. Questo però finirà con lo sconvolgere tutti gli equilibri, innamorandosi entrambe di questa persona, in modo “diverso“.

I do

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I DO

Questo forse è uno dei film in assoluto più romantici e per alcuni versi triste che abbia mai visto.

I do believe in fate (Credo nel destino)

I do believe in family (Credo nella famiglia)

I believe in telling the truth, (Credo nel dire la verità)

and that your actions have consequences… (e che le tue azioni hanno delle conseguenze)

 

Parla di un ragazzo britannico che vive a NYC da anni ma che improvvisamente viene privato del proprio visto, ritrovandosi così a perdere per sempre la famiglia e la sua vita lì. Colto quindi dalla disperazione, decide di sposare la sua amica lesbica che però lo lascerà dopo poco facendolo cadere in un vortice incredibile di problemi.

The 10 years plan

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THE 10 YEARS PLAN

Un piano da qui a 10 anni è una bellissima commedia romantica ma anche divertente. Parla di una coppia di amici, uno l’opposto dell’altro. Myles l’eterno romantico alla ricerca dell’uomo perfetto, una versione maschile di “Desperate Housewives”, mentre Brody alla ricerca di solo divertimento. Ad un certo punto però si ritrovano a farsi una promessa: “Se fra 10 anni saremo ancora single e amici, allora ci metteremo assieme e ci sposeremo”.

La loro vita prosegue in modi diversi pur rimanendo sempre molto uniti, passati i 10 anni però, si ritroveranno a ripensare alla famosa promessa.

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LE FATE IGNORANTI

Chi non ha visto questo fantastico film di Ferzan Özpetek del 2001?

Parla della vita di Antonia che irrimediabilmente viene sconvolta dopo la morte del marito Massimo, travolto da un’auto. La donna cade in una cupa disperazione, in un lutto profondo che le impedisce di reagire e rende ancora più difficili i rapporti con la madre, anch’ella vedova da lungo tempo.

Che stupidi che siamo, quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati. Tante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.

Le ricerche che Antonia conduce la porteranno a scoprire una realtà molto lontana da ogni immaginazione, una realtà parallela che Massimo viveva da anni in perfetta clandestinità e che lo vedeva legato a Michele, giovane commerciante del mercato ortofrutticolo generale di Roma.

Per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto non posso, ma anche per quelle in cui mi hai detto: tornerò… Sempre in attesa… Posso chiamare la mia pazienza AMORE? La tua fata ignorante

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CALL ME BY YOUR NAME

E concludiamo con un capolavoro di Luca Guadagnino uscito da poco, chiamami col tuo nome.

Film basato sul romanzo di André Aciman è una disperata storia di amore e amicizia ambientata in una calda estate dei primi anni ’80 nella bassa padana. Elio, il protagonista, è un musicista molto colto, sensibile e di sicuro più maturo dei suoi coetanei. Passa il suo tempo a scrivere musica e flirtare con la sua amica Marzia.

Ad un certo punto però, invitato dal padre, arriva un alunno straniero impegnato nella stesura della tesi di post dottorato, Oliver. Ventiquattrenne statunitense molto affascinante che fin da subito colpisce Elio. Già dal primo istante si percepisce che c’è una grande attrazione, un sentimento destinato a crescere. Gli incontri fra i due sono davvero unici, tutto rigorosamente al riparo da qualsiasi sguardo.

Stai male e ora vorresti non provare nulla, forse non hai mai voluto provare nulla, ma ciò che ora provi io lo invidio… Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, così tanto che a 30 anni siamo già prosciugati e ogni volta che ricominciamo una nuova storia con qualcuno diamo sempre di meno, ma renderti insensibile così da non provare nulla, è uno sbaglio…

Di film ne avrei in testa altri mille ma ho voluto condivedere con voi solo quelli che mi hanno colpito di più. E voi, consigliereste altro? Fateci sapere.

Ex fidanzati eternamente indecisi (e le diverse personalità)

Quante volte ci siamo sentiti dire la frase: “Purtroppo mi sono accorto di non amarti più” oppure: “Siamo cambiati troppo e non so se è più quello che voglio, non è colpa tua”?

E’ stano come poi, magari a distanza di anni, ci si ritrovi inaspettatamente a bere un caffè e fare due chiacchiere con il fantomatico ex (su suo invito) e improvvisamente dal nulla sentirsi dire: “sai che ci ho pensato a lungo e forse ho fatto male a lasciarti?”.

La riflessione che mi viene da fare è: “Ma sei serio? E prima a cosa stavi pensando?”. Comunque, sul tornare assieme o meno ad un ex è responsabilità vostra. Pensate bene a quello che vi ha fatto e che potrebbe teoricamente rifarvi. Ovviamente una possibilità la si dà a chiunque ma bisogna valutare che ne valga davvero la pena. Forse anche analizzando i motivi che hanno portato al termine la storia e se questi motivi potrebbero essere un problema nella vita odierna.

Se anche voi quindi siete fra quelli che almeno una volta nella vita si sono trovati in questa condizione, beh allora vi interesserà analizzare qualche tipo di personalità per vedere se magari vi siete scontrati proprio con una di queste:

man in green blue and black plaid sports shirt sitting on bed using silver macbook
Photo by Suliman Sallehi on Pexels.com

L’incontentabile seriale

Questo è il tipico uomo che troverete sempre e comunque nelle chat di incontri ma, non per chattare o solo per curiosità, piuttosto per mantenere una porta aperta a… magari qualcosa di meglio.

Purtroppo queste sono le tipiche persone che prima o poi vi molleranno, magari distruggendo il vostro cuore in mille pezzi. Il problema è che non potrete farci proprio nulla. Evidentemente sono persone difficili da accontentare e che hanno bisogno sempre di nuovi stimoli o magari semplicemente, dure da far innamorare.

shallow focus photography of man sitting beside railing holding cigarette stick
Photo by Kha Ruxury on Pexels.com

Quello serio ma, da relazione a termine… in genere annuale

E come per il cambiare delle stagioni, ecco invece l’uomo che cerca la storia seria ma che non riesce a farla durare per più di un anno. Sembra che con scadenza fissa, le sue relazioni non riescano a superare quel traguardo.

Forse però queste sono solo persone un po’ insicure ed ansiose ma, allora come dovremmo comportarci? Probabilmente questo tipo di uomo va bene solo a chi non ha molte aspettative, una persona indipendente che comunque continui a vivere la propria vita ma, cosa fondamentale, che riesca ad essere rassicurante. Del tipo: “Nulla cambierà, nessuno sarà incatenato, ce la faremo a superare i vari problemi”.

man wearing white crew neck t shirt
Photo by Frame Kings on Pexels.com

Il bugiardo per natura

Questo è proprio il peggiore, quello che vi fa solo perdere un sacco di tempo per poi non concludere nulla. Il problema è che quando scopri le sue eventuali tresche si giustifica dicendo che è colpa vostra, che lo trascuravate e che quindi colto dalla noia è cadute in tentazione. Cercherà sicuramente di dirvi che non succederà più, voi gli credereste?

Ovviamente l’articolo potrebbe andare avanti in eterno perché di personalità “strane” ce ne sono davvero molte.

Magari una cosa bella sarebbe che continuaste voi nei commenti, indicandoci quello che vi è capitato e come avete deciso di proseguire o terminare una determinata storia.

Gay Pride, perché è così importante

Leggendo in rete, anche su forum dedicati, mi sono reso conto che probabilmente molte persone non sanno ancora cos’è e perché si è iniziato a celebrare il “Gay Pride” o, tradotto letteralmente, “orgoglio gay“.

Non è solo un momento dove c’è gente vestita in strano modo, nè tantomeno una manifestazione da cui prendere le distanze perché: “Io non sono quel tipo di gay e non ne ho bisogno“. Il significato è molto più profondo e come altre manifestazioni di questo genere dove si celebra l’orgoglio o la liberazione da qualcosa, devono essere celebrate.

gay balloons

Il tutto partì dagli Stati Uniti, che come molti altri Paesi del mondo dovette far fronte ad una lunga serie di violenti scontri fra gruppi omosessuali e polizia locale. Purtroppo all’epoca la comunità gay era costretta continuamente a lottare e molto spesso soggetta a violente irruzioni nei diversi locali. Ci si vedeva spesso ammanettati per i motivi più futili, come il baciarsi o tenersi la mano in pubblico.

Mentre poi, nella notte del 27 giugno 1969, presso il famosissimo locale “Stonewall Inn” la polizia fece un’altra irruzione e arrestò moltissime persone solo per vestire abiti del sesso opposto o per essere semplicemente dipendenti del locale.

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Secondo un resoconto, Sylvia Rivera scagliò una bottiglia contro un agente, dopo essere stata picchiata con un manganello. Un’altra versione dichiara che una lesbica, trascinata verso un’auto di pattuglia, oppose resistenza, incoraggiando così la folla a reagire. Comunque sia, la mischia si accese in mezzo alla folla, che presto sopraffece la polizia.

La lotta continuò per tutta la notte e addirittura furono chiamate le squadre anti-sommossa che vennero però fermate dal lancio di pietre ed altri oggetti. Poi fu il turno di una serie di drag queen che si piazzo davanti a loro cantando:

We are the Stonewall girls
We wear our hair in curls
We wear no underwear
We show our pubic hair
We wear our dungarees
Above our nelly knees!

La situazione si calmò temporaneamente, ma gli scontri andarono avanti ancora per giorni, fino al momento dell’ultima rivolta dove un migliaio di persone lottò di fronte al locale. Successivamente nacque finalmente il primo movimento di liberazione gay che in seguito decise di festeggiare ogni anno il “Gay Pride“.

In sostanza, è normale che in questa parata si manifesti anche la diversità “estetica”, il vestirsi in maniera diversa dallo standard, eccentrica. Il punto è uno solo, bisogna essere chi ci sentiamo di essere e nessuno dovrà mai avere il diritto di dirci qualcosa solo per come abbiamo deciso di vestirci o perché si è magari deciso di cambiare sesso o di baciare qualcuno dello stesso sesso. Ognuno è libero di fare quello che crede della propria vita. C’è chi poi dice: “Sì, ma con rispetto altrui” ma, a chi manca di rispetto? La persona che si veste ad esempio da donna o la persona che la deride? Che diritto si ha per giudicare?

So che questo articolo non cambierà di certo il pensiero di determinate persone ma l’ho voluto scrivere in onore dei Gay Pride che ci saranno nel corso del prossimo mese. E allora:

FESTEGGIAMO TUTTI L’ORGOGLIO GAY!!

Milano, la lotta contro l’omofobia ed il razzismo

 

Stop hate
lotta contro qualsiasi tipo di odio

Ieri, organizzata dai Sentinelli di Milano, si è svolta in piazza della Scala un’importante manifestazione contro l’omofobia, il razzismo e il neofascismo. In molte le persone che vi hanno preso parte, tra cui anche molte associazioni che lottano contro qualsiasi tipo di odio. Sì, ieri non si lottava solo contro l’omofobia ma contro ogni tipo di discriminazione.

Sul palco persone importanti come il leader dei Sentinelli Luca Paladino, la cantante Italo marocchina Malika Ayane, la consigliere comunale Pd Sumaya Abdel Qader e molti altri. Tutti uniti per raccontare la propria storia, o quella di qualcun altro, di odio ricevuto, odio inspiegabile e assurdo da credere, soprattutto perché siamo nel 2018 e sarebbe bello che certe cose non accadessero più. Purtroppo però, come spiegato durante la manifestazione, la lotta contro questi soprusi e solo agli inizi anche perché internet ha dato modo a molti “leoni di tastiera” di farsi grandi e spargere odio in rete.

 

La manifestazione si è poi conclusa con l’intervento di Laura Boldrini, ex presidente della Camera che ha espresso tutta la sua solidarietà, affermando anche: “l’incitamento all’odio fa parte della strategia politica, i partiti che si richiamano al fascismo vanno sciolti”.

L’unica cosa che possiamo sperare è che finalmente si facciano dei passi avanti a riguardo e che le persone inizino ad avere una mentalità più aperta e capiscano che con l’odio non si va da nessuna parte.

Amicizia e sesso – qual’è la linea di demarcazione?

Parlando con un amico ieri ci siamo chiesti proprio questa cosa: “è possibile conoscere qualcuno per sola amicizia senza che entri in atto l’attrazione fisica e quindi il desiderio di fare altro?”.

Il problema nasce soprattutto quando sei in coppia e magari per un motivo o per un altro decidi che sarebbe bello iniziare a frequentare persone nuove con cui passare momenti piacevoli davanti ad una birra o con cui andare a ballare. La maggior parte delle volte però, questo si tramuta da “si dai usciamo” all’inevitabile foto… o al commento “ma tu sei attivo o passivo?”.

Amicizia
l’amicizia non ha sesso.

Sicuramente da ventenni queste cose passano più inosservate anche perché si vive la vita in maniera più libera e magari non si è coinvolti in una relazione sentimentale duratura. Ma, cosa fare se hai più di trentanni e per un motivo o per un’altro vuoi ricostruirti un circolo di amicizie? Purtroppo a volte per questioni lavorative può capitare di trasferirsi in una nuova città e dover quindi cercare di riconnettersi con il mondo esterno ma, che fare? Cercare nelle varie app esistenti e una vera sfida, sembra che mentalmente non si possa proprio andare oltre al pensiero del sesso.

A parte questo però, a questa mia coppia di amici ne son successe davvero di tutti i colori. Da chi ad un certo punto è saltato fuori con la frase “beh, nel caso doveste lasciarvi fatemelo sapere che magari o con uno o con l’altro potrebbe succedere qualcosa” a chi invece ci ha provato prima con uno, in privato, e essendogli andata male ci ha provato con l’altro.

Voi cosa ne pensate? Ovviamente quest’articolo non è nato sulla base di alcun pregiudizio, vogliamo solo affrontare tutti i temi della nostra società attuale e conoscere le vostre opinioni, i vostri pensieri e le vostre esperienze quindi, lasciate un commento ragazzi! 😊

Gay sì ma non diverso

Se anche tu vivi in un paesino di provincia, quante volte le persone sono riuscite a farti sentire “diverso”? A volte però è un circolo vizioso che volendo o no ci blocca in uno stereotipo di cui penso molti di noi farebbero volentieri a meno.

man in blue and black gingham button up top standing on brown wood log in forest
Photo by Garry Mordor on Pexels.com

 

come ho scritto sul mio profilo personale, ho vissuto per qualche anno a NYC e lì le cose sono ben diverse. L’uguaglianza è davvero una cosa che puoi sentire e vedere e, anche se tutto sembra più “normale” e alla gente non interessa molto se ti baci con il tuo ragazzo o la tua ragazza in un posto pubblico e anche vero che molte altre cose sone scomparse. Cosa? Per fare un esempio, nei locali non ci sono più le cosidette darkroom o robe sibili. D’altronde, ci si va per ballare, no? E’ anche vero che le alternative sono dietro l’angono e ci sono posti dove “si può fare” comunque. Il senso è, cosa vogliamo davvero? Non pensate che anche questa continua ricerca di sesso occasionale sia un po’ un “box” nel quale siamo stati rinchiusi? Nel senso, perché sappiamo che gli altri potrebbero non capire una convivenza, un matrimonio, l’andare in giro mano nella mano, magari questo può confinarci a rimanere in qualche modo ancora “nascosti”.

Questo è il primo post di “GAY LOUNGE” e serve per far capire il tono del nostro sito. Vorremmo che diventasse un posto dove poter condividere le proprie storie e magari poter aiutare quelle persone che ancora hanno bisogno di una mano, di un consiglio, di una persona vicina.